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Come acquisire un metodo di studio? La guida passo passo

Se sei uno studente universitario, sicuramente ti starai chiedendo come acquisire un metodo di studio davvero efficace e in grado di produrre risultati. Avere un metodo è fondamentale per raggiungere i tuoi obiettivi: sapere come studiare ti aiuterà a superare gli esami e ad apprendere tutte le competenze di cui hai bisogno con il massimo profitto e il minor tempo possibile.

Iniziamo col dire che non esiste un approccio unico per imparare a studiare in modo efficace. I metodi di studio sono personalizzati per ogni studente, proprio perché ognuno ha diverse abilità e anche diversi modi di apprendere. Una delle cose più importanti da fare, quindi, è determinare cosa funziona per te e cosa no. In questa guida ti aiuteremo a capire come acquisire un metodo di studio in grado di valorizzare le tue attitudini e farti raggiungere i tuoi traguardi. Iniziamo subito.

Ecco come costruire il tuo metodo di studio universitario

Studiare bene e velocemente è il sogno di ogni studente. E se ti dicessimo che, utilizzando un metodo, riusciresti a guadagnare tempo e a raggiungere ottimi risultati? Ecco tutto quello che devi sapere sul metodo di studio universitario.

Cos’è il metodo di studio?

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida riguarda proprio la definizione di metodo di studio, essenziale per comprendere tutti gli elementi contenuti nei prossimi paragrafi.

Per metodo di studio intendiamo tutte quelle pratiche che caratterizzano il tuo studio, dalla fase di raccolta degli appunti allo svolgimento dell’esame vero e proprio. Si tratta dell’iter che segui per apprendere le nozioni di cui hai bisogno, costruire il tuo apprendimento e gestire gli esami.

Se stai leggendo questa guida, forse hai bisogno di aggiustare il tiro e di migliorare il tuo metodo. Se, ad oggi, ti trovi in situazioni come:

  • Voti estremamente bassi
  • Difficoltà di concentrazione durante lo studio
  • Assenza di motivazione
  • Difficoltà nella gestione dell’emotività durante l’esame
  • Difficoltà nella raccolta di appunti
  • Difficoltà nell’organizzazione dello studio

probabilmente avrai bisogno di qualche consiglio utile per ribaltare la situazione. Vediamo ora da dove cominciare per migliorare il tuo studio.

1 – Parti dal tuo approccio

Troppe persone considerano lo studio un compito necessario e non un godimento o un’opportunità di apprendimento. Secondo i ricercatori, il modo in cui ti approcci a qualcosa conta quasi di più del modo in cui la fai. Che significa tutto questo? Investire in un mindset vincente e nel pensiero positivo è il primo passo per avere profitto nello studio.

Sappiamo benissimo che avere sempre livelli di motivazione ed entusiasmo molto elevati è complicato: a volte studiare potrebbe sembrarti una forzatura, ma se lo percepisci in questo modo, difficilmente riuscirai ad ottenere buoni risultati. Cosa fare, dunque, per correggere il tuo approccio allo studio?

  • Cerca di pensare in modo positivo quando studi e ricorda a te stesso le tue capacità e abilità;
  • Evita il pensiero catastrofico. Invece di pensare, “Sono un disastro, non avrò mai abbastanza tempo per studiare per questo esame,” guarda come, “potrei essere un po’ in ritardo per studiare quanto vorrei, ma da quando lo sto facendo, mi sembra già tutto più semplice”;
  • Evita il pensiero assoluto. Invece di pensare “Non riesco a studiare, non so fare nulla”, prova a ripeterti: “Non ho fatto così bene quella volta, cosa posso fare per migliorare ora?” Evita di confrontarti con gli altri, perché di solito finisci per mortificarti e per intaccare la tua determinazione.

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2 – Investi negli appunti

Se vuoi capire come acquisire un metodo di studio veloce e efficace, dovrai concentrarti molto sugli appunti. Gli appunti sono il cuore dell’apprendimento: questi racchiudono i concetti fondamentali da ricordare e da collegare tra loro. Secondo molti studenti, collegare concetti simili insieme rende più facile ricordarli durante l’esame.

Trova il tuo modo di prendere appunti, senza copiare la tecnica di qualcun altro: al massimo, prendi ispirazione per fare un buon lavoro. Assicurati di trascrivere quelle note usando le tue parole e i tuoi concetti. Non riuscire a farlo è ciò che spesso fa inciampare molti studenti nel ricordare cose importanti.

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3 – Scegli il luogo ideale

Molte persone commettono l’errore di studiare in un luogo che non agevola la concentrazione. Un posto con molte distrazioni non è adatto a diventare la tua postazione di studio. Se cerchi di studiare in un luogo caotico potresti trovare la TV o la radio a distrarti e questo non è utile al tuo apprendimento.

Scegli con cura il tuo luogo di studio: la biblioteca, la sala studio, la tua stanza o un bar tranquillo sono ottimi candidati per diventare i tuoi posti per studiare. Trovare un posto di studio ideale è importante, perché è un punto fermo su cui puoi contare per i prossimi anni.

Altra precisazione: non portare mai con te cose che non sono utili al tuo studio. Sulla tua scrivania dovrai avere solo il quaderno degli appunti e il materiale per lo studio.

4 – Programma e organizza lo studio

Al centro del metodo di studio c’è la programmazione: è proprio grazie all’organizzazione che potrai riuscire a gestire i tempi e ad ottimizzare le performance. Come programmare lo studio? Anzitutto, individua gli esami da sostenere durante la prossima sessione. Una volta individuati, impegnati a seguire le lezioni: con la didattica in e-learning dell’Università Niccolò Cusano, ad esempio, potrai organizzare il tuo tempo liberamente, perché le lezioni sono visibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 sulla piattaforma.

Una volta seguite le lezioni e raccolti gli appunti, organizza il materiale didattico da studiare e suddividilo a seconda dei giorni che hai a disposizione. Ora, chiediti quante ore hai da dedicare allo studio ogni giorno; sulla base di questo, fai una programmazione giornaliera considerando anche un margine d’errore.

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5 – Impara a gestire l’emotività durante l’esame

Acquisire un metodo di studio non significa solo prendere appunti e organizzare il materiale. Anche la sessione d’esame vera e propria richiede un metodo e un approccio vincenti. Una delle problematiche più diffuse tra gli studenti è l’incapacità di gestire lo stress durante l’esame: l’eccessivo carico emotivo rischia di metterti KO e di compromettere la tua prova. Come fare?

  • Mantieni la calma: fidati di te stesso e cerca di allontanare i pensieri negativi. Rimani concentrato solamente sulla prova da superare
  • Respira profondamente: una buona respirazione ti aiuterà a gestire meglio l’ansia da esame
  • Mostrati sicuro di te: quando arrivi, saluta sempre il professore con educazione e una vigorosa stretta di mano. Non far celare le tue insicurezze ma, al contrario, mostrati sicuro di te e di ciò che dici. Dai risposte chiare ed esaustive, mantenendo un tono di voce udibile.

Su come acquisire un metodo di studio universitario abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e migliorare ogni giorno di più le tue performance.

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Università online a Roma: le proposte per la tua formazione

Sei alla ricerca di un’Università Online a Roma? Beh, sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo come funziona la formazione erogata dall’Università Niccolò Cusano, quali sono le percorsi di laurea e i Master proposti e in che modo potresti laurearti seguendo le lezioni comodamente da casa tua.

Scegliere l’Università giusta è un compito molto delicato: se sei in procinto di diventare uno studente universitario, saprai sicuramente che da questa scelta dipenderà il tuo futuro professionale e che, dunque, richiede la massima cura e attenzione. Che tu voglia diventare avvocato, commercialista o esperto di economia, il primo passo da fare è valutare l’Ateneo migliore per le tue esigenze e scegliere la facoltà più vicina alle tue ambizioni.

Vediamo ora quali sono le possibilità offerte da Unicusano e perché la formazione online a Roma è la scelta migliore per il tuo futuro.

Ecco come funziona l’offerta formativa dell’Università Online Unicusano

Ogni momento è quello giusto per scegliere il tuo futuro professionale: nei prossimi paragrafi di questa guida ti illustreremo il funzionamento dell’Università telematica e perché questa innovativa modalità di formazione è perfetta per ogni esigenza.

Modalità e-learning: come funziona l’online a Roma?

Se stai valutando la scelta dell’Università online a Roma, sicuramente ti starai chiedendo come funziona l’erogazione delle lezioni. Nulla di più semplice: l’Unicusano adotta la metodologia telematica per erogare le lezioni e metterle a disposizione dei suoi studenti.

Questa innovativa metodologia telematica prevede che lo studente, connettendosi alla piattaforma telematica, segua le lezioni video previste dal suo piano di studi (didattica erogativa e didattica interattiva) e riceva un servizio di assistenza telematica continuativa (didattica di supporto o tutoraggio). A questo punto, gli studenti sono obbligati a:

  • Frequentare le lezioni-video previste per ogni esame, accedendo all’apposita piattaforma e fruendo di ciascun contenuto;
  • Svolgere i test di auto valutazione posti al termine di ogni modulo che compone l’esame; per poter accedere al modulo successivo, è una condizione necessaria quella di valutare la preparazione e la comprensione dello studente;
  • lo svolgimento delle domande di verifica (compito di verifica) somministrate dal professore prima dell’esame.

La modalità telematica include anche queste possibilità per gli studenti:

  • il ricevimento del professore (2 ore per 2 volte al mese*), presso l’Ateneo/in videoconferenza;
  • l’assistenza continuativa del corpo docente e dei tutor disponibili in piattaforma e con i quali lo studente potrà comunicare mediante la chat, il forum e la messaggistica.

I vantaggi dello studio online

Come avrai capito, l’Università telematica a Roma offre tantissimi vantaggi per lo studente. Ecco perché questa innovativa modalità di formazione è vantaggiosa per te:

  • Puoi seguire le lezioni quando desideri, da qualunque dispositivo: tutto ciò che ti serve è una connessione internet;
  • Puoi integrare lo studio con un’attività lavorativa: avendo piena flessibilità organizzativa, sarà più semplice per te conciliare la frequenza universitaria con un lavoro;
  • Puoi interagire con tutor dedicati e con i docenti, proprio come se fossi in una vera aula;
  • Hai a disposizione test di auto-valutazione che ti permettono di capire se sei pronto a passare al modulo successivo.

L’offerta formativa: Corsi di Laurea telematici

L’Università Niccolò Cusano propone un’offerta formativa molto vasta, che include Corsi di Laurea afferenti a diverse aree. Ecco le aree di formazione previste dalla nostra Università online:

  • Area Economica
  • Area Giuridica
  • Area Psicologica
  • Area Ingegneristica
  • Area Politologica
  • Area Formazione

Vediamo ora nel dettaglio quali sono i Corsi di Laurea previsti per ogni area.

Area Economica

I Corsi di Laurea dell’area economica sono l’ideale per tutti coloro che intendono ricevere una formazione su argomenti come economia, finanza, statistica, matematica, giurisprudenza.

La nostra offerta formativa prevede:

  • Corso di Laurea in Economia aziendale e Management (L-18)
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)

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Area Giuridica

La scelta di un percorso di studi afferente all’area giuridica ti permette di acquisire una serie di conoscenze utili sulla cultura giuridica di base nazionale, internazionale ed europea. Il percorso formativo previsto dall’Unicusano è:

  • Corso di Laurea in Giurisprudenza (LMG/01)

Il corso è di durata quinquennale e offre una serie di sbocchi professionali, dalle professioni legali tradizionali di Avvocato (del libero foro, dello Stato e delle Avvocature degli Enti pubblici), Notaio e Magistrato, all’alta dirigenza pubblica e privata. Tra le altre figure professionali che rappresentano naturale sbocco occupazionale per i laureati del Corso ci sono anche quello dell’Esperto legale in imprese (Giurista d’impresa) e in Enti pubblici.

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Area Psicologica

Molto interessanti anche i corsi di laurea dell’area psicologica, fondamentali per acquisire conoscenze nell’ambito ella psicologia e delle metodiche di studio dei processi psicologici. I corsi previsti sono:

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche psicologiche (L-24)
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia clinica e della Riabilitazione
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni

Area Ingegneristica

I corsi di laurea dell’area ingegneristica hanno molteplici indirizzi, utili per specializzarsi nelle diverse declinazioni dell’ingegneria.

Questi sono:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture
  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Edilizia
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (LM-23)
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Agroindustriale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Biomedico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Gestionale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Elettronico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Meccanico
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Produzione e Gestione
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Automotive
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Progettazione

Gli sbocchi professionali variano a seconda della specializzazione scelta.

Area Politologica

Studiare online a Roma presso l’Unicusano ti permette anche di optare per corsi di laurea affini all’area politologica, utili per acquisire una formazione in campo, politologico, economico e giuridico. I corsi attualmente offerti dal nostro Ateneo sono:

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

Gli sbocchi occupazionali sono molteplici e vanno dalle “classiche” professioni diplomatiche all’occupazione nella Pubblica Amministrazione, fino alla carriera politica.

Area Formazione

Concludiamo il nostro approfondimento sui corsi di laurea online Unicusano con l’offerta formativa dell’area formazione. I corsi di laurea attualmente previsti dal nostro Ateneo sono:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

Non solo corsi di laurea: Master e Corsi di Specializzazione Online

L’Università online di Roma Unicusano non offre solamente Corsi di Laurea con la metodologia telematica: è possibile anche scegliere tra un ventaglio di offerte relative a Master universitari online e Corsi di Specializzazione, utili per proseguire la tua formazione.

I Master offerti sono sia di I che di II Livello e si articolano nelle seguenti aree:

  • Area Formazione e Mondo Scuola
  • Area Economico Giuridica
  • Area Psicologica
  • Area Forze Armate
  • Area Politologica
  • Area Medico Sanitaria
  • Area Ingegneristica

Per conoscere nel dettaglio tutti i Master e Corsi di Specializzazione disponibili, vai su Unicusano.it e, nella voce Didattica, seleziona “Master” oppure “Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale”.

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I 10 inventori italiani più famosi della storia

Quali sono gli inventori italiani più famosi? Beh, la storia è piena di invenzioni portate alla luce da menti brillanti che hanno fatto la storia del nostro Paese. Dal campo delle tecnologie a quello medico, l’Italia può vantare un gran repertorio di invenzioni famose, che hanno contribuito al progresso e alle tecnologie di oggi.

In questa guida ti racconteremo le 10 invenzioni italiane più famose associate al loro scopritore, per soddisfare tutte le tue curiosità in merito. Sicuramente rimarrai sorpreso: siamo certi che non sapevi che tutte queste invenzioni siano ad opera di italiani. Se sei pronto, iniziamo subito.

La top ten di invenzioni famose ad opera di italiani

È risaputo che esista una lunga tradizione di invenzioni italiane, che spaziano dall’arte e architettura al cibo e alla tecnologia. Fin dai tempi antichi, la nostra penisola è stata teatro perfetto per la creatività, il genio e i pensatori non conformisti. Pensa, ad esempio, a personalità del calibro di Galileo Galilei, Leonardo da Vinci, Michelangelo.  

Ci sono tantissime innovazioni, anche di uso quotidiano, che portano la firma di un italiano: ecco le 10 più famose.

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1 – Motore a scoppio di Enrico Bernardi

Apriamo la nostra top ten di inventori italiani con Enrico Bernardi che, nel 1880, perfezionò il motore a scoppio, parallelamente a quello approntato da Benz, per poi brevettarlo nel 1882.

I suoi primi studi sperimentali risalgono già al 1874;  il brevetto industriale ottenuto nel 1882 anticipò di qualche mese sia il tedesco Benz che Daimler. Nel 1880 e 1884 mise a punto due prototipi di applicazione del motore a scoppio ad oggetti domestici. Possiamo dire che Bernardi fu il precursore dell’automobile.

2 – Idromassaggio di Candido Jacuzzi

Chi di noi non si è mai rilassato in una vasca idromassaggio? Beh, forse non sai che la prima vasca idromassaggio aveva funzioni ben diverse da quelle che ha oggi:  questa, infatti, è stata progettata come dispositivo idroterapico per alleviare il dolore. L’idromassaggio fu inventato nel 1949 da Candido Jacuzzi, un immigrato italiano negli Stati Uniti, per suo figlio Kenny, che soffriva di artrite reumatoide.

3 – Microchip di Federico Faggin

Parlando di inventori famosi nel campo dell’elettronica, non possiamo non citare Federico Faggin.

Faggin si trasferì in America negli anni ’70 e fu assunto dalla Intel. Proprio in Intel il fisico vicentino applicò la tecnologia SGT per progettare il primo microprocessore commerciale al mondo (Intel 4004), e gli altri microprocessori come l’8008, il 4040, e infine l’8080, vale a dire il primo microprocessore veloce a 8 bit che ampliò radicalmente la gamma di applicazioni.

4 – Pila elettrica di Alessandro Volta

La pila di Alessandro Volta è nota per essere il primo generatore statico di energia elettrica mai realizzato.

L’invenzione della pila derivò da una serie di esperimenti condotti da Volta verso la fine del XVIII secolo che riprendevano studi precedenti di Luigi Galvani sull’elettricità. Denominata inizialmente organo elettrico artificiale oppure apparato elettromotore, venne battezzata poi pila per via della sua struttura caratteristica. Il nome pila, come sai, è tutt’ora di uso comune e indica, generalmente, tutte le batterie per apparecchi elettrici.

La pila permise a Volta di conquistare numerosi riconoscimenti, come la medaglia d’oro da parte di Napoleone Bonaparte e un premio in denaro.

5 – Telefono di Antonio Meucci

Tra gli inventori italiani famosi citiamo senza dubbio Antonio Meucci, passato alla storia per aver sviluppato un dispositivo di comunicazione vocale, il telettrofono, riconosciuto come il primo telefono.

Sull’invenzione del telefono e la sua paternità non sono mancate (e non mancano tutt’ora) le polemiche: il brevetto del telefono fu ufficialmente intestato per la prima volta ad Alexander Graham Bell, che è anche noto nella cultura popolare mondiale e nella comunità scientifica internazionale come l’inventore dell’apparecchio. Tuttavia, una risoluzione approvata dal Congresso degli Stati Uniti d’America del 2002 ha riconosciuto a Meucci i suoi meriti nell’invenzione di uno dei dispositivi che ha cambiato il nostro modo di comunicare.

6 – Moka di Bialetti

Un’invenzione iconica del made in Italy è la Moka, introdotta nel 1933 da Bialetti con il contributo di Luigi de Ponti. Attualmente la moka è un prodotto di disegno industriale italiano famoso in tutto il mondo, presente nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Nonostante le modifiche subite negli anni, la moka è rimasta fedele al prototipo originale ed ancora oggi simbolo della tradizione nostrana nel mondo.

7 – Radio di Guglielmo Marconi

Tra le invenzioni italiani celebri c’è sicuramente la radio, un altro fondamentale mezzo di comunicazione ideato da Guglielmo Marconi.

Con i suoi esperimenti sulla trasmissione senza fili, Marconi mandò e ricevette nel 1901 il primo segnale radio transatlantico. Il suo lavoro pionieristico gli valse un premio Nobel per la fisica, insieme a Karl Ferdinand Braun.

La società di Marconi inaugurò, nel 1907,  il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l’Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l’SOS senza fili. L’utilità del radio soccorso in mare si palesò già nel 1909, con il primo eclatante soccorso navale che portò al salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico statunitense “Republic”, che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano “Florida”.

8 – Pianoforte di Bartolomeo Cristofori

Un grande inventore italiano nel campo musicale fu Bartolomeo Cristofori, riconosciuto come l’inventore del pianoforte. Il padovano Cristofori approdò alla corte fiorentina di Cosimo III de’ Medici, a partire dal 1698; in questi anni mise a punto un “gravicembalo col piano e forte”, chiamato verso la fine del Settecento con il nome pianoforte, piano-forte, ed anche “fortepiano” (come risulta dalle locandine coeve dei concerti di Beethoven ed altri grandi compositori dell’epoca in cui il pianoforte andò affermandosi).

9 – Polipropilene isotattico di Giulio Natta

Il polipropilene isotattico fu inventato negli anni cinquanta dal chimico imperiese Giulio Natta che, per questa invenzione, vinse il Premio Nobel per la chimica del 1963.

Si tratta di una materia plastica molto utilizzata nell’industria, che ad oggi trova largo impiego nell’ambito idrosanitario come tubi di scarico e sifoni, e uso casalingo come vasche, secchi.

10 – Vespa di Corradino d’Ascanio

Chiudiamo questa top ten di inventori italiani con Corradino d’Ascanio, il celebre inventore della Vespa. La Vespa è un modello di scooter della Piaggio, brevettato nel 1946, che rappresenta uno dei disegni industriali più famosi al mondo e simbolo del design italiano.

Una curiosità? L’origine del nome Vespa sembra derivi da un’esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: “sembra una vespa!”, per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria che vista dall’alto la rendono somigliante all’insetto.

Sugli inventori italiani abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che continuare a seguire gli aggiornamenti del nostro blog e leggere le curiosità e gli aneddoti più interessanti per la vita di uno studente universitario.

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Come diventare dirigente aziendale: studi e possibilità

Come diventare dirigente aziendale? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra gli studenti di economia che desiderano fare carriera all’interno di un’Azienda.

Quello del manager è uno dei lavori più ambiti: il suo compito è proprio quello di monitorare e dirigere l’impresa (o un comparto aziendale) in modo da raggiungere gli obiettivi dell’Azienda. Si tratta, come potrai immaginare, di una figura chiave che, come tale, deve avere una formazione e delle skill molto specifiche.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti sveleremo come si diventa manager d’azienda e quali sono i passaggi per intraprendere questa professione, dal percorso di studi alle abilità da sviluppare. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come diventare manager d’azienda

Dare una definizione di manager d’azienda non è semplice. In linea generale, possiamo dire che si tratta di quel professionista che, grazie a competenze professionali e poteri gerarchici e funzionali, è in grado di far applicare le direttive dell’Amministratore Delegato, coordinando e vigilando il lavoro dei collaboratori.

Per scoprire come diventare dirigente aziendale, continua a leggere questa guida: ti sveleremo tutto nei prossimi paragrafi.

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Cosa fa un dirigente d’azienda?

La prima cosa da capire riguarda proprio le mansioni del dirigente d’azienda. In generale, possiamo dire che il Il manager è quel professionista che, in accordo con l’Amministratore Delegato, imposta gli obiettivi aziendali e si assicura di raggiungerli tenendo conto delle risorse e delle opportunità a disposizione.

Si tratta di una figura di raccordo che coordina tutto il team e lo stimola a raggiungere gli obiettivi preposti. Oltre a questo, il dirigente d’azienda collabora spesso nella scelta del personale e nella distribuzione delle risorse all’interno dell’impresa e dei vari comparti.

Chiaramente, per poter svolgere al meglio questa professione, servono una serie di conoscenze e abilità. Vediamo insieme quali sono.

Conoscenze e abilità

Per essere un buon responsabile d’azienda non basta avere delle forti conoscenze in ambito economico – commerciale: servono, infatti, una serie di skills indispensabili per poter svolgere al meglio questa professione.

Un buon manager ha:

  • Capacità di leadership, fondamentale per incentivare i collaboratori al raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • Abilità di comunicazione, utili sia per ottimizzare la comunicazione all’interno dell’azienda, sia per comunicare con clienti e fornitori;
  • Un approccio flessibile e dinamico: essere al passo con i tempi è fondamentale per un manager. L’innovazione è al centro del processo di crescita: un buon dirigente deve saper sviluppare anche questo ramo;
  • Una buona gestione dello stress: come per ogni ruolo di responsabilità, la gestione dello stress e la capacità di lavorare sotto pressione sono abilità indispensabili.

Completa il quadro una conoscenza approfondita delle lingue straniere, in particolare dell’inglese. Anche le abilità informatiche sono gradite per chi si occupa di management.

Quanto guadagna un dirigente aziendale?

Parlando dello stipendio di un manager aziendale, possiamo dire che questo varia a seconda di diversi fattori, a partire dalla tipologia di impiego e dal livello di seniority.

In generale, possiamo dire che si tratta di un lavoro molto ben retribuito: tutto dipende dal grado di responsabilità, dalla tipologia di impresa e dall’esperienza del manager. Secondo alcune statistiche, lo stipendio medio di un manager si aggira intorno ai 4.000 euro al mese.

Il percorso di studi del dirigente aziendale: Laurea e Master

Per capire come diventare dirigente aziendale, è fondamentale conoscere il percorso di studi più adatto per intraprendere questa professione.

Le facoltà che hanno maggiore attinenza con questa professione sono senza dubbio quelle di indirizzo economico, visto che gran parte delle responsabilità di un manager riguardano proprio questioni economico-commerciali e di marketing.

Dopo la laurea, il manager può specializzarsi seguendo un Master, come ad esempio il Master Unicusano in MBA.

Tornando alla laurea, che rappresenta il primo passo per diventare manager, abbiamo una soluzione per te: i Corsi di laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano.

La nostra offerta formativa prevede:

Il corso di laurea in Economia aziendale e Management è perfetto per chi ha intenzione di intraprendere una professione che ha a che fare con il mondo delle imprese. Il percorso di studi, di durata triennale, è l’ideale per acquisire tutte le conoscenze di cui hai bisogno nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative.

In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali. Il Corso di Laurea triennale in Economia comprende l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

Dopo la laurea triennale, potrai approfondire i tuoi studi e le tue conoscenze con il Corso di laurea magistrale in Scienze economiche.

La didattica dei nostri corsi viene erogata online, grazie ad una innovativa piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Su come diventare dirigente aziendale abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai nostri corsi di laurea o ai nostri master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Buoni propositi per l’anno nuovo? Ecco come mantenerli

Siamo certi che, con l’inizio del 2019, anche tu abbia stilato una lista di buoni propositi per l’anno nuovo. 

L’inizio di un nuovo anno è il momento perfetto per trasformare la tua vita: per questo la maggior parte delle persone prepara una lista di buone intenzioni da mettere in atto.

Un nuovo anno spesso sembra un nuovo inizio, una grande opportunità per eliminare le cattive abitudini e stabilire nuove routine che ti aiuteranno a crescere psicologicamente ed emotivamente. Ma ti sei chiesto come fare per mantenere i buoni propositi per il nuovo anno?

Beh, sicuramente i buoni propositi sono più facili da formulare che da rispettare: per molti è già un’impresa riuscire a mantenere la determinazione oltre le prime settimane di gennaio. In questa guida ti spiegheremo come fare per realizzare i tuoi desideri e i tuoi obiettivi per il nuovo anno. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come realizzare i desideri per l’anno nuovo

Stilare una lista di buoni propositi è un’abitudine molto diffusa; tuttavia, secondo alcune ricerche condotte negli USA, solo il 9% delle persone ha ammesso di aver avuto successo nel raggiungimento dei propri obiettivi. Alcune dei desideri più comuni per l’anno nuovo includevano la perdita di peso, l’adozione di scelte finanziarie migliori, l’abbandono del fumo e il trascorrere più tempo con la famiglia.

Tuttavia, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Psychology, le persone che si preoccupano di pensare ai buoni propositi per l’anno nuovo hanno una possibilità di 10 volte superiore di cambiare abitudini rispetto a chi non lo fa. Dunque, fissarti degli obiettivi è importante, ma lo è ancora di più riuscire a raggiungerli. Il nuovo anno rappresenta, nella nostra concezione, un nuovo inizio e dà l’idea di avere a disposizione un lasso temporale molto ampio per prepararsi all’azione.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere per raggiungere davvero i tuoi traguardi per l’anno nuovo e modificare le tue abitudini.

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1 – Datti obiettivi semplici da raggiungere

Il primo e più comune errore che si fa quando si scrivono i buoni propositi è darsi degli obiettivi troppo ambiziosi e irraggiungibili. A volte le persone pretendono di revisionare completamente il loro intero stile di vita: questo rischia solamente di creare delusione e senso di colpa.  Migliorare se stessi è importante, ma la ricetta per il successo è quello di farlo a piccole dosi: non puoi pretendere di cambiare tutta la tua vita in pochi giorni.

La soluzione? Focalizzati su un macro obiettivo annuale, ma “scomponilo” in piccoli obiettivi raggiungibili davvero. Se, ad esempio, uno dei tuoi propositi è quello di perdere 10 chili, non importi di farlo in due mesi. Cerca di concentrarti su un percorso e su un vero cambiamento del tuo stile di vita e della tua dieta: un obiettivo raggiungibile potrebbe essere, ad esempio, perdere due chili al mese ed eliminare cibi spazzatura dalla tua dieta.

2 – Esci dalla tua zona di comfort

L’inizio di un nuovo anno ci dà la possibilità di provare cose nuove e di aggiungere nuove prospettive alla nostra visione: per questo è importante cercare di uscire dalla zona di comfort e fare nuove esperienze.

Metterti in situazioni in cui non ti senti proprio a tuo agio ti aiuterà molto a superare le paure e a crescere sfidando te stesso. Procrastinare e evitare ciò che ti fa paura non ti aiuterà ad evolverti davvero. La soluzione è affrontare ciò che ti mette paura a piccoli passi. Ad esempio, se hai paura di parlare in pubblico, frequenta un corso di public speaking o di teatro, per capire come gestire il tuo corpo, la tua voce, la tua gestualità.

3 – Non ridurti all’ultimo minuto

La pianificazione è una parte essenziale del raggiungimento di qualsiasi obiettivo.

Il tempo che investi nella pianificazione non è affatto tempo sprecato. Avere un piano dettagliato dei tuoi obiettivi ti permette di gestire al meglio il tempo e raggiungere i tuoi risultati nei tempi previsti. Cosa fare, dunque? Prendi carta e penna e metti nero su bianco la tua lista di buoni propositi e i tempi per realizzarli. Questo ti permetterà di elaborare le migliori strategie per il successo e di avere sempre sotto controllo la situazione, senza ridurti all’ultimo momento.

Nel tuo percorso potrai trovare diversi ostacoli: sapere cosa devi fare per raggiungere quell’obiettivo ti aiuterà a tenerti lontano dalle insidie e dalle difficoltà che potresti trovare, guidandoti nella loro risoluzione.

4 – Agisci sulle tue abitudini

Alla fine di ogni anno, tendiamo spesso a fare un bilancio delle cattive abitudini che abbiamo sviluppato. Tra i buoni propositi per l’anno nuovo, i più comuni sono proprio quelli che hanno a che fare con un cambio di abitudini.

Un esempio? Smettere di fumare. Tutti sappiamo che il fumo fa male: perché, allora, c’è chi non riesce a smettere? Secondo Duhigg, uno dei più importanti studiosi delle abitudini, un’abitudine si compone di tre elementi: un problema, una routine e una ricompensa.

Vediamolo nel concreto:

  • Problema: Mi sento stanco
  • Routine: Fumo una sigaretta
  • Ricompensa: Mi sento stimolato

Per rompere questa routine, secondo Duhigg, è importante individuare qualcosa che vada a sostituire quella routine dannosa, pur rispondendo allo stesso problema e ottenendo la stessa ricompensa. Cosa potrebbe farti sentire meno stanco e darti quella carica in più di cui hai bisogno, che non sia una sigaretta? Un esempio potrebbe essere un caffé o una spremuta d’arancia. Spezzare il ciclo della routine è più semplice di quanto sembri: lavora su questo processo e inizia ad intervenire su un’abitudine alla volta.

5 – Prenditi delle pause

Pensare ossessivamente ad un obiettivo potrebbe allontanarti ancora di più dal suo raggiungimento. Saper ascoltare se stessi è fondamentale, soprattutto in un percorso di cambiamento.

Fare alcune brevi pause durante il giorno può aiutarti a liberare la tua mente e a recuperare l’energia che ti serve. Durante questi pochi minuti di inattività, bere un bicchiere d’acqua, concentrarsi sulla respirazione o uscire sono soluzioni ideali per spezzare la routine giornaliera e ritagliarti un attimo di tranquillità.

Connettiti con te stesso e osserva cosa c’è dentro e intorno a te. Se lo desideri, inizia ad avvicinarti alla meditazione, utile anche per abbassare lo stress e allontanare le tensioni.

6 – Non mollare

Il problema dei buoni propositi per l’anno nuovo è che spesso vengono abbandonati all’inizio del mese di febbraio, magari dopo una delusione.

In un percorso i momenti di sconforto fanno parte del gioco: se improvvisamente ricadi in una cattiva abitudine, non vederlo come un fallimento. Il percorso verso il tuo obiettivo non è diretto e ci saranno sempre delle sfide.

Cerca di vivere le ricadute come opportunità di apprendimento. Analizza la sfida che stai affrontando e cerca di capire quali sono le ragioni che ti hanno indotto a tornare sui tuoi passi. Non arrenderti, ma ricomincia con ancora più determinazione.

Su come realizzare i buoni propositi per l’anno nuovo abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica tutti i consigli dell’Università Niccolò Cusano e raggiungere tutti i tuoi nuovi obiettivi.

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Come si diventa educatore professionale: studi e possibilità

Se sei uno studente dei nostri corsi di laurea dell’area formazione (o vorresti diventarlo), sicuramente ti sarai chiesto diverse volte come si diventa educatore.

La professione di educatore è una delle più ricercate nel mercato del lavoro. Si tratta di una professione che richiede un forte contatto con le persone: per questo, oltre alle conoscenze tecniche, c’è bisogno di grande sensibilità e una capacità empatica.

L’educatore sociale si trova spesso in contesti molto difficili da trattare, a contatto con persone affette da disabilità fisica e psichica, malattie mentali, disagi legati alla terza età. L’operatore può trovarsi anche a contatto con persone tossicodipendenti o che hanno subito delle violenze. Un lavoro senza dubbio impegnativo, ma che può dare grandi soddisfazioni.

in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come diventare educatore professionale, dal percorso di studi da intraprendere a tutte le competenze da padroneggiare per poter svolgere al meglio questo lavoro. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come diventare educatore professionale

Diventare un educatore professionale è il tuo sogno nel cassetto? Sei nel posto giusto: nei prossimi paragrafi ti diremo quali sono i passaggi da fare per lanciarti in questa professione.

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Chi è l’educatore professionale?

Per capire come si diventa educatore professionale, è fondamentale capire quali sono le caratteristiche di questo professionista e in che contesti opera.

Come abbiamo accennato, si tratta di una figura professionale che ha come obiettivo quello di reinserire socialmente tutti quei soggetti che vivono delle situazioni di disagio o che sono affetti da particolari patologie. In particolare, l’educatore professionale è in contatto con:

  • Persone affette da disabilità fisica o psichica, siano adulti o minori;
  • Soggetti affetti da Aids o con problemi di dipendenza (alcol, droghe)
  • Anziani
  • Carcerati

Cosa fa l’educatore

Come avrai capito, il ruolo dell’educatore professionale è assai complesso. Ci sono una serie di attività ascrivibili a questo professionista, spesso gestite in sinergia con altre figure professionali come l’assistente sociale e lo psicologo.

Abbiamo detto che il compito principale di un educatore è quello di reinserire in società persone con particolari problematiche. Per fare questo, sono necessari interventi educativi e riabilitativi nell’ambito di un progetto terapeutico più ampio. Le attività svolte dall’educatore possono essere riassunte in questi punti:

  • Rendere autonomo il soggetto quanto più possibile, attraverso il recupero delle sue potenzialità;
  • Organizzare e coordinare, insieme ad un equipe terapeutica, il progetto educativo sulla base delle strutture e delle risorse a disposizione;
  • Lavorare con le famiglie e nel contesto sociale dei soggetti assistiti, per rendere il reinserimento più semplice.

L’educatore professionale può lavorare come dipendente o come libero professionista all’interno di strutture e servizi socio-sanitari pubblici (come ospedali, carceri, ma anche Province, Regioni, Comuni) o in strutture residenziali e semiresidenziali private (come case di riposo, case di cura, centri di accoglienza o cooperative). Talvolta questo professionista può occuparsi anche di assistenza a domicilio

Se ti stai chiedendo quanto guadagna un educatore professionale, questo può variare in base a diversi fattori, come il livello di esperienza e la tipologia di occupazione. A seconda del contratto (dipendente, collaborazione) e dalla natura dell’ente per cui si lavora (pubblico o privato) possono esserci delle variazioni nello stipendio anche significative.

Competenze e abilità

Se ti stai chiedendo come si diventa educatore, sicuramente sarai interessato a conoscere le abilità che questa figura professionale deve avere. Accanto alle competenze meramente tecniche, sono necessarie una buona capacità di analisi, un gran livello di empatia e una predisposizione a relazionarsi con gli altri in maniera assertiva.

Anche la gestione dello stress è fondamentale per essere un buon educatore: avrai a che fare con persone con storie difficili e mantenere i nervi saldi è una priorità. Essendo una professione che si relaziona a molte altre, come lo psicologo e l’assistente sociale, dovrai essere in grado di lavorare in team.

Senza dubbio si tratta di una professione dove la “vocazione“ ha un ruolo centrale: ci vogliono impegno, dedizione e responsabilità, oltre ad una grande voglia di mettersi al servizio degli altri.

Dal punto di vista delle conoscenze, sicuramente un buon educatore professionale avrà assorbito nozioni di psicologia, sociologia, pedagogia, antropologia, filosofia, scienza della formazione. Molto utile anche avere buone conoscenze informatiche per l’utilizzo di software e l’accesso a database. Preziose anche le conoscenze in ambito giuridico e linguistico: graditi fondamenti di diritto, geografia, storia e dimestichezza con la lingua inglese, scritta, letta e parlata.

Studiare per diventare educatore: Corsi di Laurea Unicusano

Alla luce di quanto detto finora, rispondiamo alla domanda “Come si diventa educatore professionale” parlando nello specifico del percorso di studi da intraprendere.

Per intraprendere la professione, i Corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano afferenti all’area formazione rappresentano la soluzione ideale per te.

La nostra offerta formativa prevede:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

Il Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione, declinato in due curriculum, ha come obiettivo la formazione dell’operatore professionale socio-pedagogico, con una preparazione specifica per affrontare:

  • Servizi educativi per l’infanzia da 0 a 3 anni, servizi extrascolastici, per l’inclusione e la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica;
  • Interventi nei servizi socio-educativi per lo sviluppo della persona e della comunità territoriale, e in particolare per: i servizi per la genitorialità e la famiglia; servizi educativi per le pari opportunità; servizi educativi di promozione del benessere e della salute; servizi educativi, ludici, artistico-espressivi e del tempo libero per soggetti di ogni età; servizi per anziani; servizi per l’integrazione degli immigrati e dei rifugiati e per la formazione interculturale; servizi per la rieducazione e la risocializzazione di soggetti detenuti e servizi di assistenza ai minori coinvolti nel circuito giudiziario e penitenziario;
  • Servizi alla persona a supporto della prevenzione e rieducazione cognitivo-funzionale, al fine di rispondere alla promozione del benessere fisico, psichico e sociale, nonché come supporto atto a favorire l’inclusione nelle situazioni di diversa abilità.

Tutti i percorsi formativi sono curati dai massimi esperti del settore ed erogati online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. In questo modo potrai facilmente coniugare la tua attività di studente con una possibile occupazione, programmando con largo anticipo il tuo studio. Al termine del percorso di studi triennale, potrai approfondire e proseguire i tuoi studi con un corso di laurea magistrale.

Su come si diventa educatore abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Se desideri fare un passo avanti verso la costruzione della tua carriera, iscriviti ai corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Cos’è l’IRPEF: quello che devi sapere

Se ti interessi di economia o se sei uno studente dei nostri corsi di laurea dell’area economica, avrai sicuramente sentito parlare di IRPEF. Dirti cos’è l’IRPEF e come funziona è fondamentale per introdurre una serie di concetti legati alle imposte, che affronterai nel tuo percorso di studi e che ti saranno utili nella tua professione, ma anche nella vita.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche, abbreviata con l’acronimo IRPEF, è un’imposta diretta, personale, progressiva e generale, in vigore nella Repubblica italiana. Ad oggi, questa imposta è regolata dal testo unico delle imposte sui redditi, emanato con DPR 22 dicembre 1986 n. 917.

Per sapere come si calcola l’IRPEF e chi deve pagarlo, continua nella lettura: ecco tutto quello che devi sapere su questa imposta diretta.

Tutte le informazioni da conoscere sull’IRPEF

L’IRPEF è, senza dubbio, tra le imposte più importante del sistema tributario italiano, che riguarda oltre 40 milioni di contribuenti. Capire come funziona il calcolo IRPEF è importante per comprenderne a fondo i meccanismi che ne regolano il funzionamento. Per scoprire tutto sull’IRPEF, siediti e mettiti comodo: troverai le informazioni che ti servono nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Cos’è l’IRPEF: una definizione

La prima cosa che vogliamo fare in questa guida è chiarire che cos’è l’IRPEF, dando una definizione di questa tassa. Per IRPEF si intende

Un’imposta personale e progressiva sui redditi, ovverosia calcolata in base al reddito percepito sia dal lavoratore dipendente, sia dal pensionato o dal lavoratore autonomo.

Si tratta dunque di quell’imposta  che grava sul reddito delle persone fisiche, nonché la principale imposta che si paga in Italia: secondo le stime, circa il 30% della cassa dello Stato viene riempita dal gettito IRPEF.

Come funziona l’IRPEF?

Il meccanismo di funzionamento dell’IRPEF è molto semplice da capire e si basa su un sistema progressivo. Che significa? Dal punto di vista pratico, vuol dire che la quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso. L’aliquota IRPEF cambia, dunque, in proporzione al reddito percepito. In base agli aggiornamenti delle normative fiscali, le aliquote possono subire delle variazioni: è sempre bene conoscere quelle in vigore in un determinato momento.

Per fare un esempio concreto, poniamo il caso di un lavoratore dipendente che percepisce un reddito di 20.000 euro. In questo caso, l’imposta dovuta è pari a circa il 17 per cento. Questo risultato, come abbiamo detto, è frutto dell’applicazione di aliquote crescenti sui diversi scaglioni di reddito ed inoltre di deduzioni dal reddito e detrazioni d’imposta.

Deduzioni e detrazioni: quali sono le differenze

Spesso, quando si parla di IRPEF, si ricorre a due termini: deduzioni e detrazioni. Nonostante vengano spesso sovrapposti, in realtà si tratta di concetti ben diversi fra loro:

  • Le detrazioni consentono la riduzione dell’imposta lorda, determinando così quella netta. Possono essere riconosciute per spese sostenute dal contribuente, oppure sono legate alla sua condizione, come quella di lavoro dipendente, pensionato, persona che ha familiari a carico e così via;
  • Le deduzioni, invece, prevedono la sottrazione di un determinato importo dal reddito imponibile prima che su questo vengano applicate le aliquote dell’imposta, diventando dunque esente dalla tassazione.

Su cosa si paga l’IRPEF

Come abbiamo detto quando abbiamo parlato di che cos’è lRPEF, abbiamo stabilito che questa imposta si paga su tutti i redditi prodotti, che possono essere di 6 tipologie:

  • Redditi da lavoro autonomo (ad esempio quello percepito dai liberi professionisti come commercialisti, architetti o avvocati);
  • Redditi di capitale, derivanti dall’impiego di capitale;
  • Redditi di lavoro dipendente;
  • Redditi fondiari derivanti dal possesso di terreni;
  • Redditi diversi, che possono essere ad esempio quelli che riguardano una vincita;
  • Redditi di impresa.

Quando non si paga l’IRPEF?

Ci sono dei contribuenti esenti dal pagamento dell’IRPEF? Diciamo che esiste una no tax area, per cittadini in particolari condizioni economiche.

Ad esempio, c’è l’esonero dal pagamento in condizioni come queste:

  • Lavoratori dipendenti con un reddito annuo inferiore a 8.000 euro;
  • Lavoratori autonomi con un reddito annuo inferiore a 4.800 euro;
  • Redditi di soli fabbricati fino a 500 euro;
  • Redditi di terreni per un valore che non supera i 185,92 euro.

Sottolineiamo ancora una volta che queste condizioni potrebbero cambiare con il cambiare della legge in merito; per tale ragione è sempre bene informarsi con attenzione sui siti governativi.

Studiare economia: Corso di Laurea Unicusano

Studiare economia è la tua ambizione? Conoscere nel dettaglio i meccanismi di funzionamento delle imposte italiane ti interessa e vorresti intraprendere una carriera nel campo?

Inizia iscrivendoti ai corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano dell’area economica. Grazie ai nostri corsi, apprenderai una serie di conoscenze nel campo dell’economia, della finanza, della matematica, del diritto e della statistica.

I corsi di laurea economici sono:

La didattica dei nostri corsi è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Per iscriverti ai nostri corsi di laurea, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Frasi sulla perseveranza: ecco le migliori da tenere a mente

Tutti noi abbiamo momenti nella vita in cui mantenere alti i livelli di determinazione è difficile. Possono esserci, in ogni momento, periodi di stress che inficiano sulle tue prestazioni lavorative o universitarie, rendendoti più vulnerabile e incline alla rinuncia.

Per questo abbiamo pensato alla risorsa ideale per te: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma abbiamo raccolto aforismi e frasi sulla perseveranza che ti aiuteranno a ritrovare la motivazione perduta e ad affrontare ogni cosa con la giusta carica.

Dagli aforismi sulla determinazione a quelli sulla costanza, troverai più di 30 frasi che ti orienteranno verso la risoluzione dei tuoi problemi e aumenteranno la tua fiducia in te stesso. Se sei pronto, iniziamo subito.

Le migliori frasi sulla costanza e sulla determinazione utili per motivarti

Quante volte, di fronte ad un ostacolo, hai detto a te stesso: “non ce la posso fare?”. Le parole sono importanti: avere delle convinzioni autolimitanti ti allontana dal tuo obiettivo. Ecco qualche aforisma sulla perseveranza che ti aiuterà a ritrovare la giusta forza per raggiungere i tuoi traguardi professionali o accademici.

15 frasi sulla tenacia

Apriamo la nostra guida dedicata agli aforismi sulla determinazione e la perseveranza con 15 frasi bellissime sul concetto di tenacia.

La tenacia è la capacità di non mollare, di rimanere focalizzato sull’obiettivo anche quando qualcosa va storto. Ecco le citazioni più belle su questo tema:

  • Molti fallimenti nella vita sono di persone che non si rendono conto di quanto fossero vicine al successo quando hanno rinunciato – Thomas Edison
  • Il talento non basta: occorre tenacia. Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra tenace, ma senza talento, sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori – Beppe Severgnini
  • Lasciate che vi dica il segreto che mi ha portato al successo. La mia forza risiede soltanto nella mia tenacia – Louis Pasteur
  • La differenza tra una persona di successo e un’altra non è una mancanza di forza, non una mancanza di conoscenza, ma piuttosto una mancanza di volontà – Vince Lombardi
  • Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale – Alessandro Baricco
  • Le Sei Perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente – Dalai Lama
  • Io penso che tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti. Non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi – Jim Rohn
  • La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo – Robert Half
  • La perseveranza è la virtù per cui tutte l’altre virtù fanno frutto – Arturo Graf
  • Con un talento ordinario e una straordinaria perseveranza, tutte le cose sono raggiungibili – Thomas Fowell Buxton
  • Fai la cosa che pensi di non poter fare. Fallisci. Provaci ancora. Fai meglio la volta successiva. La sola gente che non cade mai sono quelli che non salgono mai sulla corda tesa. Questo è il tuo momento. Possiedilo. – Oprah Winfrey
  • Colui che sa essere costante, che sa perseverare, che ha misura nelle parole e autocontrollo, che mai alza la voce, ebbene, costui si avvicina all’elevazione – Confucio
  • La perseveranza è fallire per 19 volte e avere successo la ventesima – Julie Andrews
  • Devi avere fiducia nelle tue capacità, e poi essere abbastanza tenace da esplicarle – Rosalynn Carter
  • I tre elementi essenziali per ottenere qualsiasi cosa valga la pena avere sono; primo, duro lavoro, secondo, perseveranza, e terzo, buonsenso – Thomas Edison

5 frasi sulla costanza

Ora che abbiamo visto i 15 migliori aforismi sulla tenacia, procediamo con 5 bellissime frasi sulla costanza pronunciate da personalità che, grazie a questa dote, hanno raggiunto i massimi picchi nei loro rispettivi settori.

Eccole qui:

  • La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio – Victor Hugo
  • Avere un obiettivo chiaro nella mente, qualcosa che si vuole davvero, credere in se stessi ed essere tenaci, e fare di tutto per non lasciarsi distrarre dallo scopo. Negli affari, nella vita familiare, nello sport, nella politica, seguite queste semplici regole, e le vostre probabilità di successo saranno astronomicamente alte – Dale Carnegie
  • Quelli che rinunciano sono più numerosi di quelli che falliscono – Henry Ford
  • L’uomo che sposta una montagna comincia portando via piccole pietre – Confucio
  • Non fermatevi là dove siete arrivati – Pitagora

Proverbi sulla perseveranza

Oltre alle frasi sulla perseveranza, la cultura italiana è davvero ricca di proverbi che incitano a non mollare, a mantenere il focus e a lavorare sulla propria determinazione.

Curioso di conoscere i più belli? Eccone alcuni:

  • A goccia a goccia s’incava la pietra
  • Vince colui che soffre e persevera
  • La lima consuma il ferro
  • Il buon nocchiero muta vela, ma non tramontana
  • Impara e continua
  • Buona incudine non teme martello
  • Col tempo una foglia di gelso diventa seta
  • La fatica promette il premio, e la perseveranza lo porge

3 consigli per lavorare sulla determinazione

Abbiamo visto le frasi sulla perseveranza e sulla determinazione più significative per ritrovare la forza interiore utile a superare l’ostacolo. Ora vogliamo darti tre consigli per lavorare sulla tua tenacia:

  1. Definisci un obiettivo chiaro e tienilo sempre vicino a te: avere obiettivi ben definiti è il primo passo per assicurarti di raggiungerli. In che modo? Prendi carta e penna e scrivi i traguardi che vorresti raggiungere entro un mese, tre mesi, sei mesi e anche un anno. Mantieni i tuoi obiettivi a vista; sulla tua scrivania, nel tuo portafoglio o nella tua borsa, sul tuo specchio del bagno, sul tuo frigorifero. Questo ti aiuta ad avere sempre sotto controllo i tuoi obiettivi e a mantenere il focus
  2. Rimani focalizzato ma prenditi delle pause: lavorare ossessivamente per raggiungere un obiettivo potrebbe estraniarti della realtà. Essere determinati è un dono, ma esserlo troppo rischia di diventare deleterio. Prenditi delle pause e goditi del tempo libero. Medita, leggi, esci con gli amici:  a volte le grandi intuizioni e le migliori soluzioni creative arrivano proprio nei momenti in cui ci concediamo una pausa. Sappiamo che Einstein è giunto a molte delle sue intuizioni rivoluzionarie durante il suo “tempo morto”, quando non era a lavoro…ragione in più per provare a staccare un po’ la spina, non credi?
  3. Vivi il fallimento come un’opportunità: in ogni passo che ti avvicina al raggiungimento di un obiettivo, c’è sempre una possibilità di cadere e che qualcosa vada storto. Vivere il fallimento con negatività non ti aiuta a superare l’ostacolo. Vivilo come un’opportunità per ripartire e per metterti in gioco, per sperimentare nuove soluzioni, per guardare verso altre orizzonti. Non abbatterti al primo ostacolo: avere tenacia e disciplina significa proprio questo.

Su come essere perseverante abbiamo detto proprio tutto: ci auguriamo che, grazie alle frasi sulla perseveranza più belle e i nostri consigli, riuscirai a ritrovare la carica di cui hai bisogno per non mollare e lottare per raggiungere i tuoi obiettivi.

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Corso per social media manager: come funziona il Master Unicusano

Sei alla ricerca di un corso per social media manager?

Abbiamo molto di più: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma ti parleremo del nostro nuovo master in social media management e della professione del social media manager, sempre più diffusa e ricercata nel nostro Paese.

Se sei appassionato di social media e trascorri la maggior parte del tuo tempo su Instagram e Facebook, potresti prendere in considerazione l’idea di trasformare il tuo amore per i social media in una professione. Quello del social media manager, infatti, è un lavoro in rapida crescita e le opportunità di carriera disponibili per coloro che sono appassionati di lavorare in questo campo sono sempre di più.

Il social media specialist è, allo stesso tempo, uno stratega e un operatore, capace di creare interesse e coinvolgimento nei confronti di un brand e di veicolare una serie di input capaci di portare un’azienda al raggiungimento di obiettivi specifici. Per potersi lanciare nel mondo della comunicazione digitale servono una serie di skills: scopri insieme a noi come si diventa social media manager.

Ecco come diventare social media manager e lavorare nel digital marketing

Il marketing è la tua passione? Beh, se i social sono il tuo pane quotidiano, potresti prendere in considerazione l’idea di coniugare questi due aspetti e iniziare a lavorare con i social media. Ma quali sono i passi da compiere? In questa guida ti parleremo di qualcosa che va oltre un semplice corso per social media manager: ecco  quello che devi sapere sulle potenzialità del nostro nuovo Master.

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Chi è il social media manager

La prima cosa da fare in questa guida è dare una definizione di social media manager, chiarendo di cosa si occupa esattamente questo professionista del marketing online.

Il social media manager è quel professionista che si occupa di monitorare, misurare e guidare la presenza sui social media di un marchio, prodotto, individuo o società. I gestori dei profili social media sono spesso presenti nei dipartimenti di marketing e pubbliche relazioni delle grandi organizzazioni, ma possono anche lavorare come freelance o in agenzie web.

Riassumendo, questa figura professionale ha a capo la strategia di social media di un’azienda e gestisce i relativi canali social. Ciò implica una vasta conoscenza di piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, YouTube e Pinterest.

Oltre ad essere la voce online di un marchio, i social media manager analizzano i risultati delle loro campagne monitorando metriche di coinvolgimento come like, clic e condivisioni.

Cosa fa

Se ti stai chiedendo cosa fa il social media manager, possiamo dire che a questa figura professionale fanno capo una serie di responsabilità, come:

  • La messa a punto di una strategia ad hoc per raggiungere gli obiettivi del brand. Questi obiettivi possono essere, ad esempio, un incremento della brand awareness, un incentivo alle vendite e così via;
  • L’analisi e il monitoraggio delle attività social pregresse e anche dei competitor diretti o indiretti dell’azienda;
  • La scelta delle migliori piattaforme da utilizzare e la creazione di post coinvolgenti per il target di riferimento;
  • L’analisi del rendimento delle campagne di advertising social

Skills e abilità

Ovviamente, in un buon corso di social media manager, vengono trasmesse una serie di abilità che sono necessarie proprio per svolgere con successo questa professione.

Parlando di conoscenze e competenze tecniche, sono sicuramente da menzionare:

  • Conoscenze nell’ambito marketing online ma anche e soprattutto offline;
  • Conoscenza delle varie piattaforme di social networking;
  • Competenze collaterali come l’attitudine alla scrittura, la conoscenza di altri aspetti del marketing digitale come la SEO e il content marketing.

Completano il quadro abilità di grafica e una mentalità al servizio del cliente. Anche le lingue straniere sono molto gradite quando si svolge una professione come questa.

Tra i tratti della personalità che valorizzano il lavoro del social media manager, possiamo menzionare:

  • Pazienza
  • Attitudine tecnica alla formazione continua
  • Proattività
  • Audacia
  • Passione
  • Mentalità clientecentrica

Se ti stai chiedendo quale sia il background di un social media manager, questo professionista ha di solito studi umanistici alle spalle, ma anche lauree in Scienze politiche o economia.

Lavorare con i social media: il Master Unicusano

Se lavorare con i social media è la tua ambizione, abbiamo la soluzione giusta per te: non un semplice corso in social media management, ma un Master strutturato in modo tale da acquisire tutte le abilità di cui hai bisogno per diventare un vero professionista del settore.

Il Master I Livello in Social media manager e scrittura per web è perfetto per la tua specializzazione nel mondo del digital marketing. Possono iscriversi al Master coloro che possiedono almeno uno di questi titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree ai sensi del D.M. 509/99 e ai sensi del D.M. 270/2004;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M. 270/2004

I candidati in possesso di titolo di studio straniero non preventivamente dichiarato equipollente da parte di una autorità accademica italiana, potranno chiedere al Comitato Scientifico il riconoscimento del titolo ai soli limitati fini dell’iscrizione al Master.

Offerta formativa

Questo Master punta a formare nuove professioni digitali come quello del social media manager, attraverso un piano formativo ad hoc per la trasmissione di una serie di abilità.

Nel piano formativo sono inclusi insegnamenti di scrittura creativa, scrittura declinata al web, social media, narrazione e storytelling.

Per citare qualche argomento trattato nel Master:

  • La comunicazione efficace
  • Analisi di diversi sistemi e tecniche narrative per il giornalismo
  • Come si costruisce un testo efficace in funzione degli obiettivi
  • L’editing del testo. Il reportage sociale, l’inchiesta. Il reportage di viaggio
  • Il SEO, native ADS
  • Social media tra storia, sociologia e psicologia
  • Quali sono i principali social media
  • Focus on Facebook: profili, pagine, business manager, adv e strumenti; Analizzare i dati; creazione del piano editoriale;
  • Focus on Twitter: profili, adv e strumenti; analizzare i dati; creazione del piano editoriale;
  • Focus on Instagram: profili, adv e strumenti; analizzare i dati; creazione del piano editoriale
  • Gestione piano editoriale complessivo per un cliente;
  • Brand identity social e coerenza messaggio, target e monitoraggio conversioni;
  • Newsletter;
  • Forme di narrazione;
  • Gamification.

Il Master dura un anno, che corrisponde a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu.

Il Master si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24 h\24h. I contenuti si articolano in;

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Eventuali test di verifica di autoapprendimento.

Su come diventare social media manager e intraprendere questa nuova professione abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Se desideri iscriverti al nostro Master e iniziare a lavorare per realizzarti professionalmente, iscriviti ora al nostro Master: per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come diventare consulente finanziario: studi e opportunità

Come diventare consulente finanziario? Questa è una delle domande più frequenti tra i giovani studenti che si iscrivono ad un corso di laurea di natura economica e intendono intraprendere una professione strettamente correlata al ramo della finanza.

Quello del consulente finanziario è un lavoro davvero affascinante e molto ricercato sul mercato: il suo compito principale è quello di vendere i servizi dell’azienda, per conto di una banca o un ente di credito. Il lavoro del promotore finanziario, oggi denominato consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede, è quello di spiegare al cliente il miglior servizio che può acquistare e a consigliarlo sul pacchetto più idoneo alle sue esigenze.

Come potrai immaginare, si tratta di un lavoro che richiede una serie di competenze e abilità, oltre all’iscrizione ad un apposito Albo. In questa guida ti spiegheremo come diventare promotore finanziario e quali sono i passaggi da fare per intraprendere con successo questa professione. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere su come diventare promotore finanziario

Ci sono differenze tra consulente e promotore finanziario? Quali sono le competenze necessarie per svolgere al meglio questo lavoro? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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Consulente o promotore finanziario?

Uno dei dubbi più frequenti quando si fa riferimento a questa professione riguarda la distinzione fra consulente e promotore finanziario.

In realtà, quando parliamo di consulente finanziario facciamo riferimento alla nuova dicitura entrata in vigore per legge: il promotore finanziario si chiama oggi consulente finanziario (per la precisione si dovrebbe parlare di “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”). Le sue funzioni però sono comunque legate all’espletamento di un mandato per un intermediario.

Diversa è la figura del consulente finanziario indipendente, che è colui che non può avere accordi commerciali di nessun tipo con intermediari finanziari (banche e assicurazioni). Questo professionista svolge un’attività di pura consulenza lasciando il rapporto con la banca al cliente ed è pagato soltanto dal cliente per la consulenza che svolge, non percependo alcuna commissione sul venduto.

In questa guida, però, facciamo riferimento al consulente finanziario del primo tipo, ossia il professionista le cui mansioni sono accomunabili a quelle del promotore.

Consulente finanziario: chi è e cosa fa

La prima cosa da dire quando si parla di come diventare promotore finanziario riguarda proprio le caratteristiche di base di questo professionista.

Il consulente finanziario è quel professionista che ha il compito di gestire l’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi di investimento. Si tratta dell’unica figura professionale che, in rappresentanza di un intermediario abilitato (banca, società di gestione del risparmio o società di intermediazione finanziaria o mobiliare), può svolgere nei confronti dei risparmiatori o potenziali clienti attività di promozione e di collocamento di dati servizi di investimento e/o di strumenti finanziari.

Per ottemperare al meglio alla sua funzione, il consulente dovrà conoscere perfettamente i servizi che l’azienda per cui lavora offre e soprattutto saperli spiegare ai clienti.

L’accesso alla professione è subordinato ad alcuni specifici requisiti, riconosciuti grazie all’iscrizione all’albo Promotori Finanziari (albo PF). Vediamo ora che cos’è l’esame promotore finanziario e come funziona l’iscrizione all’albo.

Requisiti di accesso alla professione

Come abbiamo detto, una cosa da sapere quando si parla di come diventare consulente finanziario fa riferimento ai requisiti di accesso alla professione.

Soddisfare questi requisiti è fondamentale per potersi iscrivere all’Albo unico dei Consulenti Finanziari e intraprendere la professione.

Per accedere all’albo è necessario possedere:

  1. Requisiti di onorabilità;
  2. Requisiti di professionalità.

Quando parliamo di requisiti di onorabilità, facciamo riferimento a queste linee guida stabilite dalla normativa:

  • Non bisogna essere inabilitato, interdetto, fallito e neanche condannato ad una pena che comporta l’interdizione, anche nel caso in cui sia solo temporanea, dai pubblici uffici o la non capacità ad esercitare uffici direttivi (Codice Civile articolo 2382);
  • Non si deve essere soggetto a misure preventive come previsto dalla normativa antimafia, fatta eccezione nel caso in cui si ha la riabilitazione;
  • Non bisogna avere condanne con una sentenza irrevocabile, e anche in questo caso fatta eccezione nei casi di riabilitazione.

Parlando, invece, dei requisiti di professionalità propri della sfera lavorativa dell’aspirante promotore, questi saranno valutati attraverso un esame che, se superato, consente l’iscrizione all’Albo.

Possono ottenere l’inserimento nell’Albo dei Promotori Finanziari, senza superare la prova valutativa, i soggetto che hanno avuto esperienze professionali come:

  • Agenti di cambio abilitati ufficialmente ;
  • Negoziatori abilitati ad esercitare la professione nei mercati regolamentari;
  • Funzionari di banca o anche di un impresa d’investimento (almeno 3 anni di esperienza in servizi per l’investimento);
  • Funzionari di Sim o banche con mansioni di responsabili del controllo interno per almeno tre anni.

Esame promotore finanziario

Il passaggio importante per diventare consulente finanziario e iscriversi all’Albo è superare l’esame. Si tratta di una prova della durata complessiva di 85 minuti, che prevede 60 domande totali a risposta multipla (i quesiti hanno 4 risposte possibili, di cui solo una corretta). A 40 domande (28 domande teoriche e 12 domande di pratica) dei 60 quesiti, viene dato un punteggio di 2 punti se si risponde bene e per la restante parte (20 domande di carattere teorico) un solo punto, per un totale di 100 nel caso in cui si risponde bene a tutte.

L’esame si considera superato se il candidato raggiunge almeno 80 punti.

Gli studi del consulente finanziario: corsi di laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare consulente finanziario e qual è l’iter da seguire per poter accedere alla professione, parliamo degli studi che un consulente deve avere alle spalle per svolgere questo lavoro.

Anzitutto specifichiamo che, ai fini dell’iscrizione all’Albo, è necessario avere un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore per un corso di studi di durata quinquennale. Dunque, per la normativa vigente, non è obbligatorio possedere una laurea per accedere alla professione.

Tuttavia, essendo necessarie diverse competenze teorico-pratiche sul commercio, sulla finanza e sull’economia, un percorso di studi universitario è la scelta migliore da fare prima di lanciarsi in questa professione.

Per poter acquisire le competenze di cui hai bisogno, i corsi dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale.

I nostri corsi dell’area economica sono:

Il corso di laurea in economia aziendale e management, di durata triennale, ha come obiettivo quello di trasmetterti conoscenze  i  di base su tutto ciò che riguarda la finanza, l’economia, la matematica e la statistica. Questo percorso di studi, pur avendo un focus economico, è ricco di approfondimenti anche su altre discipline, come la giurisprudenza ed è pertanto utile per approcciare a diverse professioni.

Le competenze acquisite durante questo corso di laurea hanno a che fare con:

  • Consulenza aziendale nelle diverse forme e nei differenti settori dell’area aziendale e dei mercati finanziari;
  • Supporto e della consulenza alla clientela in riferimento ai servizi finanziari e commerciali svolta prevalentemente alle dipendenze di istituti bancari, assicurativi e finanziari;
  • Rilevazione, elaborazione, gestione e monitoraggio e analisi di dati statistici utili a fini descrittivi e previsionali nei diversi ambiti aziendali.

Se, dopo la laurea triennale, desideri proseguire i tuoi studi e avere conoscenze ancora più solide nel campo della finanza, il corso di laurea magistrale in scienze economiche è perfetto per te.

Su come diventare consulente finanziario ti abbiamo detto proprio tutto, ora tocca a te: per iscriverti ai nostri corsi di laurea e acquisire tutte le competenze utili per farti diventare un professionista nel campo, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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