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Buoni propositi per l’anno nuovo? Ecco come mantenerli

Siamo certi che, con l’inizio del 2019, anche tu abbia stilato una lista di buoni propositi per l’anno nuovo. 

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per trasformare la tua vita: per questo la maggior parte delle persone prepara una lista di buone intenzioni da mettere in atto.

Un nuovo anno spesso sembra un nuovo inizio, una grande opportunità per eliminare le cattive abitudini e stabilire nuove routine che ti aiuteranno a crescere psicologicamente ed emotivamente. Ma ti sei chiesto come fare per mantenere i buoni propositi per il nuovo anno?

Beh, sicuramente i buoni propositi sono più facili da formulare che da rispettare: per molti è già un’impresa riuscire a mantenere la determinazione oltre le prime settimane di gennaio. In questa guida ti spiegheremo come fare per realizzare i tuoi desideri e i tuoi obiettivi per il nuovo anno. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come realizzare i desideri per l’anno nuovo

Stilare una lista di buoni propositi è un’abitudine molto diffusa; tuttavia, secondo alcune ricerche condotte negli USA, solo il 9% delle persone ha ammesso di aver avuto successo nel raggiungimento dei propri obiettivi. Alcune dei desideri più comuni per l’anno nuovo includevano la perdita di peso, l’adozione di scelte finanziarie migliori, l’abbandono del fumo e il trascorrere più tempo con la famiglia.

Tuttavia, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychology, le persone che si preoccupano di pensare ai buoni propositi per l’anno nuovo hanno una possibilità di 10 volte superiore di cambiare abitudini rispetto a chi non lo fa. Dunque, fissarti degli obiettivi è importante, ma lo è ancora di più riuscire a raggiungerli. Il nuovo anno rappresenta, nella nostra concezione, un nuovo inizio e dà l’idea di avere a disposizione un lasso temporale molto ampio per prepararsi all’azione.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere per raggiungere davvero i tuoi traguardi per l’anno nuovo e modificare le tue abitudini.

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1 – Datti obiettivi semplici da raggiungere

Il primo e più comune errore che si fa quando si scrivono i buoni propositi è darsi degli obiettivi troppo ambiziosi e irraggiungibili. A volte le persone pretendono di revisionare completamente il loro intero stile di vita: questo rischia solamente di creare delusione e senso di colpa.  Migliorare se stessi è importante, ma la ricetta per il successo è quello di farlo a piccole dosi: non puoi pretendere di cambiare tutta la tua vita in pochi giorni.

La soluzione? Focalizzati su un macro obiettivo annuale, ma “scomponilo” in piccoli obiettivi raggiungibili davvero. Se, ad esempio, uno dei tuoi propositi è quello di perdere 10 chili, non importi di farlo in due mesi. Cerca di concentrarti su un percorso e su un vero cambiamento del tuo stile di vita e della tua dieta: un obiettivo raggiungibile potrebbe essere, ad esempio, perdere due chili al mese ed eliminare cibi spazzatura dalla tua dieta.

2 – Esci dalla tua zona di comfort

L’inizio di un nuovo anno ci dà la possibilità di provare cose nuove e di aggiungere nuove prospettive alla nostra visione: per questo è importante cercare di uscire dalla zona di comfort e fare nuove esperienze.

Metterti in situazioni in cui non ti senti proprio a tuo agio ti aiuterà molto a superare le paure e a crescere sfidando te stesso. Procrastinare e evitare ciò che ti fa paura non ti aiuterà ad evolverti davvero. La soluzione è affrontare ciò che ti mette paura a piccoli passi. Ad esempio, se hai paura di parlare in pubblico, frequenta un corso di public speaking o di teatro, per capire come gestire il tuo corpo, la tua voce, la tua gestualità.

3 – Non ridurti all’ultimo minuto

La pianificazione è una parte essenziale del raggiungimento di qualsiasi obiettivo.

Il tempo che investi nella pianificazione non è affatto tempo sprecato. Avere un piano dettagliato dei tuoi obiettivi ti permette di gestire al meglio il tempo e raggiungere i tuoi risultati nei tempi previsti. Cosa fare, dunque? Prendi carta e penna e metti nero su bianco la tua lista di buoni propositi e i tempi per realizzarli. Questo ti permetterà di elaborare le migliori strategie per il successo e di avere sempre sotto controllo la situazione, senza ridurti all’ultimo momento.

Nel tuo percorso potrai trovare diversi ostacoli: sapere cosa devi fare per raggiungere quell’obiettivo ti aiuterà a tenerti lontano dalle insidie e dalle difficoltà che potresti trovare, guidandoti nella loro risoluzione.

4 – Agisci sulle tue abitudini

Alla fine di ogni anno, tendiamo spesso a fare un bilancio delle cattive abitudini che abbiamo sviluppato. Tra i buoni propositi per l’anno nuovo, i più comuni sono proprio quelli che hanno a che fare con un cambio di abitudini.

Un esempio? Smettere di fumare. Tutti sappiamo che il fumo fa male: perché, allora, c’è chi non riesce a smettere? Secondo Duhigg, uno dei più importanti studiosi delle abitudini, un’abitudine si compone di tre elementi: un problema, una routine e una ricompensa.

Vediamolo nel concreto:

  • Problema: Mi sento stanco
  • Routine: Fumo una sigaretta
  • Ricompensa: Mi sento stimolato

Per rompere questa routine, secondo Duhigg, è importante individuare qualcosa che vada a sostituire quella routine dannosa, pur rispondendo allo stesso problema e ottenendo la stessa ricompensa. Cosa potrebbe farti sentire meno stanco e darti quella carica in più di cui hai bisogno, che non sia una sigaretta? Un esempio potrebbe essere un caffé o una spremuta d’arancia. Spezzare il ciclo della routine è più semplice di quanto sembri: lavora su questo processo e inizia ad intervenire su un’abitudine alla volta.

5 – Prenditi delle pause

Pensare ossessivamente ad un obiettivo potrebbe allontanarti ancora di più dal suo raggiungimento. Saper ascoltare se stessi è fondamentale, soprattutto in un percorso di cambiamento.

Fare alcune brevi pause durante il giorno può aiutarti a liberare la tua mente e a recuperare l’energia che ti serve. Durante questi pochi minuti di inattività, bere un bicchiere d’acqua, concentrarsi sulla respirazione o uscire sono soluzioni ideali per spezzare la routine giornaliera e ritagliarti un attimo di tranquillità.

Connettiti con te stesso e osserva cosa c’è dentro e intorno a te. Se lo desideri, inizia ad avvicinarti alla meditazione, utile anche per abbassare lo stress e allontanare le tensioni.

6 – Non mollare

Il problema dei buoni propositi per l’anno nuovo è che spesso vengono abbandonati all’inizio del mese di febbraio, magari dopo una delusione.

In un percorso i momenti di sconforto fanno parte del gioco: se improvvisamente ricadi in una cattiva abitudine, non vederlo come un fallimento. Il percorso verso il tuo obiettivo non è diretto e ci saranno sempre delle sfide.

Cerca di vivere le ricadute come opportunità di apprendimento. Analizza la sfida che stai affrontando e cerca di capire quali sono le ragioni che ti hanno indotto a tornare sui tuoi passi. Non arrenderti, ma ricomincia con ancora più determinazione.

Su come realizzare i buoni propositi per l’anno nuovo abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica tutti i consigli dell’Università Niccolò Cusano e raggiungere tutti i tuoi nuovi obiettivi.

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Come si diventa educatore professionale: studi e possibilità

Se sei uno studente dei nostri corsi di laurea dell’area formazione (o vorresti diventarlo), sicuramente ti sarai chiesto diverse volte come si diventa educatore.

La professione di educatore è una delle più ricercate nel mercato del lavoro. Si tratta di una professione che richiede un forte contatto con le persone: per questo, oltre alle conoscenze tecniche, c’è bisogno di grande sensibilità e una capacità empatica.

L’educatore sociale si trova spesso in contesti molto difficili da trattare, a contatto con persone affette da disabilità fisica e psichica, malattie mentali, disagi legati alla terza età. L’operatore può trovarsi anche a contatto con persone tossicodipendenti o che hanno subito delle violenze. Un lavoro senza dubbio impegnativo, ma che può dare grandi soddisfazioni.

in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come diventare educatore professionale, dal percorso di studi da intraprendere a tutte le competenze da padroneggiare per poter svolgere al meglio questo lavoro. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come diventare educatore professionale

Diventare un educatore professionale è il tuo sogno nel cassetto? Sei nel posto giusto: nei prossimi paragrafi ti diremo quali sono i passaggi da fare per lanciarti in questa professione.

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Chi è l’educatore professionale?

Per capire come si diventa educatore professionale, è fondamentale capire quali sono le caratteristiche di questo professionista e in che contesti opera.

Come abbiamo accennato, si tratta di una figura professionale che ha come obiettivo quello di reinserire socialmente tutti quei soggetti che vivono delle situazioni di disagio o che sono affetti da particolari patologie. In particolare, l’educatore professionale è in contatto con:

  • Persone affette da disabilità fisica o psichica, siano adulti o minori;
  • Soggetti affetti da Aids o con problemi di dipendenza (alcol, droghe)
  • Anziani
  • Carcerati

Cosa fa l’educatore

Come avrai capito, il ruolo dell’educatore professionale è assai complesso. Ci sono una serie di attività ascrivibili a questo professionista, spesso gestite in sinergia con altre figure professionali come l’assistente sociale e lo psicologo.

Abbiamo detto che il compito principale di un educatore è quello di reinserire in società persone con particolari problematiche. Per fare questo, sono necessari interventi educativi e riabilitativi nell’ambito di un progetto terapeutico più ampio. Le attività svolte dall’educatore possono essere riassunte in questi punti:

  • Rendere autonomo il soggetto quanto più possibile, attraverso il recupero delle sue potenzialità;
  • Organizzare e coordinare, insieme ad un equipe terapeutica, il progetto educativo sulla base delle strutture e delle risorse a disposizione;
  • Lavorare con le famiglie e nel contesto sociale dei soggetti assistiti, per rendere il reinserimento più semplice.

L’educatore professionale può lavorare come dipendente o come libero professionista all’interno di strutture e servizi socio-sanitari pubblici (come ospedali, carceri, ma anche Province, Regioni, Comuni) o in strutture residenziali e semiresidenziali private (come case di riposo, case di cura, centri di accoglienza o cooperative). Talvolta questo professionista può occuparsi anche di assistenza a domicilio

Se ti stai chiedendo quanto guadagna un educatore professionale, questo può variare in base a diversi fattori, come il livello di esperienza e la tipologia di occupazione. A seconda del contratto (dipendente, collaborazione) e dalla natura dell’ente per cui si lavora (pubblico o privato) possono esserci delle variazioni nello stipendio anche significative.

Competenze e abilità

Se ti stai chiedendo come si diventa educatore, sicuramente sarai interessato a conoscere le abilità che questa figura professionale deve avere. Accanto alle competenze meramente tecniche, sono necessarie una buona capacità di analisi, un gran livello di empatia e una predisposizione a relazionarsi con gli altri in maniera assertiva.

Anche la gestione dello stress è fondamentale per essere un buon educatore: avrai a che fare con persone con storie difficili e mantenere i nervi saldi è una priorità. Essendo una professione che si relaziona a molte altre, come lo psicologo e l’assistente sociale, dovrai essere in grado di lavorare in team.

Senza dubbio si tratta di una professione dove la “vocazione“ ha un ruolo centrale: ci vogliono impegno, dedizione e responsabilità, oltre ad una grande voglia di mettersi al servizio degli altri.

Dal punto di vista delle conoscenze, sicuramente un buon educatore professionale avrà assorbito nozioni di psicologia, sociologia, pedagogia, antropologia, filosofia, scienza della formazione. Molto utile anche avere buone conoscenze informatiche per l’utilizzo di software e l’accesso a database. Preziose anche le conoscenze in ambito giuridico e linguistico: graditi fondamenti di diritto, geografia, storia e dimestichezza con la lingua inglese, scritta, letta e parlata.

Studiare per diventare educatore: Corsi di Laurea Unicusano

Alla luce di quanto detto finora, rispondiamo alla domanda “Come si diventa educatore professionale” parlando nello specifico del percorso di studi da intraprendere.

Per intraprendere la professione, i Corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano afferenti all’area formazione rappresentano la soluzione ideale per te.

La nostra offerta formativa prevede:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

Il Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione, declinato in due curriculum, ha come obiettivo la formazione dell’operatore professionale socio-pedagogico, con una preparazione specifica per affrontare:

  • Servizi educativi per l’infanzia da 0 a 3 anni, servizi extrascolastici, per l’inclusione e la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica;
  • Interventi nei servizi socio-educativi per lo sviluppo della persona e della comunità territoriale, e in particolare per: i servizi per la genitorialità e la famiglia; servizi educativi per le pari opportunità; servizi educativi di promozione del benessere e della salute; servizi educativi, ludici, artistico-espressivi e del tempo libero per soggetti di ogni età; servizi per anziani; servizi per l’integrazione degli immigrati e dei rifugiati e per la formazione interculturale; servizi per la rieducazione e la risocializzazione di soggetti detenuti e servizi di assistenza ai minori coinvolti nel circuito giudiziario e penitenziario;
  • Servizi alla persona a supporto della prevenzione e rieducazione cognitivo-funzionale, al fine di rispondere alla promozione del benessere fisico, psichico e sociale, nonché come supporto atto a favorire l’inclusione nelle situazioni di diversa abilità.

Tutti i percorsi formativi sono curati dai massimi esperti del settore ed erogati online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In questo modo potrai facilmente coniugare la tua attività di studente con una possibile occupazione, programmando con largo anticipo il tuo studio. Al termine del percorso di studi triennale, potrai approfondire e proseguire i tuoi studi con un corso di laurea magistrale.

Su come si diventa educatore abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Se desideri fare un passo avanti verso la costruzione della tua carriera, iscriviti ai corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Cos’è l’IRPEF: quello che devi sapere

Se ti interessi di economia o se sei uno studente dei nostri corsi di laurea dell’area economica, avrai sicuramente sentito parlare di IRPEF. Dirti cos’è l’IRPEF e come funziona è fondamentale per introdurre una serie di concetti legati alle imposte, che affronterai nel tuo percorso di studi e che ti saranno utili nella tua professione, ma anche nella vita.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche, abbreviata con l’acronimo IRPEF, è un’imposta diretta, personale, progressiva e generale, in vigore nella Repubblica italiana. Ad oggi, questa imposta è regolata dal testo unico delle imposte sui redditi, emanato con DPR 22 dicembre 1986 n. 917.

Per sapere come si calcola l’IRPEF e chi deve pagarlo, continua nella lettura: ecco tutto quello che devi sapere su questa imposta diretta.

Tutte le informazioni da conoscere sull’IRPEF

L’IRPEF è, senza dubbio, tra le imposte più importante del sistema tributario italiano, che riguarda oltre 40 milioni di contribuenti. Capire come funziona il calcolo IRPEF è importante per comprenderne a fondo i meccanismi che ne regolano il funzionamento. Per scoprire tutto sull’IRPEF, siediti e mettiti comodo: troverai le informazioni che ti servono nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Cos’è l’IRPEF: una definizione

La prima cosa che vogliamo fare in questa guida è chiarire che cos’è l’IRPEF, dando una definizione di questa tassa. Per IRPEF si intende

Un’imposta personale e progressiva sui redditi, ovverosia calcolata in base al reddito percepito sia dal lavoratore dipendente, sia dal pensionato o dal lavoratore autonomo.

Si tratta dunque di quell’imposta  che grava sul reddito delle persone fisiche, nonché la principale imposta che si paga in Italia: secondo le stime, circa il 30% della cassa dello Stato viene riempita dal gettito IRPEF.

Come funziona l’IRPEF?

Il meccanismo di funzionamento dell’IRPEF è molto semplice da capire e si basa su un sistema progressivo. Che significa? Dal punto di vista pratico, vuol dire che la quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso. L’aliquota IRPEF cambia, dunque, in proporzione al reddito percepito. In base agli aggiornamenti delle normative fiscali, le aliquote possono subire delle variazioni: è sempre bene conoscere quelle in vigore in un determinato momento.

Per fare un esempio concreto, poniamo il caso di un lavoratore dipendente che percepisce un reddito di 20.000 euro. In questo caso, l’imposta dovuta è pari a circa il 17 per cento. Questo risultato, come abbiamo detto, è frutto dell’applicazione di aliquote crescenti sui diversi scaglioni di reddito ed inoltre di deduzioni dal reddito e detrazioni d’imposta.

Deduzioni e detrazioni: quali sono le differenze

Spesso, quando si parla di IRPEF, si ricorre a due termini: deduzioni e detrazioni. Nonostante vengano spesso sovrapposti, in realtà si tratta di concetti ben diversi fra loro:

  • Le detrazioni consentono la riduzione dell’imposta lorda, determinando così quella netta. Possono essere riconosciute per spese sostenute dal contribuente, oppure sono legate alla sua condizione, come quella di lavoro dipendente, pensionato, persona che ha familiari a carico e così via;
  • Le deduzioni, invece, prevedono la sottrazione di un determinato importo dal reddito imponibile prima che su questo vengano applicate le aliquote dell’imposta, diventando dunque esente dalla tassazione.

Su cosa si paga l’IRPEF

Come abbiamo detto quando abbiamo parlato di che cos’è lRPEF, abbiamo stabilito che questa imposta si paga su tutti i redditi prodotti, che possono essere di 6 tipologie:

  • Redditi da lavoro autonomo (ad esempio quello percepito dai liberi professionisti come commercialisti, architetti o avvocati);
  • Redditi di capitale, derivanti dall’impiego di capitale;
  • Redditi di lavoro dipendente;
  • Redditi fondiari derivanti dal possesso di terreni;
  • Redditi diversi, che possono essere ad esempio quelli che riguardano una vincita;
  • Redditi di impresa.

Quando non si paga l’IRPEF?

Ci sono dei contribuenti esenti dal pagamento dell’IRPEF? Diciamo che esiste una no tax area, per cittadini in particolari condizioni economiche.

Ad esempio, c’è l’esonero dal pagamento in condizioni come queste:

  • Lavoratori dipendenti con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro;
  • Lavoratori autonomi con un reddito annuo inferiore a 4.800 euro;
  • Redditi di soli fabbricati fino a 500 euro;
  • Redditi di terreni per un valore che non supera i 185,92 euro.

Sottolineiamo ancora una volta che queste condizioni potrebbero cambiare con il cambiare della legge in merito; per tale ragione è sempre bene informarsi con attenzione sui siti governativi.

Studiare economia: Corso di Laurea Unicusano

Studiare economia è la tua ambizione? Conoscere nel dettaglio i meccanismi di funzionamento delle imposte italiane ti interessa e vorresti intraprendere una carriera nel campo?

Inizia iscrivendoti ai corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano dell’area economica. Grazie ai nostri corsi, apprenderai una serie di conoscenze nel campo dell’economia, della finanza, della matematica, del diritto e della statistica.

I corsi di laurea economici sono:

La didattica dei nostri corsi è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Per iscriverti ai nostri corsi di laurea, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Frasi sulla perseveranza: ecco le migliori da tenere a mente

Tutti noi abbiamo momenti nella vita in cui mantenere alti i livelli di determinazione è difficile. Possono esserci, in ogni momento, periodi di stress che inficiano sulle tue prestazioni lavorative o universitarie, rendendoti più vulnerabile e incline alla rinuncia.

Per questo abbiamo pensato alla risorsa ideale per te: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma abbiamo raccolto aforismi e frasi sulla perseveranza che ti aiuteranno a ritrovare la motivazione perduta e ad affrontare ogni cosa con la giusta carica.

Dagli aforismi sulla determinazione a quelli sulla costanza, troverai più di 30 frasi che ti orienteranno verso la risoluzione dei tuoi problemi e aumenteranno la tua fiducia in te stesso. Se sei pronto, iniziamo subito.

Le migliori frasi sulla costanza e sulla determinazione utili per motivarti

Quante volte, di fronte ad un ostacolo, hai detto a te stesso: “non ce la posso fare?”. Le parole sono importanti: avere delle convinzioni autolimitanti ti allontana dal tuo obiettivo. Ecco qualche aforisma sulla perseveranza che ti aiuterà a ritrovare la giusta forza per raggiungere i tuoi traguardi professionali o accademici.

15 frasi sulla tenacia

Apriamo la nostra guida dedicata agli aforismi sulla determinazione e la perseveranza con 15 frasi bellissime sul concetto di tenacia.

La tenacia è la capacità di non mollare, di rimanere focalizzato sull’obiettivo anche quando qualcosa va storto. Ecco le citazioni più belle su questo tema:

  • Molti fallimenti nella vita sono di persone che non si rendono conto di quanto fossero vicine al successo quando hanno rinunciato – Thomas Edison
  • Il talento non basta: occorre tenacia. Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra tenace, ma senza talento, sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori – Beppe Severgnini
  • Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia – Louis Pasteur
  • La differenza tra una persona di successo e un’altra non è una mancanza di forza, non una mancanza di conoscenza, ma piuttosto una mancanza di volontà – Vince Lombardi
  • Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale – Alessandro Baricco
  • Le Sei Perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente – Dalai Lama
  • Io penso che tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti. Non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi – Jim Rohn
  • La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo – Robert Half
  • La perseveranza è la virtù per cui tutte l’altre virtù fanno frutto – Arturo Graf
  • Con un talento ordinario e una straordinaria perseveranza, tutte le cose sono raggiungibili – Thomas Fowell Buxton
  • Fai la cosa che pensi di non poter fare. Fallisci. Provaci ancora. Fai meglio la volta successiva. La sola gente che non cade mai sono quelli che non salgono mai sulla corda tesa. Questo è il tuo momento. Possiedilo. – Oprah Winfrey
  • Colui che sa essere costante, che sa perseverare, che ha misura nelle parole e autocontrollo, che mai alza la voce, ebbene, costui si avvicina all’elevazione – Confucio
  • La perseveranza è fallire per 19 volte e avere successo la ventesima – Julie Andrews
  • Devi avere fiducia nelle tue capacità, e poi essere abbastanza tenace da esplicarle – Rosalynn Carter
  • I tre elementi essenziali per ottenere qualsiasi cosa valga la pena avere sono; primo, duro lavoro, secondo, perseveranza, e terzo, buonsenso – Thomas Edison

5 frasi sulla costanza

Ora che abbiamo visto i 15 migliori aforismi sulla tenacia, procediamo con 5 bellissime frasi sulla costanza pronunciate da personalità che, grazie a questa dote, hanno raggiunto i massimi picchi nei loro rispettivi settori.

Eccole qui:

  • La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio – Victor Hugo
  • Avere un obiettivo chiaro nella mente, qualcosa che si vuole davvero, credere in se stessi ed essere tenaci, e fare di tutto per non lasciarsi distrarre dallo scopo. Negli affari, nella vita familiare, nello sport, nella politica, seguite queste semplici regole, e le vostre probabilità di successo saranno astronomicamente alte – Dale Carnegie
  • Quelli che rinunciano sono più numerosi di quelli che falliscono – Henry Ford
  • L’uomo che sposta una montagna comincia portando via piccole pietre – Confucio
  • Non fermatevi là dove siete arrivati – Pitagora

Proverbi sulla perseveranza

Oltre alle frasi sulla perseveranza, la cultura italiana è davvero ricca di proverbi che incitano a non mollare, a mantenere il focus e a lavorare sulla propria determinazione.

Curioso di conoscere i più belli? Eccone alcuni:

  • A goccia a goccia s’incava la pietra
  • Vince colui che soffre e persevera
  • La lima consuma il ferro
  • Il buon nocchiero muta vela, ma non tramontana
  • Impara e continua
  • Buona incudine non teme martello
  • Col tempo una foglia di gelso diventa seta
  • La fatica promette il premio, e la perseveranza lo porge

3 consigli per lavorare sulla determinazione

Abbiamo visto le frasi sulla perseveranza e sulla determinazione più significative per ritrovare la forza interiore utile a superare l’ostacolo. Ora vogliamo darti tre consigli per lavorare sulla tua tenacia:

  1. Definisci un obiettivo chiaro e tienilo sempre vicino a te: avere obiettivi ben definiti è il primo passo per assicurarti di raggiungerli. In che modo? Prendi carta e penna e scrivi i traguardi che vorresti raggiungere entro un mese, tre mesi, sei mesi e anche un anno. Mantieni i tuoi obiettivi a vista; sulla tua scrivania, nel tuo portafoglio o nella tua borsa, sul tuo specchio del bagno, sul tuo frigorifero. Questo ti aiuta ad avere sempre sotto controllo i tuoi obiettivi e a mantenere il focus
  2. Rimani focalizzato ma prenditi delle pause: lavorare ossessivamente per raggiungere un obiettivo potrebbe estraniarti della realtà. Essere determinati è un dono, ma esserlo troppo rischia di diventare deleterio. Prenditi delle pause e goditi del tempo libero. Medita, leggi, esci con gli amici:  a volte le grandi intuizioni e le migliori soluzioni creative arrivano proprio nei momenti in cui ci concediamo una pausa. Sappiamo che Einstein è giunto a molte delle sue intuizioni rivoluzionarie durante il suo “tempo morto”, quando non era a lavoro…ragione in più per provare a staccare un po’ la spina, non credi?
  3. Vivi il fallimento come un’opportunità: in ogni passo che ti avvicina al raggiungimento di un obiettivo, c’è sempre una possibilità di cadere e che qualcosa vada storto. Vivere il fallimento con negatività non ti aiuta a superare l’ostacolo. Vivilo come un’opportunità per ripartire e per metterti in gioco, per sperimentare nuove soluzioni, per guardare verso altre orizzonti. Non abbatterti al primo ostacolo: avere tenacia e disciplina significa proprio questo.

Su come essere perseverante abbiamo detto proprio tutto: ci auguriamo che, grazie alle frasi sulla perseveranza più belle e i nostri consigli, riuscirai a ritrovare la carica di cui hai bisogno per non mollare e lottare per raggiungere i tuoi obiettivi.

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Corso per social media manager: come funziona il Master Unicusano

Sei alla ricerca di un corso per social media manager?

Abbiamo molto di più: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma ti parleremo del nostro nuovo master in social media management e della professione del social media manager, sempre più diffusa e ricercata nel nostro Paese.

Se sei appassionato di social media e trascorri la maggior parte del tuo tempo su Instagram e Facebook, potresti prendere in considerazione l’idea di trasformare il tuo amore per i social media in una professione. Quello del social media manager, infatti, è un lavoro in rapida crescita e le opportunità di carriera disponibili per coloro che sono appassionati di lavorare in questo campo sono sempre di più.

Il social media specialist è, allo stesso tempo, uno stratega e un operatore, capace di creare interesse e coinvolgimento nei confronti di un brand e di veicolare una serie di input capaci di portare un’azienda al raggiungimento di obiettivi specifici. Per potersi lanciare nel mondo della comunicazione digitale servono una serie di skills: scopri insieme a noi come si diventa social media manager.

Ecco come diventare social media manager e lavorare nel digital marketing

Il marketing è la tua passione? Beh, se i social sono il tuo pane quotidiano, potresti prendere in considerazione l’idea di coniugare questi due aspetti e iniziare a lavorare con i social media. Ma quali sono i passi da compiere? In questa guida ti parleremo di qualcosa che va oltre un semplice corso per social media manager: ecco  quello che devi sapere sulle potenzialità del nostro nuovo Master.

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Chi è il social media manager

La prima cosa da fare in questa guida è dare una definizione di social media manager, chiarendo di cosa si occupa esattamente questo professionista del marketing online.

Il social media manager è quel professionista che si occupa di monitorare, misurare e guidare la presenza sui social media di un marchio, prodotto, individuo o società. I gestori dei profili social media sono spesso presenti nei dipartimenti di marketing e pubbliche relazioni delle grandi organizzazioni, ma possono anche lavorare come freelance o in agenzie web.

Riassumendo, questa figura professionale ha a capo la strategia di social media di un’azienda e gestisce i relativi canali social. Ciò implica una vasta conoscenza di piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, YouTube e Pinterest.

Oltre ad essere la voce online di un marchio, i social media manager analizzano i risultati delle loro campagne monitorando metriche di coinvolgimento come like, clic e condivisioni.

Cosa fa

Se ti stai chiedendo cosa fa il social media manager, possiamo dire che a questa figura professionale fanno capo una serie di responsabilità, come:

  • La messa a punto di una strategia ad hoc per raggiungere gli obiettivi del brand. Questi obiettivi possono essere, ad esempio, un incremento della brand awareness, un incentivo alle vendite e così via;
  • L’analisi e il monitoraggio delle attività social pregresse e anche dei competitor diretti o indiretti dell’azienda;
  • La scelta delle migliori piattaforme da utilizzare e la creazione di post coinvolgenti per il target di riferimento;
  • L’analisi del rendimento delle campagne di advertising social

Skills e abilità

Ovviamente, in un buon corso di social media manager, vengono trasmesse una serie di abilità che sono necessarie proprio per svolgere con successo questa professione.

Parlando di conoscenze e competenze tecniche, sono sicuramente da menzionare:

  • Conoscenze nell’ambito marketing online ma anche e soprattutto offline;
  • Conoscenza delle varie piattaforme di social networking;
  • Competenze collaterali come l’attitudine alla scrittura, la conoscenza di altri aspetti del marketing digitale come la SEO e il content marketing.

Completano il quadro abilità di grafica e una mentalità al servizio del cliente. Anche le lingue straniere sono molto gradite quando si svolge una professione come questa.

Tra i tratti della personalità che valorizzano il lavoro del social media manager, possiamo menzionare:

  • Pazienza
  • Attitudine tecnica alla formazione continua
  • Proattività
  • Audacia
  • Passione
  • Mentalità clientecentrica

Se ti stai chiedendo quale sia il background di un social media manager, questo professionista ha di solito studi umanistici alle spalle, ma anche lauree in Scienze politiche o economia.

Lavorare con i social media: il Master Unicusano

Se lavorare con i social media è la tua ambizione, abbiamo la soluzione giusta per te: non un semplice corso in social media management, ma un Master strutturato in modo tale da acquisire tutte le abilità di cui hai bisogno per diventare un vero professionista del settore.

Il Master I Livello in Social media manager e scrittura per web è perfetto per la tua specializzazione nel mondo del digital marketing. Possono iscriversi al Master coloro che possiedono almeno uno di questi titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M. 270/2004

I candidati in possesso di titolo di studio straniero non preventivamente dichiarato equipollente da parte di una autorità accademica italiana, potranno chiedere al Comitato Scientifico il riconoscimento del titolo ai soli limitati fini dell’iscrizione al Master.

Offerta formativa

Questo Master punta a formare nuove professioni digitali come quello del social media manager, attraverso un piano formativo ad hoc per la trasmissione di una serie di abilità.

Nel piano formativo sono inclusi insegnamenti di scrittura creativa, scrittura declinata al web, social media, narrazione e storytelling.

Per citare qualche argomento trattato nel Master:

  • La comunicazione efficace
  • Analisi di diversi sistemi e tecniche narrative per il giornalismo
  • Come si costruisce un testo efficace in funzione degli obiettivi
  • L’editing del testo. Il reportage sociale, l’inchiesta. Il reportage di viaggio
  • Il SEO, native ADS
  • Social media tra storia, sociologia e psicologia
  • Quali sono i principali social media
  • Focus on Facebook: profili, pagine, business manager, adv e strumenti; Analizzare i dati; creazione del piano editoriale;
  • Focus on Twitter: profili, adv e strumenti; analizzare i dati; creazione del piano editoriale;
  • Focus on Instagram: profili, adv e strumenti; analizzare i dati; creazione del piano editoriale
  • Gestione piano editoriale complessivo per un cliente;
  • Brand identity social e coerenza messaggio, target e monitoraggio conversioni;
  • Newsletter;
  • Forme di narrazione;
  • Gamification.

Il Master dura un anno, che corrisponde a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu.

Il Master si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24h. I contenuti si articolano in;

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Eventuali test di verifica di autoapprendimento.

Su come diventare social media manager e intraprendere questa nuova professione abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Se desideri iscriverti al nostro Master e iniziare a lavorare per realizzarti professionalmente, iscriviti ora al nostro Master: per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come diventare consulente finanziario: studi e opportunità

Come diventare consulente finanziario? Questa è una delle domande più frequenti tra i giovani studenti che si iscrivono ad un corso di laurea di natura economica e intendono intraprendere una professione strettamente correlata al ramo della finanza.

Quello del consulente finanziario è un lavoro davvero affascinante e molto ricercato sul mercato: il suo compito principale è quello di vendere i servizi dell’azienda, per conto di una banca o un ente di credito. Il lavoro del promotore finanziario, oggi denominato consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, è quello di spiegare al cliente il miglior servizio che può acquistare e a consigliarlo sul pacchetto più idoneo alle sue esigenze.

Come potrai immaginare, si tratta di un lavoro che richiede una serie di competenze e abilità, oltre all’iscrizione ad un apposito Albo. In questa guida ti spiegheremo come diventare promotore finanziario e quali sono i passaggi da fare per intraprendere con successo questa professione. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere su come diventare promotore finanziario

Ci sono differenze tra consulente e promotore finanziario? Quali sono le competenze necessarie per svolgere al meglio questo lavoro? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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Consulente o promotore finanziario?

Uno dei dubbi più frequenti quando si fa riferimento a questa professione riguarda la distinzione fra consulente e promotore finanziario.

In realtà, quando parliamo di consulente finanziario facciamo riferimento alla nuova dicitura entrata in vigore per legge: il promotore finanziario si chiama oggi consulente finanziario (per la precisione si dovrebbe parlare di “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”). Le sue funzioni però sono comunque legate all’espletamento di un mandato per un intermediario.

Diversa è la figura del consulente finanziario indipendente, che è colui che non può avere accordi commerciali di nessun tipo con intermediari finanziari (banche e assicurazioni). Questo professionista svolge un’attività di pura consulenza lasciando il rapporto con la banca al cliente ed è pagato soltanto dal cliente per la consulenza che svolge, non percependo alcuna commissione sul venduto.

In questa guida, però, facciamo riferimento al consulente finanziario del primo tipo, ossia il professionista le cui mansioni sono accomunabili a quelle del promotore.

Consulente finanziario: chi è e cosa fa

La prima cosa da dire quando si parla di come diventare promotore finanziario riguarda proprio le caratteristiche di base di questo professionista.

Il consulente finanziario è quel professionista che ha il compito di gestire l’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi di investimento. Si tratta dell’unica figura professionale che, in rappresentanza di un intermediario abilitato (banca, società di gestione del risparmio o società di intermediazione finanziaria o mobiliare), può svolgere nei confronti dei risparmiatori o potenziali clienti attività di promozione e di collocamento di dati servizi di investimento e/o di strumenti finanziari.

Per ottemperare al meglio alla sua funzione, il consulente dovrà conoscere perfettamente i servizi che l’azienda per cui lavora offre e soprattutto saperli spiegare ai clienti.

L’accesso alla professione è subordinato ad alcuni specifici requisiti, riconosciuti grazie all’iscrizione all’albo Promotori Finanziari (albo PF). Vediamo ora che cos’è l’esame promotore finanziario e come funziona l’iscrizione all’albo.

Requisiti di accesso alla professione

Come abbiamo detto, una cosa da sapere quando si parla di come diventare consulente finanziario fa riferimento ai requisiti di accesso alla professione.

Soddisfare questi requisiti è fondamentale per potersi iscrivere all’Albo unico dei Consulenti Finanziari e intraprendere la professione.

Per accedere all’albo è necessario possedere:

  1. Requisiti di onorabilità;
  2. Requisiti di professionalità.

Quando parliamo di requisiti di onorabilità, facciamo riferimento a queste linee guida stabilite dalla normativa:

  • Non bisogna essere inabilitato, interdetto, fallito e neanche condannato ad una pena che comporta l’interdizione, anche nel caso in cui sia solo temporanea, dai pubblici uffici o la non capacità ad esercitare uffici direttivi (Codice Civile articolo 2382);
  • Non si deve essere soggetto a misure preventive come previsto dalla normativa antimafia, fatta eccezione nel caso in cui si ha la riabilitazione;
  • Non bisogna avere condanne con una sentenza irrevocabile, e anche in questo caso fatta eccezione nei casi di riabilitazione.

Parlando, invece, dei requisiti di professionalità propri della sfera lavorativa dell’aspirante promotore, questi saranno valutati attraverso un esame che, se superato, consente l’iscrizione all’Albo.

Possono ottenere l’inserimento nell’Albo dei Promotori Finanziari, senza superare la prova valutativa, i soggetto che hanno avuto esperienze professionali come:

  • Agenti di cambio abilitati ufficialmente ;
  • Negoziatori abilitati ad esercitare la professione nei mercati regolamentari;
  • Funzionari di banca o anche di un impresa d’investimento (almeno 3 anni di esperienza in servizi per l’investimento);
  • Funzionari di Sim o banche con mansioni di responsabili del controllo interno per almeno tre anni.

Esame promotore finanziario

Il passaggio importante per diventare consulente finanziario e iscriversi all’Albo è superare l’esame. Si tratta di una prova della durata complessiva di 85 minuti, che prevede 60 domande totali a risposta multipla (i quesiti hanno 4 risposte possibili, di cui solo una corretta). A 40 domande (28 domande teoriche e 12 domande di pratica) dei 60 quesiti, viene dato un punteggio di 2 punti se si risponde bene e per la restante parte (20 domande di carattere teorico) un solo punto, per un totale di 100 nel caso in cui si risponde bene a tutte.

L’esame si considera superato se il candidato raggiunge almeno 80 punti.

Gli studi del consulente finanziario: corsi di laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare consulente finanziario e qual è l’iter da seguire per poter accedere alla professione, parliamo degli studi che un consulente deve avere alle spalle per svolgere questo lavoro.

Anzitutto specifichiamo che, ai fini dell’iscrizione all’Albo, è necessario avere un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore per un corso di studi di durata quinquennale. Dunque, per la normativa vigente, non è obbligatorio possedere una laurea per accedere alla professione.

Tuttavia, essendo necessarie diverse competenze teorico-pratiche sul commercio, sulla finanza e sull’economia, un percorso di studi universitario è la scelta migliore da fare prima di lanciarsi in questa professione.

Per poter acquisire le competenze di cui hai bisogno, i corsi dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale.

I nostri corsi dell’area economica sono:

Il corso di laurea in economia aziendale e management, di durata triennale, ha come obiettivo quello di trasmetterti conoscenze  i  di base su tutto ciò che riguarda la finanza, l’economia, la matematica e la statistica. Questo percorso di studi, pur avendo un focus economico, è ricco di approfondimenti anche su altre discipline, come la giurisprudenza ed è pertanto utile per approcciare a diverse professioni.

Le competenze acquisite durante questo corso di laurea hanno a che fare con:

  • Consulenza aziendale nelle diverse forme e nei differenti settori dell’area aziendale e dei mercati finanziari;
  • Supporto e della consulenza alla clientela in riferimento ai servizi finanziari e commerciali svolta prevalentemente alle dipendenze di istituti bancari, assicurativi e finanziari;
  • Rilevazione, elaborazione, gestione e monitoraggio e analisi di dati statistici utili a fini descrittivi e previsionali nei diversi ambiti aziendali.

Se, dopo la laurea triennale, desideri proseguire i tuoi studi e avere conoscenze ancora più solide nel campo della finanza, il corso di laurea magistrale in scienze economiche è perfetto per te.

Su come diventare consulente finanziario ti abbiamo detto proprio tutto, ora tocca a te: per iscriverti ai nostri corsi di laurea e acquisire tutte le competenze utili per farti diventare un professionista nel campo, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Dove andare in vacanza a Novembre: consigli e luoghi da visitare

Curioso di scoprire dove andare in vacanza a Novembre?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma ti racconteremo quali sono i migliori luoghi da visitare a Novembre per una gita fuori porta o una vacanza low cost, utile per ricaricare le energie e affrontare la sessione di studio invernale con più grinta.

Un viaggio, anche se di qualche giorno, è quello che ci vuole per ritrovare la giusta dimensione: che sia una tappa in una capitale europea o un piccolo tour in mezzo alla natura, staccare la spina ti aiuterà ad essere produttivo e ad essere più concentrato.

Ma come fare a scegliere la destinazione di Novembre perfetta per te? Vediamo ora alcune idee e spunti utili per organizzare la tua fuga low cost.

Le migliori destinazioni per una fuga low cost a Novembre

Nonostante il pensiero comune che associa l’idea di viaggio solamente all’alta stagione, l’idea di una gita fuori porta a Novembre genera diversi benefici, primo fra tutti la possibilità di risparmiare qualche euro. Vediamo ora quali sono le mete autunnali da considerare per un viaggio in compagnia della tua famiglia, degli amici o, perché no, in solitaria.

LEGGI ANCHE – Mostre dell’autunno 2018 a Roma: ecco quelle da non perdere

Gita fuori porta vicino Roma: Viterbo e Bomarzo

Se ti stai chiedendo dove andare in vacanza a Novembre e spendere poco, rimanendo vicino alla Capitale, una delle soluzioni possibili è una gita a Viterbo e al Parco dei Mostri di Bomarzo.

Il Centro Storico di Viterbo è il cuore pulsante della città: è qui che sono presenti le attrazioni principali della città. Ci sono i palazzi nobiliari che hanno visto la presenza di papi e nobili, chiese e musei che ti lasceranno davvero senza parole.

Ad esempio, il Palazzo dei Papi è uno degli edifici più importanti della città. Si tratta di un palazzo del XIII secolo, immerso nel centro storico della città ed è stata la residenza papale dopo quella di Roma. La “loggia” del palazzo è famosissima: detta anche loggia delle Benedizioni, è quella in cui si presentava il papa a seguito del Conclave.

Dopo una passeggiata a Viterbo, se ami la natura, ti consigliamo di fare tappa a Bomarzo: è qui che si trova il Parco dei Mostri, uno dei parchi monumentali più famosi d’Italia, ricco di statue ritraenti divinità e mostri.

Novembre al mare: vola a Malta

Se ti stai chiedendo dove andare in vacanza a Novembre al mare, una soluzione vicina all’Italia e low cost è l’isola di Malta.

Le temperature sono ancora miti ed è possibile girare tra le città dell’isola con facilità, osservando i monumenti più belli e passeggiando sul litorale.

Una delle prime cose da fare a Malta è sicuramente visitare la capitale: La Valletta. La città vanta ben 320 monumenti in meno di mezzo chilometro quadrato e, dal 1980, il centro storico fa parte del patrimonio UNESCO. Bellissime anche le tre città fortificate di Malta Birgu, Senglea e Cospicua. La più antica delle Tre Città è Birgu, che risale all’era del medioevo, mentre le altre 2 città, Senglea e Cospicua, furono fondate dall’Ordine dei Cavalieri tra XVI e XVII secolo.

Insomma, per un weekend a Novembre, Malta rappresenta il giusto mix di relax e divertimento, oltre ad un modo per allenare il tuo inglese.

Novembre in Europa: la top three delle Capitali europee

Infine, se ti stai chiedendo dove andare in vacanza a Novembre in Europa, abbiamo selezionato tre Capitali da vedere anche se hai a disposizione poco tempo:

  • Salisburgo: se ami il freddo, questa città austriaca è la meta ideale per te. La città natale di Mozart, al confine con la Germania e circondato dalle Alpi Orientali, è ricca di architetture medievali e barocche, accanto a piazze capaci di lasciare senza parole. Dal mese di novembre, la cittadina austriaca ospita mercatini e manifestazioni musicali dell’Avvento davvero suggestivi;
  • Barcellona: se ami le temperature miti anche d’inverno, Barcellona è una tappa adatta per tutte le stagioni. In questa città spagnola si fondono tradizione e movida: spiagge cristalline, locali aperti fino a tardi ma anche tanta cultura e musei;
  • Parigi: una destinazione che non passa mai di moda è la capitale della Francia. La città è perfetta anche per essere visitata a Novembre, complici anche le tariffe della bassa stagione, che rendono i prezzi particolarmente convenienti. L’equilibrio perfetto fra le tariffe low cost, il periodo giusto e i colori del Natale rende questa città perfetta per un weekend fuori casa.

Su dove andare in vacanza a Novembre abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che scegliere la destinazione che preferisci, comprare il tuo biglietto e lanciarti in una nuova avventura.

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Svegliarsi presto la mattina: 6 consigli per riuscirci senza traumi

Svegliarsi presto la mattina è una sana abitudine che può incidere molto sul tuo stile di vita e sull’andamento dell’intera giornata di lavoro o di studio.

Se sei un nottambulo e hai provato a svegliarti presto, sai che è una delle abitudini più difficili da acquisire. Complici le distrazioni digitali, la TV e, anche semplicemente, le serate con gli amici, è sempre più difficile riuscire a stare a letto in orario e svegliarsi la mattina dopo prima del suono della sveglia.

La qualità del nostro sonno è determinante sulla qualità della nostra vita: dormire male può condizionare l’intera giornata, rendendoti perennemente stanco e distratto. Ma come fare per alzarsi dal letto senza traumi e mantenere sempre alta la produttività?

In questa guida ti daremo i migliori consigli per lavorare alla tua routine mattutina e imparare ad alzarti presto, approfondendo tutti i benefici del sonno e tutte le possibilità a cui questa sana abitudine potrebbe aprirti. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come riuscire a svegliarsi presto e a massimizzare i tempi della tua giornata

La difficoltà a svegliarsi al mattino è una delle più diffuse sia tra gli studenti che tra i lavoratori. Ma come fare per imparare a svegliarsi presto la mattina e buttarsi alle spalle le abitudini dannose? Continua nella lettura: ti sveleremo i trucchi migliori nei prossimi paragrafi di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Aumentare l’energia vitale: 7 consigli utili da seguire

1 – Inizia a piccoli passi

La parte più difficile della mattinata è semplicemente alzarsi dal letto. Superare questa barriera significa avere già in mano la vittoria. Come fare? Puoi applicare uno stratagemma semplice ma efficace: punta una sveglia da posizionare sul tuo comodino, che puoi silenziare facilmente. Probabilmente, dopo il suono di quella sveglia, sarai poco propenso ad alzarti.

Per alzarti dal letto, tieni una sveglia in un punto della stanza che devi necessariamente raggiungere alzandoti, programmata per suonare pochi minuti dopo la prima.

2 – Dillo a qualcuno

Un conto è avere un obiettivo a cui si lavora senza che nessuno lo sappia, un conto è condividerlo. Se vuoi imparare come svegliarsi presto la mattina, lavora anche sulla tua responsabilizzazione.

Se ti impegni con qualcun altro a portare a termine un obiettivo, sarà più semplice per te riuscirci. I partner di responsabilità sono un ottimo modo per mantenere un nuovo impegno, compreso il risveglio prima di ogni giorno.

3 – Pensa al beneficio che puoi ottenere

“Il mattino ha l’oro in bocca”, diceva qualcuno. Beh, sicuramente alzarsi presto la mattina ti farà guadagnare una serie di benefici che cambieranno radicalmente in modo in cui affronti la giornata.

Sicuramente, essere entusiasta della tua giornata ti aiuterà a saltare fuori dal letto: trova sempre qualcosa in grado di motivarti e pensa ai benefici che tu in prima persona e gli altri riceveranno dal tuo lavoro. Puoi anche tenere traccia dei tuoi progressi e premiarti quando raggiungi un traguardo.

LEGGI ANCHECome organizzarsi la giornata: consigli, strumenti e risorse da sfruttare

4 – Fai colazione

La colazione è il pasto più importante della giornata. Spesso, quando ci si alza molto tardi, si tende a saltare questo pasto e questo è un grosso errore.

Il caffè non è l’unico strumento che puoi usare per scuotere il tuo cervello. Anche alimenti come farina d’avena, verdure a foglia verde (se ami le colazioni salate) e persino acqua ti aiuteranno a sentirti più sveglio in quelle prime ore del mattino.

Inoltre, le mele sono conosciute da alcuni come ” la caffeina della natura “. In realtà non hanno caffeina, ma la fibra e lo zucchero naturale possono aiutarti a svegliarti.

5 – Ascolta musica

La scienza ha dimostrato che la musica ha un impatto diretto sul nostro corpo. Sentiti libero di mettere i tuoi auricolari e fai esplodere la tua musica preferita. Oppure investi in una doccia radio che ti aiuterà ad iniziare la giornata con il piede giusto.

6 – Inizia con un allenamento

Una volta che hai capito come svegliarsi presto la mattina, la parte più difficile è uscire dalla modalità zombie che ti affligge nelle prime ore del mattino. Come fare? Il contatto con l’aria fresca è una soluzione perfetta. Potresti coniugare contatto con l’aria e attività fisica, acquisendo una nuova e sana abitudine legata al movimento.

Anche solo una camminata è un ottimo esercizio mattutino, perché ti consente subito di sgranchirti le gambe. Se ami le attività più intense, puoi prendere in considerazione la possibilità di andare in palestra e fare un percorso cardio prima dello studio o del lavoro.

Su come svegliarsi presto la mattina abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e goderti una giornata più lunga e produttiva.

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Costumi per Halloween: 10 spunti creativi per travestimenti spaventosi

Sei alla ricerca di idee per i costumi di Halloween per te e i tuoi colleghi di corso?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano parleremo delle migliori idee per Halloween da realizzare per le tue maschere, che sia individuale o di coppia.

Il 31 ottobre è un’occasione perfetta per prenderti qualche ora di pausa dallo studio e organizzare una festa con i tuoi colleghi di corso: bastano pochi piccoli accorgimenti per trasformare la serata in un party perfetto, dalla musica al cibo, passando per i costumi.

Se non vuoi organizzare una festa di Halloween a casa tua, niente paura: la notte più buia e terrificante dell’anno può essere festeggiata anche in un locale o in uno spazio adibito per una festa in maschera.  Di idee per le maschere di Halloween ce ne sono a bizzeffe, ma ecco qualche spunto utile per travestirti in onore di questa nottata, dai costumi classici a quelli più originali. Iniziamo subito.

Le migliori idee per i travestimenti di Halloween

Halloween è ormai alle porte: ancora indeciso sul costume da indossare? Continua nella lettura: ecco qualche spunto per rendere unica la tua festa.

LEGGI ANCHEOrganizzare una festa di Halloween: come fare un party perfetto

Vestiti per Halloween classici

Apriamo questa guida dedicata ai costumi per Halloween con tre grandi classici, perfetti per celebrare questa nottata in pieno stile horror: la strega, lo zombie e il vampiro.

Strega

Realizzare un costume da strega è abbastanza semplice e può essere fatto sfruttando materiale che probabilmente avrai già in casa.

Ad esempio, usando un tubino nero come base, arricchiscilo con del tulle nero per rendere la gonna più vaporosa. Per aggiungere qualche dettaglio horror, attacca sulla gonna delle ragnatele in plastica e qualche soggetto d’ispirazione dark.

Non dimenticare gli accessori che caratterizzano una strega: cappello e scopa sono dei must have. Per il make up, una parrucca nera e un trucco marcato possono aiutarti ad accentuare la vena spaventosa.

Zombie

Passiamo ora ad un altro travestimento per Halloween evergreen, quello da zombie. Come realizzarlo?

Anzitutto, procurati dei vecchi vestiti nell’armadio e spruzza sopra del colorante o vernice per abiti di colore rosso, per simulare il sangue.

Procurati delle bende e incollale sui vestiti senza seguire un ordine specifico. Per dare un tocco ancora più horror, applica degli insetti finti come delle larve sulle bende.

Per il trucco, usa del cerone e accentua il look occhi con la matita nera o il kajal. Ad ogni modo, puoi trovare l’ispirazione guardando qualche tutorial su YouTube o delle foto su Instagram.

Vampiro

Altro classico costume di Halloween è quello del vampiro. Per realizzare questo costume, procurati degli abiti scuri e un mantello, indispensabile per calarti ancora di più nel personaggio.

Il make up è utile per enfatizzare questa maschera: un colore bianco della pelle è il tocco in pi che ci si aspetta da un costume come questo.

Travestimenti per Halloween ispirati a cinema e TV

Vediamo ora due travestimenti di Halloween da realizzare facilmente in casa ispirati al mondo del cinema e delle serie TV.

Game of Thrones

Game of Thrones è una popolare serie TV tratta da una serie di romanzi di Martin. Per vestirti da Jon Snow, ti bastano pochi elementi. Procurati un tappeto vecchio e taglialo in modo da farlo passare attorno al collo; usa un laccio per tenerlo fermo. Procurati dei tessuti da cucire sul mantello. Completa il look con un total black e una lunga spada. arricchisci il tutto con dei capelli pieni di boccoli e la barba.

Pennywise

Tra i costumi di Halloween, il clown è davvero un simbolo. Per realizzare questo costume potrai sbizzarrirti e dare libero sfogo alla tua fantasia: l’importante è che il risultato finale sia spaventoso e inquietante.

Costumi di Halloween di coppia: 5 spunti

Parliamo ora di costumi di Halloween pensati per essere portati in coppia: vediamo 5 spunti creativi che puoi adattare alle tue necessità, acquistando dei veri e propri costumi o sfruttando la tua creatività per realizzarli personalmente.

  • Costumi di coppia con animali: Cappuccetto Rosso e il Lupo, la Bella e la Bestia, Pipistrelli
  • Costumi di ispirazione storica: Ninja e Samurai, Soldato e Dea Greca, Coppia di spartani, Coppia di vichinghi, Coppia stile Dorian Gray, Coppia anni ’50, Coppia rinascimentale, Coppia nativi americani;
  • Costumi di coppia spaventosi: Coppia di bambole voodoo, Coppia zombie, Angelo e Diavolo, Coppia di clown, Coppia di fantasmi, Coppia di mummie, Coppia di scheletri
  • Costumi di coppia ispirati a cinema e TV: Famiglia Addams, Coppia Nightmare Before Christmas, Coppia Sposi Cadavere, Dorothy e Uomo di Latta (Mago di Oz), Coppia Zorro, Coppia Batman, Alice e Bianconiglio, Harry Potter e Hermione Granger, Coppia Matrix
  • Costumi di coppia con uniformi e supereroi: Squadra SWAT, Marinai, Vigili del fuoco, Medico e infermiera, Esercito, Astronauti, Cheerleaders, Suora e Sacerdote, Galeotti, Ladro e poliziotto, Cowboy e Cowgirl, X-Men, Batman, Pantera Nera, Wonder Woman, Wolverine

Sui costumi per Halloween abbiamo detto tutto per oggi: non ti resta che goderti questa serata spaventosa in compagnia dei tuoi colleghi di studio.

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Come organizzarsi la giornata: consigli, strumenti e risorse da sfruttare

Come organizzarsi la giornata? Questa è sicuramente una domanda interessante che uno studente universitario o un lavoratore dovrebbe porsi per imparare a gestire al meglio il tempo e ottimizzare la produttività.

Le persone di successo, in qualunque campo, si distinguono per le loro doti organizzative e per la capacità di gestire al meglio il tempo. Se vuoi diventare un professionista di grande successo nel tuo campo, ma anche uno studente modello, dovrai imparare ad organizzare la giornata in modo efficace.

Ma dove dovresti iniziare per pianificare al meglio un giorno di studio o di lavoro? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma, troverai suggerimenti, tecniche e trucchi per pianificare la tua giornata senza stress e partire con il piede giusto. Iniziamo subito.

Ecco come pianificare la giornata e organizzare il tempo

Per capire come organizzare la giornata, servono alcune strategie comprovate per farti aumentare la produttività, la creatività e l’efficienza, mantenendo una chiarezza mentale e una sensazione di serenità.

Ecco quello che devi sapere per gestire il tempo e avere successo attraverso lo strumento della pianificazione.

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Pianifica la giornata la sera prima

Il primo passo per assicurarti di avere il tuo tempo sotto controllo è di pianificare la tua giornata la sera prima.

Prima di andare a dormire, assicurati di iniziare la giornata con uno scopo. Prepara un’agenda o un planning e appunta il tuo piano d’azione per il giorno successivo.

Per darti una linea guida, dovresti avere almeno quattro piani di attività da fare tutti i giorni: uno dovrebbe essere correlato al lavoro, uno dovrebbe essere per un’attività personale e due dovrebbero essere per realizzare i tuoi sogni di vita.

Fai delle to-do list

Una volta che hai ben chiaro il tuo planning giornaliero, perché non sperimentare le to-do list? Si tratta di elenchi di cose da fare, legati ad ogni piano attività giornaliero.

Ad esempio, una to-do list legata al piano di attività giornaliero per l’Università potrebbe essere:

  • Dalle 9:00 alle 13:00 – Studia i capitoli 5,6 e 7 del manuale di diritto pubblico
  • Dalle 14:30 alle 15:30 – Ripassa le 4 mappe concettuali per l’esame di diritto amministrativo
  • Dalle 15:45 alle 17:00 – Costruisci 3 mappe concettuali sui capitoli di diritto pubblico studiati
  • Dalle 17:15 alle 18:00 – Ripeti ad alta voce tutto ciò che hai studiato

Programma delle interruzioni

Se ti stai chiedendo come organizzarsi la giornata, è fondamentale tenere conto dei momenti di interruzione fra un’attività e l’altra.

Osserva l’esempio di to-do list che ti abbiamo fatto nel paragrafo precedente: come puoi vedere, tra un’attività e l’altra ci sono sempre dei momenti di pausa.

Ad esempio, se scrivi nel tuo planning che realizzerai una certa task dalle 08:00 alle 08:45, non aspettarti di poter ricominciare a lavorare alle 08:46. Non aumentare il tuo stress con delle forzature non necessarie: sarai in grado di organizzare la giornata con successo solo se prevedi interruzioni.

Non essere multitasking

Per sapere come organizzarsi la giornata con successo, è bene che tu sappia che il multitasking non è una via da perseguire. Fare più cose contemporaneamente non ti aiuterà affatto a farle più in fretta, anzi: in questo modo rischi solo di aumentare il tuo livello di stress e di svolgere ogni attività con scarsa concentrazione.

Cosa fare, allora? Dedicati ad una sola attività alla volta, rispettando dei tempi definiti che hai fissato nel tuo planning.

Inizia la giornata con qualcosa di impegnativo

Se nella tua giornata devi realizzare qualcosa di grande e impegnativo, falla per primo. L’idea di svolgere subito l’attività che ti ruberà più tempo durante la tua giornata ti aiuterà ad affrontarla con più tranquillità. Non procrastinare le cose più difficili: rischierai che il pensiero di doverle fare ti perseguiti per tutto il giorno.

Per questo motivo, inizia da qualcosa di grande; così, anche se non realizzerai altro, potrai comunque dire che hai fatto qualcosa di produttivo.

Non distrarti

Se desideri davvero essere produttivo, devi importi di abolire ogni distrazione. Quando decidi di portare a termine un compito, assicurati di liberarti da tutte le distrazioni.

Ciò significa che, durante lo svolgimento di quella task, non ci sono social media, email, internet o TV. Fino a quando l’attività non è completa o il tempo a disposizione per lavorarci è passato, non dovrai mai distrarti da ciò che stai facendo.

Usa un timer e inizia con un’ora di lavoro ininterrotto. Se il rumore ambientale è eccessivo, riproduci della musica per eliminare le distrazioni e aiutarti a mettere a fuoco. Dì ai tuoi colleghi o ai tuoi compagni di studio cosa stai facendo e chiedi loro di non disturbarti a meno che non si possa aspettare.

Metti in ordine la tua postazione

Uno spazio di lavoro ingombro è sinonimo di una mente ingombra. Se la tua scrivania è un disastro, come puoi aspettarti che la tua giornata di lavoro scorra senza distrazioni indesiderate?

Organizza la tua scrivania in modo simile a come vorresti organizzare la tua mente, ossia libera da confusione e distrazioni. Lo stesso vale per il desktop del tuo pc.

Abbi cura del tuo ambiente di lavoro per affrontare la tua giornata con la carica giusta e nel contesto ideale. La produttività esige (anche) comodità e ordine.

Non darti obiettivi impossibili

Sapere come organizzarsi la giornata con le to-do list è sacrosanto, ma tieni in considerazione il fatto di non darti obiettivi impossibili e irrealistici.

Accetta anche il fatto che non puoi fare tutto in un giorno. Non sentirti frustrato se non sei riuscito a finire tutto quello che hai pianificato: cerca, piuttosto, di recuperare il giorno dopo e di imparare sempre più a padroneggiare lo strumento per tenere il tempo e organizzare le tue task.

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Utilizza le app per gestire le tue attività giornaliere

Non solo carta e penna: per organizzare la giornata, sono utili anche le to-do list digitali e le app per aumentare la produttività. Ci sono tante applicazioni che ti consentono di tenere traccia di tutte le tue attività; ad esempio, ti segnaliamo:

  • Wunderlist: questa app è il modo più semplice per condividere i tuoi appunti e collaborare con chi vuoi ogni giorno, sia che tu voglia condividere la lista della spesa con una persona cara, sia che tu stia creando un progetto o che tu debba organizzare una vacanza. Qui potrai creare tutte le liste che vuoi ed accedervi da tutti i tuoi dispositivi, condividendole con altri utenti e allegando materiale multimediale;
  • Trello: questa è una delle applicazioni più note e usate per aumentare la produttività. Grazie a Trello, potrai creare bacheche per organizzare qualsiasi cosa a cui stai lavorando, condividerle con altri utenti e assegnare attività a te o agli altri;
  • Any.do: usata da più di 15 milioni di persone, questa applicazione permette di tenere la tua lista di cose da fare ed il tuo calendario aggiornati, ogni giorno. La versione base dell’app, completamente gratuita, consente di utilizzare strumenti come la lista di cose da fare, calendario, casella di posta, blocco note, lista di controllo, lista di attività, bacheca per i post-it, project management, promemoria e organizer.

Su come organizzarsi la giornata abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che iniziare a metterti all’opera, pianificare le tue giornate e goderti i tuoi successi.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali