informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Film anni 20: ecco 10 cult da vedere assolutamente

Sei un appassionato di cinema e ti stai chiedendo quali sono i film anni ’20 da vedere assolutamente?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti sveleremo quali sono i film vecchi più belli risalenti agli anni ’20 del Novecento che devi assolutamente vedere, dai kolossal americani a quelli tedeschi.

Come saprai, verso la fine del diciannovesimo secolo,  i fratelli Louis ed August Lumière inaugurarono quel che poi darà vita alla settima arte: il cinematografo. Nel 1985, infatti, i due fratelli presentarono al Salon indien du Grand Café di Parigi una decina di brevi filmati.

Si trattava, chiaramente, di una forma di cinema primordiale, lontana dall’idea di cinema che concepiamo oggi: tuttavia, in quel contesto, si iniziava a capire la potenzialità delle immagini in movimento.

Sono diversi i film classici prodotti negli anni ’20, ma anche qualche anno prima le produzioni iniziano a fiorire: molte le pellicole sperimentali ed opere dalla breve durata, come ad esempio Nascita di una nazione (1915). L’arte cinematografica comincia ad imporsi nella vita di tutti i giorni a partire dagli anni ’20 dove, infatti, aumentano in maniera esponenziale il numero di produzioni.

Vediamo ora i film kolossal più belli degli anni ’20.

I film kolossal più belli degli anni ’20

I film anni ’20 hanno davvero segnato un epoca: dalle pellicole in stile epico ai primi horror, possiamo annoverare diversi capolavori che un amante del cinema deve assolutamente vedere.

Scopri ora quali sono i 10 film più belli girati negli anni ’20 continuando nella lettura di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma.

LEGGI ANCHE – Film vecchi da vedere assolutamente: la nostra classifica

La corazzata Potëmkin

Apriamo questa lista di films degli anni ’20 con un grande classico, noto in Italia anche per i vari omaggi ricevuti (da Fantozzi a Star Wars, passando per Gli intoccabili ed Una pallottola spuntata): la corazzata Potëmkin.

Il film venne proiettato per la prima volta il 21 dicembre del 1925, ma la sua diffusione in Europa inizia dagli anni ’60.  Considerato come un capolavoro del cinema russo, l’opera nasce per commemorare uno dei momenti più delicati di inizio secolo: la rivoluzione russa del 1905. A volte criticato per l’eccessivo propagandismo, il film resta comunque un grande classico che ogni appassionato deve vedere almeno una volta nella vita

Nosferatu

Nosferatu è tra le prime opere del genere horror. Questo rappresenta una delle (tante) trasposizioni cinematografiche di Dracula, il romanzo di Bram Stoker, anche se in questa edizione venne deciso di cambiare tutti i riferimenti a nomi o luoghi presenti nel libro per problemi legati al copyright.

Si tratta di un film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e proiettato per la prima volta il 5 marzo 1922. Considerato il capolavoro del regista tedesco, la pellicola è stata protagonista di tante rocambolesche vicende: infatti, nonostante il cambio di nomi, Murnau fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker, perdendo la causa per violazione del diritto d’autore e condannato a distruggere tutte le copie del film.

Nonostante tutto, fortunatamente, una copia “clandestina” del film fu salvata dallo stesso Murnau ed è per questo giunta fino a noi.

La febbre dell’oro

Tra i film anni ’20 da menzionare troviamo un meraviglioso film muto di Charlie Chaplin, La febbre dell’oro.

Il film fu proiettato la prima volta il 26 giugno 1925 e venne rivisitato dallo stesso Chaplin in una versione del 1942, aggiungendo il sonoro e apportando una serie di modifiche e tagli.

L’ispirazione nasce dalle storie avventurose dei cercatori d’oro che in quegli anni si spinsero fino in Alaska. Facendo girovagare il vagabondo tra le nevi dell’America settentrionale, il cineasta mostrò agli occhi degli spettatori tutte le debolezze e i desideri che albergano nel cuore umano.

Rapacità

Rapacità è un film degli anni ’20 diretto da von Stroheim. Si tratta di una delle prime opere di sfida e provocazione alla cultura ed alla società dell’epoca ed è un tipico esempio di grandiosità dispendiosa, con la realtà ricreata nei più minuti particolari.

La trama è ispirata al romanzo McTeague di Frank Norris e i set sono ricavati nei luoghi descritti dal romanzo con una precisione maniacale. Una delle particolarità del film è l’allegoria delle singole inquadrature, che esplicitano il vero senso della storia e gli stati d’animo dei personaggi.

Il Monello

Il Monello è un capolavoro del già citato Charlie Chaplin, una delle figure più rappresentative ed influenti del cinema muto. Quest’opera, presentata il 21 gennaio del 1921, consacrò il vagabondo come una delle star di questa nuova arte.

Il film racconta una storia commovente ma, allo stesso tempo, riesce a strappare ben più di un sorriso: guardando la pellicola, lo spettatore si troverà all’interno di uno strano equilibrio tra lacrime e risate.  Chaplin, con il suo capolavoro, decide di attaccare la sua Londra, la città che ha potuto osservare personalmente negli ultimi anni del diciannovesimo secolo, ricca di ingiustizie e di povertà.

Ben-Hur

Ben-Hur è un film muto del 1925 diretto da Fred Niblo. È la seconda trasposizione cinematografica del romanzo di Lew Wallace, uscita proprio negli anni in cui il cinema epico cominciava a prendere piede.

Il film, prodotto dalla MGM, fu girato proprio in Italia (Anzio, Livorno e Roma) e in California (negli studios MGM di Culver City, all’Iverson Ranch di Chatsworth e all’isola di Catalina). Le riprese durarono dall’ottobre 1923 fino all’agosto 1925.

Nel 1997 la pellicola è stata scelta per essere conservata nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Come vinsi la guerra

Tra i film anni ’20 da non perdere non può sicuramente mancare questo capolavoro di Buster Keaton, Come vinsi la guerra.

La trama racconta la storia di un ragazzo che durante la guerra di secessione americana, nonostante non sia nemmeno arruolato, per salvare la propria ragazza riesce a respingere da solo un intero esercito nemico.

La pellicola ha riscosso notevole successo ed è stata premiata con molti riconoscimenti: nel 1989 il film è stato inserito fra i film conservati nel National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2007 l’American Film Institute l’ha inserito al diciottesimo posto della classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi e nel 2000 lo ha inserito al diciottesimo posto nella classifica delle 100 migliori commedie americane di tutti i tempi.

Metropolis

Una menzione d’onore nella nostra guida dedicata ai film anni ’20 la merita Metropolis, straordinario lavoro di Fritz Lang.

Simbolo del cinema espressionista tedesco, venne proiettato per la prima volta il 10 gennaio del 1927. Metropolis è, sicuramente, il modello principale per tutto il cinema fantascientifico moderno: la pellicola ha ispirato noti successi di fantascienza come Blade Runner e Star Wars.

Per girare la pellicola ci sono voluti più di 310 giorni e i costi degli effetti speciali non vennero ammortizzati dal produttore, che dichiarò bancarotta.

Il cameraman

Parlando di film anni ’20 da vedere, non possiamo non menzionare Il Cameraman, film del 1928 diretto da Edward Sedgwick e, non accreditato, Buster Keaton, che interpreta anche il protagonista Buster Shannon.

Si tratta del primo film di Keaton distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer ed è conosciuto in Italia anche col titolo di  Io e la scimmia.

Tra i grandi capolavori di Keaton, nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse

Chiudiamo questa top ten con il film che consacrò Rodolfo Valentino: I quattro cavalieri dell’Apocalisse. Si tratta di un film muto del 1921 diretto da Rex Ingram, tratto dall’omonimo romanzo di Vicente Blasco Ibáñez.

La pellicola è stata girata a Los Angeles e, nel 1995 è stata scelta per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Commenti disabilitati su Film anni 20: ecco 10 cult da vedere assolutamente Studiare a Roma

Read more

Dieta equilibrata settimanale: consigli utili per mangiare sano

Una dieta equilibrata settimanale è importante per mantenere alta la concentrazione nello studio. Mangiare bene (e mangiare sano) è una delle regole di base per memorizzare le nozioni e dare il meglio di te nelle performance universitarie.

Ma quali sono le caratteristiche di un buon menù settimanale e quali sono le accortezze da seguire per potenziare il tuo cervello attraverso l’alimentazione?

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti diremo tutto ciò che devi sapere per seguire una buona dieta, scegliere i giusti abbinamenti e aumentare la tua memoria per studiare meglio. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere su come mangiare bene seguendo la dieta mediterranea

Secondo molti nutrizionisti, le linee guida suggerite dalla dieta mediterranea sono utili per assumere tutti i nutrienti necessari per una dieta equilibrata settimanale.

Alla base, un’alimentazione che privilegia frutta e verdura, senza rinunciare alle proteine di origine animale ma limitandone il consumo e puntando soprattutto sul pesce. Oltre a questi capisaldi, per migliorare la tua efficienza nello studio è bene tagliare gli zuccheri, mantenere sempre una corretta idratazione e fare attività fisica.

Vediamo ora tutti gli accorgimenti da seguire per fare una dieta mediterranea settimanale.

LEGGI ANCHE – Aumentare l’energia vitale: 7 consigli utili da seguire

dieta mediterranea

Dieta mediterranea: cos’è?

La dieta mediterranea, Patrimonio dell’umanità, è uno dei simboli dell’alimentazione italiana, sinonimo di attenzione alla salute e di dieta bilanciata.

Questa tipologia di dieta privilegia il consumo di frutta, verdura, pesce e carni bianche, senza rinunciare anche ai carboidrati come pane e pasta. Le due regole essenziali di questo modello alimentare sono varietà e completezza: è bene mangiare un po’ di tutto, variando spesso l’alimentazione e facendo pasti completi.

In generale, una dieta settimanale sana ed equilibrata prevede un consumo quotidiano di:

  • 5 porzioni di frutta e verdura
  • 2 – 3 porzioni di grassi vegetali come l’olio d’oliva
  • 1-2 porzioni di proteine, come ad esempio le carni bianche, pesce o uova
  • Massimo una porzione di carboidrati semplici come zuccheri e dolci
  • 4 porzioni di carboidrati complessi come pane, pasta e cereali

Tuttavia, se stai pensando di strutturare una dieta settimanale equilibrata per dimagrire, alcuni nutrizionisti potrebbero suggerirti di ridurre le quantità di carboidrati. Chiaramente, si tratta di una valutazione che può fare solamente un professionista: le diete fai da te possono apportare più danni che benefici.

Alimenti che fanno bene allo studio

Una dieta sana per uno studente prevede l’assunzione di determinati alimenti, che contengono sostanze utili per rafforzare memoria e concentrazione. Ecco cosa non può mancare nel tuo programma alimentare:

  • Cereali integrali: grazie al loro  potere saziante e all’elevato contenuto di fibre, i cereali integrali riescono a contrastare la pesantezza post-pranzo, che può impedire la concentrazione necessaria per lo studio;
  • Pesce: con il contributo dell’omega 3 (gli acidi grassi necessari per una buona attività dei neuroni) il pesce è fondamentale per l’alimentazione di uno studente universitario;
  • Avena: avendo al suo interno vitamine del gruppo B, in particolare la B1 (una sostanza che interviene sui processi del sistema nervoso), l’avena è un altro alimento irrinunciabile per lo studente, da consumare a colazione oppure a merenda, insieme ad un bicchiere di latte o yogurt;
  • Legumi: alimenti come lenticchie, ceci e fagioli aiutano il nostro cervello a funzionare meglio, grazie all’apporto delle proteine vegetali. Tra l’altro, questi hanno al loro interno anche l’acido folico, utilissimo per la memoria;
  • Frutta secca: energetica e nutriente, la frutta secca non può mancare sulla tavola di uno studente. Mandorle, pistacchi e noci sono ricchi di acidi grassi, il carburante per eccellenza delle nostre cellule cerebrali;
  • Frutta e verdura: per potenziare la memoria, consuma broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles, perché contengono vitamine, antiossidanti e anche lignani, fondamentali per una migliore funzionalità cerebrale. Utili per migliorare le tue performance nello studio anche gli spinaci, per il loro contenuto di acido folico, e le mele, da mangiare rigorosamente con la buccia.

Menù settimanale per lo studente: un esempio

Ora che abbiamo visto quali alimenti consumare, vediamo come è strutturata una dieta equilibrata settimanale tipo.

Menù 1

  • Colazione con yogurt magro e cereali
  • Pranzo con un piatto di pasta (70 gr indicativamente), meglio se integrale, condita con pomodoro fresco, un filo di olio EVO e basilico
  • Cena con un trancio di spada al forno, con un contorno di verdure grigliate, condite con poco olio e un panino integrale (circa 40 grammi)

Sono consentiti due spuntini con un frutto.

Menù 2

  • Colazione con un cappuccino e due fette biscottate con la marmellata
  • Pranzo con una zuppa di legumi e un piatto di spinaci freschi, conditi con poco olio
  • Cena con due uova al tegamino e una porzione di zucchine al vapore, più il pane

Sono consentiti due spuntini con un frutto.

Menù 3

  • Colazione con yogurt magro e cereali
  • Pranzo con risotto agli asparagi, accompagnato da una porzione di finocchi crudi conditi con olio e limone
  • Cena con branzino al forno con un contorno di broccoli al vapore

Sono consentiti due spuntini con un frutto.

Menù 4

  • Colazione con una tazza di latte e 5 biscotti integrali
  • Pranzo con un riso integrale con i piselli, con pomodori freschi
  • Cena con un hamburger di tacchino con un contorno di fagiolini conditi con olio e capperi,  accompagnati da un panino integrale

Sono consentiti due spuntini con un frutto.

Studiare l’alimentazione: i Master Unicusano

Studiare l’alimentazione è la tua ambizione più grande? I Master dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per te.

Ad esempio, il Master I Livello in Nutrizione Clinica è perfetto per medici, biologi, dietisti, psicologi, insegnanti di sostegno e a tutte quelle figure che direttamente o indirettamente intervengono nell’ambito della nutrizione, iscritte all’associazione U.P.A.I.Nu.

Il Master in “Nutrizione Clinica” dà la possibilità di un approcciare alla nutrizione in modo olistico, cioè studiando tutto ciò che concerne il complesso mondo dell’alimentazione e dei disturbi e patologie che possono essere prevenute e curate evitando “errori alimentari”.

Fondamentale lo studio e l’analisi dei disturbi alimentari che producono alterazioni del comportamento, del modo di pensare, dello stato psicologico e dello stato di salute dell’individuo. Processi e percorsi complessi che possono esplicarsi in una forma piena e significativa solo quando ciascun professionista svolge il proprio compito mettendo in comune con l’intera équipe le sue risorse e la sua professionalità.

Il Master ha come obiettivi principali:

  • Fornire delle conoscenze specifiche che consentano di individuare la reale problematica del paziente individuare le possibilità diagnostiche atte a verificare eventuali problematiche individuate con l’anamnesi: test psicologici, esami di laboratorio ecc..
  • Saper strutturare e fornire schemi alimentari specifici per il caso trattato e consoni ad alleviare i sintomi e a migliorare la qualità della vita fornire un aggiornamento sulle novità scientifiche nel campo della diagnostica e delle terapie nutrizionali al fine di aiutare il paziente a migliorare il tono dell’umore, lo stato psicologico in generale e il suo stato di salute fisico.

La didattica del master è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Il Master dura un anno e prevede 60 CFU complessivi.

Per iscriverti a questo Master e ai percorsi di formazione Unicusano, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Dieta equilibrata settimanale: consigli utili per mangiare sano Studiare a Roma

Read more

Pressione idrostatica: definizione, caratteristiche e formule

Per pressione idrostatica intendiamo quella forza esercitata da un fluido in quiete sull’unità di superficie con cui è a contatto normalmente a essa.

Il concetto di pressione è strettamente correlato allo studio dei fluidi; il valore della pressione dipende esclusivamente dalla densità del fluido e dall’affondamento del punto considerato dal pelo libero o, in linea più generale, dal piano dei carichi idrostatici (secondo la legge di Stevino).

In questa guida ripartiremo dalla definizione di densità ed esamineremo tutto ciò che riguarda la formula della pressione, analizzando le principali proprietà nel contesto dei fluidi.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulla pressione idrostatica e la meccanica dei fluidi

In fisica si definisce pressione quella grandezza che misura l’azione di una forza, esercitata su una superficie, rispetto all’unità di superficie su cui viene esercitata. Vediamo ora una serie di informazioni utili sulla pressione dell’acqua, dalle formule al calcolo della pressione idrostatica.

LEGGI ANCHE – Inventori famosi: 5 personaggi che hanno fatto la storia

Densità: una definizione

Prima di dare una definizione di pressione più precisa, facciamo un passo indietro e iniziamo dal concetto di densità. Per densità intendiamo il rapporto fra la massa e il volume. L’unità di misura della densità è il chilogrammo al metro cubo (Kg/m3).

Si definisce Peso Specifico di un corpo il rapporto tra il peso P ed il volume V del corpo:

ps = P / V

Partendo dal presupposto che tra il peso e la massa esiste la relazione P = m*g, possiamo determinare il legame esistente tra densità e peso specifico:

ps = P / V

ps = m*g / V

ps = g * m / V

ps = g * d

Nel caso in cui si ha il peso specifico di un corpo, la densità la determiniamo con la relazione inversa: d = ps / g

La pressione: formula e calcolo

Passiamo ora al concetto di pressione idrostatica; la formula della pressione può essere sintetizzata con:

p = ρgh

In cui:

  • p è la pressione statica (Pa)
  • ρ (rho) è la densità del fluido (gas o liquido) (Kg/m3)
  • g è l’accelerazione di gravità (nel caso della terra: 9,81 m/s2)
  • h è l’altezza del punto considerato (m)

Basandosi su quanto enunciato da Stevino, e ancor prima di Galileo, ricordiamo il principio dei vasi comunicanti: in recipienti (vasi) collegati tra loro (comunicanti), contenenti lo stesso liquido in quiete, il livello della superficie libera è uguale, indipendentemente dalla forma dei contenitori.

Da ciò ne consegue la presenza di superfici isobare, cioè a pressione costante, orizzontali. L’andamento delle pressioni è detto “triangolare” perché, essendo la pressione direttamente proporzionale all’affondamento del punto, si ha un aumento costante e lineare del valore della pressione.

Se volessimo porre questo andamento in un sistema di assi cartesiani, dovremmo tracciare una retta che forma un angolo con la direzione positiva dell’asse delle ascisse che rappresenta la densità del liquido (all’aumentare della densità aumenta l’inclinazione della retta e quindi a variazioni uguali di affondamento si hanno aumenti di pressione maggiori).

Nell’eventualità in cui ci siano due o più fluidi non miscibili e con densità differenti, la pressione idrostatica è data dalla somma delle pressioni provocate dai diversi fluidi.

Proviamo a formulare un esempio: la pressione assoluta applicata al fondo di un recipiente pieno d’acqua a contatto con l’atmosfera rappresenta la somma della pressione atmosferica e della pressione relativa all’acqua presente nel recipiente. In tal caso si possono considerare separatamente gli effetti dei due fluidi o si può immaginare la superficie come sottoposta alla pressione di un solo fluido (considerando in essa anche la pressione dell’altro fluido rapportata al primo).

Nell’esempio che abbiamo fatto, partendo dall’assunto che l’atmosfera terrestre provoca una pressione pari a circa 10,33 metri di colonna d’acqua, possiamo sommare all’affondamento del punto questa quota calcolando la pressione assoluta nel punto preso in considerazione.

Studio della pressione in fisica: corsi di laurea Unicusano

Tematiche afferenti alla fisica come la pressione idrostatica, il teorema di Torricelli e il teorema di Bernoulli sono trattate in alcuni dei corsi di laurea Unicusano.

I corsi di laurea dell’area ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano hanno, nel piano formativo, esami di fondamenti di fisica, dove verranno affrontati i temi descritti in questa guida.

I nostri corsi di laurea per diventare ingegnere sono:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (triennale – classe L-7)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (biennale – classe LM-23)
  • Corso di laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale – classe LM-29)
  • Corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale – classe LM-33)
  • Corso di laurea in Ingegneria Agroindustriale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Industriale Biomedica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Industriale Gestionale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Industriale Elettronica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Industriale Meccanica (triennale – classe L-9)

La didattica dei nostri corsi, curata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Pressione idrostatica: definizione, caratteristiche e formule Studiare a Roma

Read more

Ragionamento induttivo e deduttivo: ecco cosa sono e come si applicano

Sei curioso di sapere che cosa si intende per ragionamento induttivo e qual è la differenza con quello deduttivo?

Sei nel posto giusto: in questa guida affronteremo il tema del metodo induttivo o induzione, descrivendone il significato e esaminandone l’evoluzione storica e concettuale.

Quando parliamo di induzione facciamo riferimento ad un termine che deriva dal latino, che significa letteralmente “portar dentro”, ma anche “chiamare a sé”, “trarre a sé”. Si tratta di quel procedimento che, partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale.

Il metodo induttivo si contrappone per significato a quello deduttivo, definito anche aristotelico che, al contrario,  procede dall’universale al particolare.

Vediamo ora in cosa consiste il ragionamento induttivo e quali sono le sue implicazioni dal punto di vista filosofico.

Metodo induttivo e deduttivo: quello che devi sapere

Abbiamo detto che il metodo induttivo cerca di portare ad una affermazione generale a partire dall’osservazione di alcune evidenze più piccole. Per questo, l’induzione è alla base delle scienze legate all’osservazione. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma.

LEGGI ANCHE – Aforismi di Nietzsche: ecco i più belli da conoscere

Logica deduttiva e induttiva: il pensiero di Aristotele

Abbiamo detto che uno delle prime personalità ad affrontare il tema del ragionamento induttivo e deduttivo fu proprio  Aristotele. Aristotele sosteneva che l’induzione fosse «il procedimento che dai particolari porta all’universale».

Stando a quanto afferma il filosofo, la conoscenza umana può articolarsi in due direzioni:

  1. Avere una prima conoscenza sensibile del particolare e da questa risalire all’universale, attraverso l’induzione
  2. Partire dall’universale per andare al particolare, attraverso la deduzione.

Per Aristotele la differenza sostanziale fra induzione e sillogismo (o ragionamento deduttivo) sarebbe insita nel termine medio del ragionamento stesso. Esso infatti nel primo caso (induzione) è un semplice fatto, mentre nel caso della deduzione funge da perché sostanziale.

Cerchiamo di rendere tutto più chiaro con un esempio.

Esempio di sillogismo deduttivo:

  • Tutti gli uomini sono animali
  • Tutti gli animali sono mortali
  • Dunque tutti gli uomini sono mortali.

In tal caso il termine “animale” funge da connessione necessaria tra i due estremi. Lo status di animali è ciò che rende sempre vera la condizione che gli uomini moriranno, essendo essi appartenenti a questa categoria.

Ecco un esempio di percorso induttivo:

  • L’uomo, il cavallo e il mulo sono longevi
  • L’uomo, il cavallo e il mulo sono animali senza fiele
  • Dunque gli animali senza fiele sono longevi.

In questo caso, il termine medio è «essere senza fiele» ed è legato alla longevità solo nella conclusione. Ne deduciamo che l’essere senza fiele non rappresenta un connettore, ma solo un’osservazione di fatto, che non dimostra nulla. Per Aristotele, dunque, il ragionamento induttivo non ha lo stesso significato che ricopre con l’epistemologia contemporanea.

LEGGI ANCHE – Libri sull’autostima: i 7 titoli da non perdere assolutamente

Il metodo induttivo nella filosofia contemporanea

Parlando del metodo induttivo nell’accezione che gli diamo oggi, possiamo dire che questo consiste in una sorta di generalizzazione basata su dati di esperienze o osservazioni che fungono da indizi.

Volendo scegliere un esempio di logica deduttiva, possiamo partire da questo assunto: dato che gli oggetti di una classe individuata attraverso la proprietà X godono anche della proprietà Y, qualsiasi altro oggetto che goda di X godrà anche di Y.
Quando parliamo di ragionamento induttivo, il concetto di similarità ricopre un’importanza cruciale, perché consente di generalizzare e trarre conclusioni in base alla somiglianza tra classi, eventi, animali o cose. Parlando di esempi concreti:

  1. Vengono estratti una manciata di fagioli dal sacco
  2. Tutti i fagioli estratti sono bianchi
  3. Se ne deduce che tutti i fagioli di questo sacco sono bianchi

Induzione vs deduzione: le differenze

Qual è la differenza tra metodo deduttivo e induttivo? Ricapitolando, il ragionamento deduttivo arriva a produrre un’affermazione conclusiva a partire da altre verità generali trattate come ipotesi (Dal latino deducere, cioè trarre da, per ragionamento).

Isaac Newton fu uno dei più grandi sostenitori dell’approccio deduttivo: egli ha stabilito delle regole che prendono vita proprio dalla generalizzazione induttiva, arrivando a stabilire delle leggi – verificate con esprimenti e basate su dati quantitativi – per dedurre e spiegare tutti i principi ed i fenomeni dell’universo. Anche il metodo sperimentale di Galileo Galilei parte dall’assunto di costruire un metodo induttivo- deduttivo. Ecco tutte le fasi:

  • Osservazione del fenomeno
  • Ipotesi interpretativa dopo un esame del fenomeno
  • Deduzioni ricavate da ipotesi con l’uso della matematica
  • Esperimento

Da questo schema possiamo dedurre che  il metodo di Galilei nelle prime due fasi è induttivo, ma nelle successive è deduttivo.

Come noto, il processo concettualmente inverso alla deduzione è l’induzione, la cui differenza sostanziale è che quest’ultimo si basa sull’esperienza: i dati sensibili sono indotti, cioè introdotti, nell’intelletto, che a partire da essi elaborerebbe leggi universali e astratte. Si tratta dunque di un processo definito a posteriori, perché l’espressione del giudizio circa la realtà sarebbe possibile solo dopo l’esperienza. A differenza della deduzione dunque non ha carattere di necessità, perché il contenuto informativo della conclusione indotta non è interamente incluso nelle premesse.

Studiare psicologia: i corsi di laurea e i master Unicusano

Elementi filosofici come il ragionamento induttivo e deduttivo sono spesso trattati nei corsi di laurea dell’area psicologica dell’Università Niccolò Cusano.

Grazie agli studi in psicologia, gli studenti acquisiranno conoscenze di base sulle principali tematiche della psicologia e i relativi metodi di indagine.

I corsi di laurea dell’area psicologica sono:

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche Psicologiche (triennale – classe L-24)
  • Corso di Laurea Magistrale Psicologia Clinica e della Riabilitazione (biennale- classe LM-51)
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (biennale- classe LM-51)

Il curriculum formativo del corso di laurea triennale è strutturato in modo tale da fornire dei contenuti che consentano di acquisire conoscenze teoriche e competenze pratico-applicative nell’ambito dei processi cognitivo-emozionali e psicofisiologici del comportamento.

Dopo la laurea triennale, è possibile proseguire con gli studi scegliendo uno dei due indirizzi di specializzazione. Con il corso magistrale in psicologia clinica, gli studenti acquisiranno competenze specifiche e capacità di formulare la diagnosi psicologica, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di indagine psicometrica, in funzione di modelli teorico-applicativi scientificamente validati.

Il laureato avrà anche modo di interiorizzare abilità adeguate per la strutturazione di progetti di intervento psicologico-clinico e riabilitativo rivolti al singolo e alla comunità.

Per quanto riguarda il curriculum formativo in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, questo prevede degli insegnamenti specifici finalizzati allo sviluppo di competenze nell’ambito dell’assessment, dell’intervento psicologico e della gestione delle risorse umane nei contesti delle imprese e delle organizzazioni. Un particolare focus è posto sullo sviluppo di conoscenze e competenze relative alla prevenzione e gestione di condizioni di disagio psicologico lavoro correlato.

La didattica dei nostri corsi di laurea, curata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Per iscriverti ai nostri corsi di laurea in psicologia, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Ragionamento induttivo e deduttivo: ecco cosa sono e come si applicano Studiare a Roma

Read more

Storia dei media e della comunicazione di massa: ecco le tappe più importanti

Curioso di conoscere più a fondo la storia dei media?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti racconteremo una breve storia dei mezzi di comunicazione di massa, dalla nascita all’evoluzione nel corso degli anni.

L’espressione mezzo di comunicazione di massa risale alla prima metà del XX secolo in ambito anglosassone. Secondo la definizione di McQuail i “mezzi di comunicazione di massa”, o “media di massa”, in inglese mass media, sono mezzi progettati per mettere in atto forme di comunicazione «aperte, a distanza, con tante persone in un breve lasso di tempo».

Ma quali sono questi mezzi e che tipo di influenza hanno avuto e hanno tuttora nelle nostre vite? Scopriamolo ora nei prossimi paragrafi di questa guida.

Cronostoria della comunicazione di massa

Quando e come è nata la comunicazione di massa? In che modo questi strumenti hanno rivoluzionato le nostre vite? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Mimica facciale: cos’è e quali sono le espressioni del viso

Definizione di mass media

Con il termine “media” intendiamo quel complesso di strumenti attraverso cui avvengono i processi di mediazione simbolica in una data comunità di utenti.

Se ci basiamo su questa definizione, possiamo dire che il primo strumento a nostra disposizione fu, nella preistoria, il nostro stesso corpo, in grado di emettere versi e gesti.

I graffiti che l’uomo della preistoria disegnava possono essere considerati a tutti gli effetti come il primo ‘medium’ esterno. Successivamente, la tradizione orale delle conoscenze tramandate da genitore a figlio avviava un processo evolutivo che portò a definire come media fondamentali tre principali veicoli d’informazione: testo scritto, immagini, suoni.

In realtà, nonostante possa sembrare un concetto appartenente al passato, anche in epoca moderna e contemporanea:

  • L’uomo continua ad apprendere dal testo scritto. Dal papiro ai codici medievali, al testo stampato e fino al moderno ipertesto;
  • L’uomo impara osservando le immagini. Dai graffiti alla fotografia e ai filmati;
  • I suoni hanno mantenuto, nei secoli, la stessa funzione di mediazione. Sono però fruiti in modo differente.

Cenni storici

Ora che abbiamo visto la definizione di media e le peculiarità legate ad essa, parliamo della storia dei media ripercorrendo, in linee generali, l’evoluzione dei mezzi di comunicazione nel corso di questi secoli.

Per più di quattro secoli l’unico vero medium di massa è stata la stampa, grazie alla sua invenzione ad opera di Gutenberg nel 1456. Con questa innovazione, le notizie iniziarono a diffondersi velocemente da una parte all’altra. Le forti innovazioni giunte nell’Ottocento come lo sviluppo delle ferrovie e i progressi nella distribuzione delle reti elettriche consentirono la nascita del secondo mezzo di comunicazione di massa, un vero e proprio salto qualitativo nel mondo delle comunicazioni: il telegrafo.

Nella seconda metà dell’Ottocento avvenne l’invenzione del telefono e del cinema. La vera esplosione delle comunicazioni di massa avvenne però nel Novecento: questo fu, infatti, il secolo della radio, poi della televisione e infine di Internet. L’introduzione di questi media ha avuto un impatto molto forte sulle abitudini quotidiane di un numero di persone sempre crescente

Nel corso del Novecento lo sviluppo e l’espansione capillare dei media di massa seguirono il progresso scientifico e tecnologico; infatti i media, oltre ad essere mezzi per veicolare le informazioni, sono anche oggetti tecnologici con i quali l’utente interagisce.

La tecnologia ha giocato un ruolo chiave nella diffusione delle informazioni: pensa, ad esempio, a quanto è facile accedere a libri, film e giornali a bassissimo costo.

L’avvento di internet costituisce un po’ il punto di svolta nelle comunicazioni di massa degli ultimi decenni e un vero e proprio spartiacque fra quelli che definiamo “media tradizionali” come la radio, la stampa e la tv e i cosiddetti “nuovi media”.

Tipi di media di massa

Abbiamo visto la storia dei media e le tappe più importanti che l’hanno caratterizzata. Ma quali sono i “prodotti” di questo percorso?

I mezzi di comunicazione di massa possono essere riassunti in:

  • Stampati come libri, opuscoli, giornali, fumetti, riviste, diffusi dalla fine del XV secolo;
  • Registrazioni come dischi in vinile, nastri magnetici, musicassette, CD, VHS, DVD, diffusi dalla fine del XIX secolo;
  • Cinema dal 1900 circa;
  • Radio dal 1910 circa;
  • Televisione dal 1950 circa;
  • Internet dal 1990 circa.

Vediamo di scoprire qualcosa in più su alcuni di questi mezzi.

Cinema

Il cinema vero e proprio nasce alla fine del XIX secolo. Per definire le ricerche che hanno portato all’invenzione del cinema, quindi precedenti al primo film effettivo del 1891, si parla di Precinema.

Nella concezione comune, gli inventori del cinema sono i fratelli Lumière. In realtà, gli stessi Lumière non hanno rivendicato quanto sostenuto, correggendo queste affermazioni e dicendo che il cinema è stato il risultato di ricerche perseguite febbrilmente in tutto il mondo e che ciascuno aveva raggiunto il suo scopo.

Una data assai importante per la storia del cinema fu il 20 maggio 1891: in quel giorno, l’americano Thomas Edison, inventore della fabbricazione industriale della lampadina elettrica nonché progettista e produttore del fonografo, insieme al suo principale collaboratore, l’ingegnere elettrico William Kennedy Laurie Dickson, riuscì a presentare in pubblico il suo primo film, Dickson greeting.

Radio

Possiamo definire la radio come il mezzo con cui avviene la trasmissione di contenuti sonori fruiti in tempo reale da più utenti situati in una o più aree geografiche (predisposte da apposite reti di telecomunicazione) e dotati di specifici apparecchi elettronici ed, eventualmente, specifici impianti di telecomunicazione.

L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento:

  • Nel 1860 James Maxwell studiò il carattere ondulatorio della luce, dell’elettricità e del magnetismo;
  • Heinrich Hertz riuscì a produrre le onde elettromagnetiche
  • Guglielmo Marconi riuscì ad elaborare il sistema di trasmissione senza fili garantendo la trasmissione d’informazioni a grandi distanze, riuscendo, per la prima volta nel 1901, a trasmettere la lettera /s/ attraverso l’Atlantico.

Internet

Internet è una rete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi o terminali in tutto il mondo. Si tratta del principale mezzo di comunicazione di massa in grado di mettere in contatto persone da tutto il mondo.

L’origine di Internet risale agli anni sessanta, su iniziativa degli Stati Uniti, che misero a punto durante la guerra fredda un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio.

La prima pubblicazione scientifica in cui si teorizza una rete di computer mondiale ad accesso pubblico è On-line man computer communication dell’agosto 1962, pubblicazione scientifica degli statunitensi Joseph C.R. Licklider e Welden E. Clark. Nella pubblicazione Licklider e Clark, ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, danno anche un nome alla rete da loro teorizzata: “Intergalactic Computer Network”.

Tuttavia, è nel 1991 quando il governo degli Stati Uniti d’America emana la High performance computing act, la legge con cui per la prima volta viene prevista la possibilità di ampliare, per opera dell’iniziativa privata e con finalità di sfruttamento commerciale, una rete Internet fino a quel momento rete di computer mondiale di proprietà statale e destinata al mondo scientifico.

Hai le idee più chiare sulla storia dei media e la loro evoluzione?

Se desideri approfondire alcuni aspetti di questo tema, l’Università Niccolò Cusano offre, nel suo piano formativo, diversi master di natura comunicativa. Ne sono esempi:

Per iscriverti ai nostri master o corsi di perfezionamento, scrivici o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Storia dei media e della comunicazione di massa: ecco le tappe più importanti Studiare a Roma

Read more

Aforismi di Nietzsche: ecco i più belli da conoscere

Curioso di scoprire quali sono gli aforismi di Nietzsche più belli?

Sei nel posto giusto: in questa guida troverai le citazioni famose di Friedrich Nietzsche, filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco che, con il suo pensiero, ha rivoluzionato il mondo occidentale del XX secolo.

Se sei un appassionato di filosofia e psicologia, avrai sicuramente avuto a che fare con Nietzsche: il suo approccio, in parte riconducibile al filone delle filosofie della vita e all’irrazionalismo, è considerato da alcuni uno spartiacque fra la filosofia tradizionale e un nuovo modello di riflessione, informale e provocatorio.

Vediamo ora le frasi filosofiche più profonde che racchiudono il pensiero di Nietzsche.

Citazioni famose di Friedrich Nietzsche

Dalla morale alla religione, dalla scienza alla politica, Nietzsche ha avuto un impatto molto forte sulla cultura del mondo occidentale del XX secolo. Ecco gli aforismi di Nietzsche più significativi e rappresentativi del suo pensiero.

LEGGI ANCHE – Aumentare l’energia vitale: 7 consigli utili da seguire

Il pensiero di Nietzsche

Prima di iniziare la nostra raccolta di frasi di Nietzsche, facciamo un passo indietro e cerchiamo di descrivere questo importante filosofo tedesco e il suo pensiero.

Riassumere il pensiero di Nietzsche non è affatto semplice, data la sua complessità e le varie fasi che lo contraddistinguono.

In generale, possiamo dire che il pensiero di Nietzsche rappresenta una distruzione programmatica delle certezze del passato, che mette capo alla delineazione di un nuovo tipo di umanità: il superuomo. Da ciò deriva il carattere positivo della filosofia nietzschiana.

Lo stile dei suoi scritti varia nel corso della sua vita:  negli scritti giovanili è ancora legato alla forma del saggio e del trattato; a partire da Umano, troppo umano, opta per l’aforisma (illuminazione istantanea finalizzata a cogliere le cose al volo, che, per essere capita, esige un’arte dell’interpretazione); con Così parlò Zarathustra segue il modello della poesia in prosa, ricca di simboli e allegorie; negli ultimi scritti prevalgono l’esposizione auto-biografica e l’invettiva polemica.

Per comprendere Nietzsche non esiste un solo filone interpretativo, ma solo tracce o ipotesi di lettura.

Frasi di Nietzsche

Entriamo ora nel vivo della nostra raccolta di aforismi di Nietzsche, che raccontano il suo pensiero più profondo. Ogni gruppo di aforismi è associato ad un’opera dello scrittore, così da mettere in evidenza la filosofia nietzschiana in relazione a diverse tematiche, dalla scienza alla religione. Iniziamo subito.

Umano, troppo umano

  • La vita consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L’amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale
  • Noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decantate l'”obliar se stessi nell’amore”, lo “sciogliersi dell’io nell’altra persona”, che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un’altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell’altra persona
  • Tutti gli uomini si distinguono, come in ogni tempo anche oggi, in schiavi e liberi; poiché chi non ha per sé due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa poi: uomo di Stato, commerciante, funzionario, dotto
  • Nessuna religione ha mai finora contenuto, né direttamente né indirettamente, né come dogma né come allegoria, una verità. Poiché ciascuna è nata dalla paura e dal bisogno e si è insinuata nell’esistenza fondandosi su errori della ragione
  • In realtà fra la religione e la vera scienza non esiste parentele, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi

Così parlò Zarathustra

  • Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta che: Dio è morto
  • Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente
  • Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo
  • Matrimonio: ecco come chiamo la volontà di creare in due quell’uno che sarà qualcosa di più dei suoi due procreatori
  • Due cose vuole l’uomo autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso. L’uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza. Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara

Al di là del bene e del male

  • Ogni persona squisita tende istintivamente alla sua rocca e alla sua intimità, dove trovare la liberazione dalla massa, dai molti, dal maggior numero, dove è possibile dimenticare la regola «uomo», in quanto sua eccezione: – salvo l’unico caso, che da un istinto ancor più forte costui venga ricacciato direttamente su questa regola, come uomo della conoscenza nel suo grande ed eccezionale significato
  • L’atteggiamento di venerazione e di disprezzo negli anni giovanili è ancora privo di quell’arte della nuance che costituisce il miglior profitto della vita, e bisogna pagare un prezzo giustamente duro per avere in tal modo aggredito uomini e cose con un sì e un no. Tutto è disposto in modo che il peggiore di tutti i gusti, il gusto dell’assoluto, venga crudelmente alimentato e sia sottoposto ad abuso, finché l’uomo non impari a riporre una qualche arte nei suoi sentimenti e preferisca arrischiarsi anche nel tentativo dell’artificioso: così fanno i veri artisti della vita
  • Occorre dare a se stessi le prove che si è destinati all’indipendenza e al comando, e ciò a tempo giusto. Non bisogna sfuggire a queste prove, sebbene esse siano forse il gioco più pericoloso che si possa giocare, e siano infine soltanto prove che vengono fornite dinanzi a noi stessi, come testimoni, e a nessun altro giudice
  • Le nostre conoscenze più elevate risuonano inevitabilmente – e anzi deve essere così – come follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all’orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte
  • Non è forse la vita cento volte troppo breve per annoiarvisi?
  • L’uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. […] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l’elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore
  • Un filosofo: un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell’ordinario; che vien còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall’alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è suo proprio; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c’è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non “tornare” sempre di nuovo “a sé”

Commenti disabilitati su Aforismi di Nietzsche: ecco i più belli da conoscere Studiare a Roma

Read more

Aumentare l’energia vitale: 7 consigli utili da seguire

Come aumentare l’energia vitale? Quando ci troviamo immersi nei ritmi frenetici tipici della vita di oggi, non è sempre facile riuscire a mantenere alto il livello di energia e benessere interiori.

In un pomeriggio di studio o in una giornata di lavoro, può capitare di sentirsi depressi, annoiati e stanchi; a volte può capitare anche senza aver fatto qualcosa in particolare. Ci sono dei momenti in cui il senso di vuoto e di mancanza di energia rischiano di prevalere su tutto.

Correre ai ripari, però, è possibile oltre che necessario: in questa guida ti parleremo di come stimolare le vibrazioni positive e lavorare sulla tua energia mentale, mettendo in pratica una serie di consigli e accorgimenti. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come stimolare l’energia spirituale

L’energia della forza vitale anima la nostra forma fisica e ci scorre dentro. Aka per gli egiziani, Prana per gli indù, Qi per i cinesi: il concetto di energia vibrazionale ha diverse declinazioni e campi di applicazione. Ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per lavorare su questo aspetto.

LEGGI ANCHE – Obiettivi da raggiungere: ecco come definirli e ottenere risultati

1 – Muoviti

Se vuoi scoprire come aumentare l’energia vitale, il primo passo che puoi fare è metterti in movimento.

Il corpo è progettato per muoversi ed essere attivo: attività come camminare, correre, piegare, torcere, estendere, raggiungere, saltare sono insite nella nostra natura. Il fatto che, in tempi recenti, siamo diventati più sedentari non significa che non siamo destinati al movimento, anzi.

Per recuperare energia vitale durante il giorno, fai movimento. Non è importante l’attività a cui ti dedichi: che sia attività fisica leggera o pesante, muoviti per favorire la circolazione del sangue al cervello e l’afflusso di ossigeno.

Il movimento delle braccia e delle gambe aumenta anche la circolazione di linfa, ormoni e neurotrasmettitori in tutto il corpo, regolando e riequilibrando il sistema mente-corpo e migliorando ulteriormente la produzione di energia.

2 – Stai all’aria aperta

Per aumentare l’energia vitale e stimolare le vibrazioni positive, ritrova il contatto con la natura. 

I nostri antenati, anche solo poche generazioni fa, trascorrevano gran parte del loro tempo all’aperto, abbracciando la natura. Uscire di casa dopo un pomeriggio di studio avrà effetti benefici immediati sul tuo umore e sulla tua vitalità.

Inoltre l’ambiente naturale è perfetto anche per praticare attività sportiva: anche mezz’ora di camminata può avere un effetto davvero sorprendente.

3 – Controlla la respirazione

Quando ti senti stanco e demotivato, è probabile che il tuo respiro sia lento e poco profondo.

Questo è legato al fatto che si consuma meno ossigeno man mano che la mente e il corpo diventano stanchi e opachi. Tuttavia, così come lo stato della tua mente e del tuo corpo può influenzare la tua respirazione, a sua volta il respiro può influenzare lo stato del tuo corpo e della tua mente.

Imparare a praticare una respirazione profonda può farti accumulare energia e farti sentire più disteso e rilassato. Non c’è bisogno di essere uno yogi esperto per trarne beneficio. Puoi semplicemente fermarti, chiudere gli occhi e concentrarti sul tuo respiro quando ti senti in difficoltà.

4 – Scopri la meditazione

Da tempo è noto che la meditazione è un mezzo assai efficace per diminuire l’ansia e muoversi nel mondo con fluidità e facilità.

Praticare regolarmente meditazione aiuta a raccogliere le energie, costruire una resilienza che ci sostiene per mantenere la nostra energia vitale.

5 – Pensa positivo

L’energia interiore può essere richiamata pensando positivo. La negatività e i brutti pensieri, oltre a distoglierti dai tuoi obiettivi, rischiano di influire pesantemente sul tuo umore e sulla tua motivazione.

Quando viviamo la vita con pensieri ed emozioni positive, il flusso di energia verso il nostro corpo è positivo.  La pratica dell’affermazione riattiva il cervello per spostare pensieri e convinzioni limitanti ripetitivi in ​​nuove intenzioni ed energie positive. Riscopri questo tuo aspetto e lavora sul tuo modo di pensare per cambiare le tue abitudini e la percezione che hai del mondo e degli altri.

6 – Lavora sul tuo riposo

Una buona notte di sonno aiuta ad avere una buona energia per tutto il giorno. Gli studi dimostrano che il sonno profondo è il più riparante dal punto di vista fisico. Durante il sonno profondo i tessuti del corpo si riparano dopo una lunga giornata di attività.

Concentrati sempre sul tuo riposo e non privartene mai. Lavorare o studiare fino a notte fonda non sono buone pratiche da portare avanti e, a lungo andare, possono debilitarti e pesare molto sul tuo buonumore.

7 – Cura l’alimentazione

Se vuoi aumentare l’energia vitale cura sempre la tua alimentazione. Se ti senti particolarmente debilitato o devi affrontare una sessione di studio, fai un pranzo leggero e salutare ed evita cibi spazzatura.

Alimenti come frutta e verdura sono alleati validissimi per il tuo cervello e ti aiutano a recuperare memoria e concentrazione.

Commenti disabilitati su Aumentare l’energia vitale: 7 consigli utili da seguire Studiare a Roma

Read more

Libri sull’autostima: i 7 titoli da non perdere assolutamente

Quali sono i libri sull’autostima da leggere assolutamente?

Se sei alla ricerca di consigli su come aumentare l’autostima e credere di più in te stesso, sei nel posto giusto: in questa guida ti diremo quali sono i libri che dovresti avere se vuoi lavorare su questo tuo aspetto.

Purtroppo, in alcuni momenti, può capitare che la fiducia in se stessi vacilli. Stress, carichi di studio e lavoro eccessivi e delusioni possono portare proprio ad una perdita dell’autostima e ad un calo della percezione che si ha di sé. Chiaramente, la percezione di sé ha un impatto enorme sul mondo in cui gli altri ci considerano, fermo restando che le basi dell’autostima risiedono in noi stessi e non dipendono dalle opinioni e tantomeno dai giudizi di chi ci circonda.

Vediamo ora quali sono i libri che ti possono aiutare a ricostruire la tua autostima e a tenere alta la motivazione.

I 7 libri per credere in se stessi

Hai bisogno di una spinta motivazionale in più e di ritrovare la tua autostima? Ecco la top seven di libri sull’autostima femminile e maschile da avere assolutamente nella tua libreria elaborata dall’Università Niccolò Cusano di Roma.

LEGGI ANCHE – Obiettivi da raggiungere: ecco come definirli e ottenere risultati

I Sei Pilastri dell’Autostima – Nathaniel Branden

Iniziamo la nostra top seven di libri dedicati alla fiducia in sé con I sei pilastri dell’autostima di Nathaniel Branden.

Questo libro pone l’accento sull’importanza della stima di sé per la nostra salute psicologica, i successi personali, la felicità e le relazioni positive. Branden definisce i sei pilastri dell’autostima, quali il vivere consapevolmente, l’accettazione, la responsabilità e la sicurezza di sé, il porsi degli scopi e l’integrità personale.

La questione viene analizzata sotto diversi punti di vista, dall’ambiente professionale a quello familiare. In queste lezioni di autostima, l’autore fornisce non solo le linee guida per quanti sono impegnati nel promuovere la stima di sé negli altri, ma presenta anche dei semplici esercizi per accescere la consapevolezza e l’efficienza personali.

Più forte dei no: Corso intensivo di fiducia in se stessi – Jia Jiang

Un libro molto particolare da leggere è quello di Jia Jiang, Più forte dei no. 

La paura di sentirci dire di no si trova ai primi posti fra i timori più grandi, prima ancora di quelli della solitudine, del dolore e della malattia. Per combattere questo timore, Jiang mette in piedi un esperimento della durata di 100 giorni in cui, come esercizio, si sottopone ad incassare un rifiuto al giorno.

Grazie a questo libro puoi imparare che:

  • Le richieste apparentemente più assurde possono trovare accoglimento, se poste nel modo giusto;
  • La curiosità di chi ascolta gioca un ruolo a vantaggio di chi chiede;
  • Si può trasformare un no iniziale in un si.

Il segreto è credere in se stessi – Brian Tracy

Tra i libri sull’autostima da leggere c’è anche quello di Brian Tracy, Il segreto è credere in se stessi. 

In questo testo, l’esperto di crescita personale e coach illustra un percorso mirato a consolidare l’autostima, attraverso esercizi utili per mettere a fuoco i nostri desideri e le nostre aspirazioni, affrontare le nostre paure, scoprire le nostre risorse più profonde e imparare come sfruttarle per realizzare a pieno il nostro potenziale.

Lezioni di autostima. Come imparare a stare bene con se stessi e con gli altri  – Raffaele Morelli

Per descrivere il libro di Morelli, uno dei massimi esperti in questo campo, useremo proprio le sue parole che illustrano i punti chiave del testo:

“Nella mia professione mi capita spesso di incontrare persone che hanno dei problemi di autostima, che soffrono perché non riescono ad amarsi abbastanza, e di conseguenza a farsi amare. Sono miei pazienti, persone che mi scrivono o che frequentano i miei gruppi. Per tutti loro, e per tutti quelli che patiscono questo disagio, ho deciso di riassumere in questo libro il mio pensiero sull’autostima, e la via per conquistarla. Ho diviso le mie idee in sette lezioni, sette messaggi chiave su cui riflettere. Ho scelto di riportare anche dei brani di conversazione con miei pazienti e dei miei incontri di gruppo, perché le domande, le obiezioni e i problemi esposti sono spesso comuni a molti e, immagino, anche al lettore. Per aiutare il nostro percorso verso l’autostima ho pensato fosse utile anche proporre dieci consigli di saggezza tratti dalle parole di maestri antichi o contemporanei, da visualizzare e ripetere come mantra. E infine, per concludere, una serie di piccoli esercizi. Per riconquistare, giorno dopo giorno, il piacere di stare bene con se stessi”

Corso rapido di autostima per vivere meglio – Olivier Hauck

Nel Corso rapido di autostima per vivere meglio, il dr. Hauck stila una serie di linee guida per vincere i propri complessi d’inferiorità, che fanno riferimento all’accettarsi per quello che si è, nel corpo e nello spirito, superare la paura del giudizio altrui e riprendere il controllo della propria esistenza e vivere meglio.

Il suo Corso rapido di autostima è un libro indulgente verso le nostre debolezze: in modo molto realistico prevede e aiuta a superare le difficoltà iniziali, le insicurezze, le battute d’arresto, i momenti di entusiasmo e quelli di afflizione, nel percorso per recuperare finalmente la fiducia in sé stessi e una vita più piena.

Mi vado bene? Autostima e assertività – Michele Giannantonio

Mi vado bene? è un manuale di auto aiuto che fornisce al lettore spunti di riflessione e suggerimenti per capire in profondità le proprie potenzialità e riconoscere i comportamenti più efficaci per ottenere il meglio dalle relazioni con gli altri.

All’interno di questo libro sull’autostima troverai diverse attività pratiche che insegnano a riconoscere gli atteggiamenti sbagliati e i pensieri limitanti che possono disturbare le nostre relazioni sociali.

Facile e comprensibile da leggere, il saggio fornisce consigli utili per affrontare in modo diverso e più efficace situazioni di vita percepite come problematiche e per imparare ad apprezzarsi di più e a sfruttare al meglio le proprie risorse individuali.

Migliora la tua autostima – Silvio Crosera

Migliora la tua autostima è un manuale scritto da uno psicologo orientato al come farsi stimare di più.

L’assunto di base è che i difetti di autostima derivano in gran parte dagli insuccessi o delle insoddisfazioni sul lavoro, perché inconsciamente si proiettano all’esterno i dubbi che si hanno sulle proprie capacità. A quel punto diventa inevitabile che gli altri si facciano un’opinione sbagliata, e in questo modo si alimenta un circuito da cui è difficile uscire.

La guida di Crosera è utile per ritrovare il proprio benessere interiore, imparare ad apprezzarsi, trovare i propri punti di forza e comunicarli adeguatamente ai colleghi, agli interlocutori in genere e ai superiori.

Sui libri sull’autostima da leggere abbiamo detto proprio tutto: ricorda che l’autostima è come un muscolo e come tale va allenata. Non lasciarti sopraffare dai sentimenti negativi e affronta i no e le difficoltà senza mettere in dubbio te stesso. Siamo certi che, grazie a questi libri, riuscirai a aumentare la tua autostima e la fiducia che hai in te stesso, raggiungendo ogni traguardo.

Commenti disabilitati su Libri sull’autostima: i 7 titoli da non perdere assolutamente Studiare a Roma

Read more

Storia romana: personaggi, storie e tappe da ricordare assolutamente

Quando parliamo di storia romana facciamo riferimento a tutte quelle vicende storiche che videro protagonista la città di Roma, dalle origini dell’Urbe (nel 753 a.C.) fino alla costruzione ed alla caduta dell’Impero romano d’Occidente (nel 476, anno in cui si colloca convenzionalmente l’inizio dell’epoca medievale).

La storia della Roma antica è affascinante e ricca di personaggi e avvenimenti: dalla costruzione di monumenti ai conflitti, sono moltissime le tappe da ripercorrere, che hanno segnato lo sviluppo e l’evoluzione di una grande civiltà.

Se sei curioso di scoprire la storia di Roma, continua nella lettura: ti racconteremo i passaggi più rilevanti nei prossimi paragrafi della nostra guida.

Quello che devi sapere sulla storia di Roma antica

Come è nata la civiltà romana? Quali sono le tappe e i protagonisti da ricordare? A queste (e altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano di Roma.

LEGGI ANCHE – Musei di Roma: ecco quali visitare (anche gratis)

storia di roma

Cronologia

Come abbiamo accennato, per storia romana intendiamo quel complesso di avvenimenti che che videro protagonista la città di Roma dalla sua fondazione nel 753 a.C. alla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d.C., anno con cui si indica l’inizio dell’epoca medievale.

Per gli storici, la storia della Roma antica può essere suddivisa in tre grandi età:

  • Età regia, che va dal 753 a.C., anno della fondazione di Roma, al 509 a.C., anno della cacciata dei Tarquini da Roma;
  • Età repubblicana, che va dal 509 al 31 a.C., data della battaglia di Azio, o dal 509 a.C. al 27 a.C. anno durante il quale il Senato di Roma conferì pieni poteri e il titolo di Augusto a Ottaviano;
  • Età imperiale, che va dal 31 o 27 a.C. al 476 d.C., anno della deposizione di Romolo Augustolo, ultimo imperatore romano d’Occidente.

Fondazione di Roma

La data di fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile del 753 a.C. dallo storico latino Varrone. Come sicuramente saprai, ci sono due versioni circa la leggenda della nascita di Roma, narrate da Tito Livio e con protagonisti Romolo e Remo.

  1. In una delle due versioni, Romolo e Remo litigarono perché Romolo voleva chiamare la nuova città Roma ed edificarla sul colle Palatino, mentre Remo voleva chiamarla Remora e fondarla sull’Aventino. Dopo uno scontro, Romolo prevalse divenendo il primo re di Roma;
  2. Nell’altra versione, mentre i due fratelli edificavano le mura della nuova città, Remo prese in giro il fratello, scavalcando le mura appena erette. Romolo, pieno d’ira, avrebbe ucciso Remo e detto: «Così, d’ora in poi possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». Dopo l’episodio, Romolo divenne il primo re romano.

Età regia

Come abbiamo detto, l’età regia della storia romana fa riferimento al periodo che va dal 753 a.C. al 509 a.C. durante la quale Roma fu guidata secondo la tradizione da sette re. Non ci sono molte informazioni su questo periodo, per questo a guidarci sono le leggende all’interno delle quali è avvolto.

Dal 753 al 617 a.C. governarono su Roma i quattro re della monarchia Latino-Sabina che, ad eccezione del fondatore della città, furono scelti in base alla virtù dai capifamiglia che si erano stanziati a Roma. Stiamo parlando di:

  • Romolo, fondatore di Roma
  • Numa Pompilio
  • Tullo Ostilio
  • Anco Marzio

Dal 617 fino al 509 a.C., invece, guidarono Roma:

  • Tarquinio Prisco
  • Servio Tullio
  • Tarquinio il Superbo

Età repubblicana

Nella storia romana, l’età repubblicana è quella che si estende dal 509 al 31 a.C. o al 27 a.C.,caratterizzato dal ruolo primario svolto dal Senato nel governo di Roma.

I primi due consoli, assediatisi a Roma dopo la cacciata di Tarquinio il superbo,  rinforzarono da subito i poteri del Senato, tanto da innescare nella repubblica di Roma dal 509 al 367 a.C. lotte interne tra patrizi e plebei al termine delle quali ai membri del popolo fu permesso di divenire consoli del Senato.

Dal 367 al 133 a.C. Roma si espanse in Italia e nel Mediterraneo a seguito delle guerre sannitiche e delle guerre puniche. Dopo questi scontri Roma raggiunse una grande compattezza politico-istituzionale e sviluppò una forte economia.

Tuttavia, Nel I secolo a.C. la Repubblica cominciò a mostrare segni di cedimento: lo scontro tra chi appoggiava al Senato la fazione dei populares e chi quella degli optimates si inasprì, fino a condurre alla prima guerra civile.

Per cercare di risolvere le diatribe interne, nel 60 a.C. i comandanti Pompeo, Crasso e Cesare si unirono nel primo Triumvirato, che ebbe però scarso successo e non riuscì ad evitare lo scoppio della seconda guerra civile romana, tra 49 e 45 a.C., in cui furono contrapposte le legioni di Cesare e quelle degli ottimati di Pompeo.

Dopo la sconfitta di Pompeo, Cesare fu nominato dittatore di Roma. A seguito di un periodo di riforme, Cesare venne ucciso. Alla morte di Cesare, Roma visse un periodo molto instabile. 

Età imperiale

Passiamo ora all’età imperiale, espressione che designa il periodo che va dal 31 o dal 27 a.C. al 476 d.C., anno della caduta dell’impero romano d’Occidente.

In questa fase della storia romana, il Senato cedette a un singolo cittadino eminente: l’imperatore.

Il periodo imperiale fu caratterizzato fino al II secolo d.C. da una fase di prosperità e splendore, dovuto alle nuove conquiste e all’affermarsi di Roma come prima città del mondo allora conosciuto e da una profonda crisi a partire dal III secolo d.C.

Il primo imperatore di Roma, Ottaviano Augusto, fece vivere all’Urbe un periodo di pace e stabilità a Roma dopo anni di guerre civili. Da lui prese il via la dinastia Giulio-Claudia, che vide susseguirsi al potere fino al 68 d.C. gli imperatori Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone.

Con la dinastia Flavia, che governò su Roma fino al 96 d.C., i confini della città continuarono ad espandersi. Tra il 98 e il 117 d.C. Roma raggiunse il massimo livello di espansione, sotto l’imperatore Traiano.

Con la dinastia degli Antonini, che guidò Roma tra 117 e 192 d.C. si ebbe una fase prospera e pacifica, nonostante gli aumenti delle pressioni dei barbari ai confini.

La crisi dell’Impero iniziò nel III secolo d.C, per una serie di ragioni come:

  • L’eccessivo potere dell’esercito, che minava alla stabilità politica provocando costanti colpi di stato;
  • La crisi economica;
  • La pressione dei barbari sui confini;
  • La diffusione del Cristianesimo

Dopo l’stituzione della Tetrarchia, voluta da Diocleziano tra 284 e 305 d.C. iniziò la divisione dell’Impero e Roma perse il suo ruolo di capitale con la fondazione di Costantinopoli da parte dell’imperatore Costantino, che rese il Cristianesimo la religione ufficiale nel 313.

Nel 396 d.C. Teodosio I divise l’impero in una parte occidentale e in una orientale.

La profonda crisi sociale, politica ed economica dell’Impero romano d’Occidente fu inarrestabile e prestò il fianco alle pressioni barbariche: nel 476 d.C. il re barbaro Odoacre depose l’imperatore Romolo Augustolo e pose fine all’impero romano d’Occidente.

Sulla storia romana, per ora, abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie a questa ricostruzione, riuscirai a trovare spunti nuovi ed interessanti da approfondire durante il tuo percorso di studi.

LEGGI ANCHE – App su Roma: ecco le 8 da scaricare assolutamente

Commenti disabilitati su Storia romana: personaggi, storie e tappe da ricordare assolutamente Studiare a Roma

Read more

Mimica facciale: cos’è e quali sono le espressioni del viso

La mimica facciale rientra in quella parte della cinesica che riguarda il modo in cui si altera il volto delle persone. Con le espressioni del volto, gli esseri umani lasciano trasparire anche il loro pensiero e le loro emozioni, in quanto la mimica è difficilmente controllabile spontaneamente.

Il primissimo studioso che ha analizzato il valore emotivo delle espressioni facciali è stato Charles Darwin, ideatore della teoria dell’evoluzione.
Secondo Darwin, molte emozioni sarebbero state selezionate per ragioni di adattamento all’ambiente, cioè servissero a comunicare qualcosa agli altri membri della stessa specie.

In tempi più recenti, il tema è stato approfondito e sviluppato dallo psicologo americano Paul Ekman, che ha elaborato un modello scientifico per la loro interpretazione.

Ma come fare a leggere le espressioni del viso, quali sono e in cosa si differenziano? Scopriamolo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

Quello che devi sapere sulle espressioni facciali

La mimica facciale è fondamentale sia a livello personale che a livello sociale. Secondo Ekman, esistono sei emozioni universali che presentano gli stessi movimenti facciali in ogni persona, di ogni popolo e cultura. Vediamo insieme quali sono nei prossimi paragrafi.

LEGGI ANCHE – Storia della psicologia dalle origini ad oggi

Faccia sorpresa

Iniziamo a parlare di mimica facciale e linguaggio del corpo introducendo l’espressione della sorpresa. La sorpresa scatta all’improvviso ed è molto breve.

Nella mimica della sorpresa:

  • Le sopracciglia sono incurvate e rialzate;
  • Il sollevamento delle sopracciglia produce lunghe rughe orizzontali sulla fronte;
  • Gli occhi sono sgranati;
  • La mascella si abbassa e labbra e denti si dischiudono.

Faccia spaventata

L’espressione della paura si verifica quando si teme di subire un danno, fisico o psicologico.

Nella mimica della paura:

  • Le sopracciglia si sollevano e si riavvicinano;
  • Gli occhi sono molto aperti;
  • La bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all’indietro.

L’intensità della paura varia da una leggera inquietudine al terrore, e la variazione si può riscontrare nella mimica facciale; in particolare l’intensità viene notata negli occhi, e ancora di più nella bocca.

Faccia disgustata

Il disgusto indica un senso di repulsione provocato dal sapore, dall’odore o dalla vista di qualcosa di sgradevole.

Nella mimica del disgusto:

  • Il labbro superiore è sollevato;
  • Il labbro inferiore è sollevato e premuto contro il labbro superiore, oppure abbassato o lievemente protruso;
  • Il naso si arriccia e le guance sono sollevate.

Simile al disgusto c’è il disprezzo, che si può provare, a differenza del disgusto, soltanto verso persone e azioni ad esse collegate.

Nella mimica del disprezzo gli angoli della bocca sono contratti e appena sollevati e le labbra sono serrate.

Faccia arrabbiata

La faccia arrabbiata si verifica quando proviamo sensazioni di sdegno nei confronti di qualcuno.

Nella mimica della rabbia:

  • Le sopracciglia sono abbassate e ravvicinate e tra loro si vedono rughe verticali;
  • Lo sguardo è fisso e gli occhi possono apparire sporgenti;
  • Le labbra possono assumere 2 posizioni base: fortemente serrate, con gli angoli diritti o abbassati oppure aperte, tese, con un contorno squadrato come nel grido.

Faccia felice

L’espressione felice è la più ambita e desiderata. In tal caso, la mimica facciale ha queste caratteristiche:

  • La bocca può essere chiusa o aperta, i denti coperti o scoperti;
  • Le guance sono sollevate;
  • Negli angoli esterni degli occhi compaiono “zampe di gallina”.

Faccia triste

La tristezza può essere causata da diversi episodi,  dalla morte all’abbandono di una persona amata oppure dalla perdita di un’opportunità o dello stato di salute.

In questo caso la mimica facciale presenta queste caratteristiche peculiari:

  • Gli angoli interni delle sopracciglia sono sollevati;
  • La pelle scoperta sotto il sopracciglio forma un triangolo con l’angolo interno in su;
  • L’angolo interno delle palpebre superiori è sollevato;
  • Gli angoli della bocca sono piegati in giù o le labbra tremano.

Conoscere le emozioni: Master Unicusano

Saper riconoscere la mimica facciale è importante, soprattutto se sei uno psicologo o se hai intrapreso un percorso di studi di natura psicologica.

Per affinare le tue competenze in ambito psicologico, i master dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per te.

I nostri Master possono essere di I e di II livello e permettono dunque l’accesso, rispettivamente, a chi possiede una laurea di I livello e a chi possiede anche una laurea di II livello.

La didattica dei nostri Master è curata dai migliori esperti del settore, costantemente aggiornati sulle ultime novità e sugli aggiornamenti più rilevanti. I percorsi formativi vengono erogati online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Grazie alla formazione a distanza, potrai affinare le tue conoscenze organizzando liberamente il tuo tempo, senza doverti preoccupare di rinunciare al tuo lavoro.

Per iscriverti ad uno dei nostri Master, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Mimica facciale: cos’è e quali sono le espressioni del viso Studiare a Roma

Read more

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali