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Le 7 cose che non sai di ingegneria meccanica

Stai pensando di iscriverti al corso di laurea di ingegneria meccanica?

Se da sempre le costruzioni ti hanno affascinato, molto probabilmente si tratta della facoltà più adatta a te. Ma quali sono le cose che dovresti sapere sulla facoltà di ingegneria meccanica?

Noi, abbiamo trovato 7 cose fondamentali che ogni persona che sta considerando questo percorso di studi dovrebbe conoscere.

Ingegneria meccanica è un corso triennale con possibilità di specializzazione e come un po’ tutte le lauree scientifico-ingegneristiche sono molto gettonate nel mondo del lavoro.

Ovviamente, non devi scegliere questa facoltà solo per la grande richiesta, ma soprattutto in base ai tuoi interessi ed attitudini. Solo in questo modo potrai avere una carriera brillante, anche se il mercato del lavoro dovesse cambiare in futuro.

E ora scopriamo tutto ciò che devi sapere su ingegneria meccanica.

Laurea in ingegneria meccanica: cosa devi sapere

Quali sono le 7 cose che bisogna sapere su ingegneria meccanica? Sì, perché chi decide di intraprendere questo percorso di studi, deve anche sapere ciò che lo attende.

In questo modo riuscirai ad avere le idee più chiare sulla tua formazione e sul tuo futuro.

Ma ora scopriamo meglio cosa significa studiare ingegneria meccanica.

#1 Non dovrai solo costruire motori e auto

Spesso si pensa, per stereotipo e pregiudizio, che un ingegnere meccanico è colui che si occupa solamente di costruire motori e auto in generale. Pensiero che ha bloccato molti giovani studenti che non avevano interessi di questo tipo. Ebbene, l’ingegnere meccanico, oltre a motori e auto, si occupa di progettare macchinari e impianti di qualsiasi tipo.

Per fare esempi concreti:

  • presse e macchine utensili
  • macchine per automazione e assemblaggio
  • macchine per packaging
  • macchine per distributori food and beverage
  • macchine che costruiscono le molle
  • macchine che processano utensili come cesoie, pinch roll, laminatoi
  • robot
  • macchine a fluido in genere, come motori a combustione interna, compressori, turbine
  • generatori di vapore;

Questi sono solo alcuni esempi.

Perciò, se motori e auto non dovessero essere la tua passione, non lasciarti intimorire! troverai ben altro che sarà nelle tue corde.

#2 La preparazione è molto ampia

Il piano di studi del corso di ingegneria meccanica prevede una formazioni molto ampia. Le discipline affrontate durante gli anni di corso toccano tematiche come:

  • Tecnologia meccanica;
  • Costruzione di macchine, Scienza delle costruzioni e Scienza dei materiali;
  • Misurazione e metrologia meccanica;
  • Meccanica applicata alle macchine;
  • Fisica tecnica;
  • Elettrotecnica, Gasdinamica e Fluidodinamica;
  • Macchine;
  • Controlli automatici;
  • Energetica e Sistemi energetici;
  • Ottica, Progettazione 3D, Disegno, Matematica e Chimica;

#3 La preparazione degli ingegneri meccanici in Italia è invidiata all’estero

Non è una novità che il livello di preparazione universitario italiano sia invidiato in tutto il mondo: moltissimi ingegneri trovano lavoro all’estero dopo la laurea proprio perché la loro preparazione è riconosciuta come eccellente.

#4 Imparerai moltissime cose che riguardano la nostra quotidianità

Sapevi che è se si guida ad una velocità di 55-60 km/h è più efficiente usare l’aria condizionata invece di tenere il finestrino aperto? Tenere il finestrino aperto aumenta la resistenza aerodinamica, rallentando l’auto che utilizzerà più carburante per funzionare.

Se studiassi ingegneria meccanica lo sapresti, insieme a tante altre cose che riguardano la nostra quotidianità!

#5 Buona retribuzione e stabilità

Secondo i dati raccolti da Almalaurea, in media i laureati in Ingegneria meccanica (dopo 5 anni il conseguimento della laurea) guadagnano 1.827 euro netti al mese.

89 laureati su cento ritengono di avere una buona stabilità lavorativa e alcuni di loro lavorano in proprio. Circa l’83% degli Ingegneri meccanici possiede un contratto a tempo indeterminato. Ne consegue che questo titolo di studio sia tra i più “promettenti” dal punto di vista dell’occupazione e della stabilità economica, anche dopo poco tempo dal  conseguimento della laurea. Certo, non è l’unico motivo per cui scegliere un corso di studi, ma sicuramente è un fattore da considerare.

#6 Sbocchi lavorativi vari

Le persone che conseguono un titolo di laurea in Ingegneria meccanica hanno la grande fortuna di avere un’ampia scelta della tipologia di impiego poiché vi è una grande domanda in quasi tutti gli ambiti della moderna società tecnologica.

Moltissime aziende nei settori più disparati sono dotate di macchinari di ogni tipo e per questo, le persone laureate in ingegneria meccanica trovano facilmente inserimento lavorativo in società e aziende di progettazione e costruzione di componenti meccaniche, dalle più semplici alle più complesse.

Ovviamente, possedere una specializzazione è sempre un titolo preferenziale e permetterà di trovare campi d’impiego più ad hoc per te.

Ecco alcune professioni richieste:

  • addetto alla progettazione (lavora nella modellazione e progettazione di componenti, macchine e impianti di produzione)
  • addetto alla produzione e alla gestione degli impianti industriali e meccanici
  • addetto al settore ricerca e sviluppo (si occupa della sperimentazione di componenti o sistemi)
  • addetto esami di fattibilità e rendimento dei componenti, meccanismi e sistemi
  • addetto al settore delle macchine a fluido e dei sistemi di propulsione e conversione di energia
  • addetto alla progettazione funzionale (progettazione di sistemi di automazione industriale e robotica

#7 Affinerai le tue soft skills

Oltre alle competenze tecniche, sono altresì importanti le competenze comportamentali, le attitudini verso il lavoro e i colleghi.

Un buon ingegnere meccanico possiede le seguenti soft skills, che affinerai nel tempo:

  • Pragmatismo
  • Concretezza
  • Leadership
  • Problem Solving
  • Team Working
  • Pensiero analitico e critico
  • Attenzione ai dettagli
  • Creatività

Laurea in ingegneria meccanica con Unicusano

Se vuoi diventare ingegnere meccanico e acquisire una solida formazione in questo settore, il corso di laurea triennale in ingegneria meccanica Unicusano rappresenta il primo passo fondamentale per la tua crescita. Durante il corso acquisirai conoscenze e reali competenze nel campo della progettazione meccanica e dei sistemi energetici. Con le skill acquisite potrai occuparti di diverse fasi del processo produttivo quali la progettazione, la produzione, la gestione ed organizzazione, la gestione della sicurezza in fase di prevenzione ed emergenza, sia nella libera professione che nelle imprese manifatturiere o di servizi e nelle amministrazioni pubbliche.

A seguito del percorso triennale, potrai perfezionare la tua formazione con un corso di laurea magistrale in ingegneria meccanica, che il nostro Ateneo propone in ben tre indirizzi, da valutare in base alle tue aspirazioni:

  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Produzione e Gestione
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Automotive
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Progettazione

Ciò che caratterizza la formazione Unicusano è la forte vicinanza con il mondo del lavoro: i corsi sono strutturati in sinergia con le imprese, proprio per colmare il tradizionale gap che intercorre tra mondo accademico e mondo professionale. A rendere unica la didattica Unicusano c’è anche la possibilità di usufruire della metodologia telematica: potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Speriamo di averti chiarito le idee: ora saprai sicuramente qualcosa di più sulla facoltà di ingegneria meccanica! Se vuoi iscriverti o saperne di più, compila il form per essere ricontattato.

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25 è un buon voto all’Università? Cosa devi valutare

Quand’è che vale la pena rifiutare un voto all’università, e quando invece accettarlo?Si può considerare il 25 un buon voto?

I voti universitari generano sempre molte domande tra gli studenti, soprattutto per quanto riguarda il mantenimento di una media alta per aspirare ad un voto di laurea memorabile.

Non sempre però gli esami vanno come vorremmo. Capita a chiunque di affrontare un esame particolarmente tosto o, per qualsiasi ragione si voglia, raggiungere un risultato pressoché mediocre.

Sono cose che capitano, fanno parte del percorso, e logorarsi in eterno per questo, non gioverà alla tua salute.

Tuttavia, comprendiamo benissimo la frustrazione. Specialmente se l’ansia era tanta e pure la preparazione. Ma qual è il limite?

In questo articolo affronteremo tutti questi dubbi e vedremo di consigliarti al meglio.

Voti da accettare e da rifiutare all’università: ecco qualche consiglio per poterti orientare

Spesso siamo molto esigenti e pretendiamo molto da noi stessi e, specie le matricole, sfruttano la possibilità di rifiutare i voti più bassi per riprovare ai prossimi appelli.

Ma quali sono i pro e i contro? E secondo quale criterio dovremmo accettare o rifiutare i voti?

Vediamo i consigli che abbiamo per te.

LEGGI ANCHE >> Ansia da esame: 5 modi per “sopravvivere”

Cos’è la media universitaria e come si calcola

Ci sono due tipi di studenti universitari: quelli che si “accontentano” di superare qualunque esame con qualsiasi votazione purché la media totale sia positiva, e poi ci sono quelli vogliono ottenere il meglio in ogni esame.

C’è chi ha ragione e chi ha torto? Chi fa bene e chi fa male? Non esistono risposte giuste o sbagliate: è semplicemente una scelta personale, legata ai propri obiettivi di vita e alle proprie aspirazioni rispetto alla formazione universitaria.

Tuttavia, occorre considerare che una media bassa penalizzerà il voto finale con cui ti laurererai.

Come puoi farti un’idea dunque della tua media universitaria?

Puoi calcolarla con la media aritmetica o quella ponderata.

Nel primo caso occorre sommare i valori numerici per poi dividere il risultato per il totale dei valori numerici considerati.

Nel secondo invece, ovvero la media ponderata, dovrai seguire questo calcolo:

  1. Moltiplica ogni voto d’esame per il numero dei crediti corrispondenti
  2. Somma i risultati ottenuti
  3. Dividi il risultato per il totale dei crediti
  4. Dividi ancora per 3
  5. Moltiplica il risultato per 11

La media ponderata è quella più utilizzata per fare la media dei voti universitari poiché tiene conto anche dei CFU abbinati ad ogni esame.

Perché rifiutiamo i voti bassi e l’arti di riuscire ad accettare

Esiste un motivo per cui rifiutiamo determinati voti all’università?

Spesso, è per via della nostra ambizione e consapevolezza che si può dare di più, oltre alla paura di rovinare la media, sentirsi delusi e insoddisfatti.

Moltissimi studenti e studentesse basano la propria bravura sul voto dell’esame, giudicando se stessi negativamente in caso di esito negativo e facendo tracollare la propria autostima.

Ovviamente, nella maggior parte dei casi, un voto basso non è indice di scarsa bravura, minor intelligenza, stupidità. Ad influire un voto ci possono essere moltissimi fattori che non possiamo controllare, poiché l’unica cosa su cui abbiamo davvero potere è la preparazione, lo studio.

Cosa devi considerare

Torniamo alla domanda iniziale: si può considerare il 25 un buon voto all’università?

Risposta semplice: sì, è un voto positivo.

Risposta complessa: 25 è un buon voto perché devi considerare vari aspetti.

Chiediti perché non sei riuscito/a a raggiungere il 30 che desideravi, ma rispondi con sincerità ed obiettività.

  • Avevi iniziato a prepararti in tempo?
  • L’esame era più difficile di quanto ti aspettassi’
  • Avevi molti altri esami da sostenere?
  • Il/la docente era particolarmente esigente?
  • La tua preparazione era scarsa o è stata l’ansia a fare un brutto scherzo?

È importante rispondere con sincerità a questi quesiti perché sarà in base alle risposte che ragionerai sul da farsi. Se vedi che non dipendeva tanto da te, ma da fattori esterni, non prendertela troppo.

Ridare un esame significa dedicare altro tempo alla stessa materia ma senza la sicurezza di fare effettivamente meglio, e quel tempo lo potresti dedicare per un esame in cui effettivamente hai più sicurezza e più fattori pro, anziché contro di te.

Ricorda che può capitare che un esame vada male: non logorarti per questo, non ne vale la pena. Capisci cosa è andato storto e vai oltre, se non è un danno troppo grande.

Perciò, il nostro consiglio è di accettare un voto sempre nel caso in cui:

  • sei cosciente di aver dato già il massimo delle tue possibilità
  • sei uno studente fuori corso e sei in costante battaglia contro il tempo
  • hai faticato molto per quel voto
  • quell’esame ha generato molta ansia e negatività, tanto che l’idea di ridarlo già ti fa stare male

Conclusioni

Sostenere gli esami con profitto è sicuramente una priorità per uno studente. Noi di Unicusano sappiamo perfettamente quanto questo sia importante e, per questa ragione, abbiamo messo a disposizione degli allievi diversi strumenti per riuscire ad ottenere performance maggiori nello studio. Anzitutto, la metodologia didattica Unicusano “a distanza”, che permette di seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento: tutto ciò che dovrai fare è connetterti ad una piattaforma online attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Su questa piattaforma potrai inoltre scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

In più, Unicusano mette a disposizione degli studenti un tutor didattico. Ti verrà assegnato un tutor per tutta la durata dei tuoi studi: con il suo aiuto potrai preparare il piano formativo, organizzare al meglio lo studio e trovare lo stile di apprendimento migliore per te.

Speriamo di averti aiutato a fare chiarezza e a riconsiderare in futuro quando vale la pena rifiutare o accettare un voto d’esame. Ricordati di valutare bene pro e contro prima di doverti rimettere sui libri!

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Quali sono gli sbocchi lavorativi della laurea in scienze motorie?

Lo sport è la tua passione? La laurea in scienze motorie è un percorso formativo che, ogni anno, attira sempre più studenti desiderosi di trasformare interesse e passione per lo sport in una professione. Questo percorso di studi, infatti, permette di acquisire tutte le competenze che servono per trovare lavoro nel mondo dello sport, abbracciando una serie di professioni molto trasversali, dalle più “classiche” a quelle più innovative.

Se questo mondo ti affascina e non vedi l’ora di saperne di più, continua nella lettura: ecco tutto quello che puoi fare dopo una laurea in scienze motorie.

Cosa fare dopo la laurea in scienze motorie: le opportunità

Una laurea in scienze motorie si concentra sull’approfondimento di aspetti biologici e fisiologici dell’esercizio fisico insieme alle basi psico-pedagogiche e sociali dell’educazione motoria e agli aspetti giuridici relativi. Si tratta di un percorso di studi molto trasversale e, per questo, molto amato dagli studenti che vogliono aprirsi diverse possibilità nel mondo del lavoro. Proprio a proposito di questo ultimo punto, vediamo insieme cosa si può fare con questa laurea.

Scienze motorie e sbocchi lavorativi

Un percorso di studi di questa natura apre le porte a diverse professioni. Tra le professioni più conosciute ci sono sicuramente quelle di allenatori e i personal trainer.

Questi professionisti possono operare in diversi contesti, dalle palestre alle associazioni sportive e possono avere a che fare con diverse tipologie di pubblico, dai bambini agli anziani, fino ai diversamente abili.

Talvolta questi professionisti possono trovare lavoro anche nelle strutture sanitarie e avere a che fare con persone che devono gestire o prevenire particolari patologie fisiche. I professionisti dello sport possono operare in discipline agonistiche e non agonistiche.

Chi segue le attività nel mondo agonistico deve preparare gli atleti per affrontare le competizioni in diverse modalità (individuali o di gruppo), anche a seconda della disciplina sportiva che si insegna. Al contrario, chi lavora nel mondo non agonistico può allenare in diversi contesti, come ad esempio quello scolastico. Uno degli sbocchi lavorativi di questa laurea è, infatti, l’insegnante di educazione fisica nelle scuole. In più, si può operare anche nei villaggi vacanze per la gestione delle attività motorie.

Precisiamo anche che, spesso, la laurea in scienze motorie viene scelta anche da chi pratica sport a livello agonistico: avere una preparazione teorico-pratica è molto utile anche ad un atleta.

In definitiva, la laurea permette di operare in contesti come:

  • Centri sportivi e palestre
  • Associazioni sportive
  • Villaggi turistici
  • Scuole
  • Strutture sanitarie

Le professioni manageriali

La laurea in scienze motorie permette anche di accedere ad interessanti ruoli dirigenziali. Oltre al lavoro pratico “sul campo”, il mondo dello sport offre diverse posizioni anche a livello manageriale. Chi possiede un titolo di studio universitario può ambire a diventare manager sportivo, operando in aziende, organizzazioni o enti no profit, operando come consulente di gestione o lavorando sulla comunicazione istituzionale di club e società sportive.

Durante il percorso di studi, vengono affrontate anche materie di natura economico, giuridica e gestionale; per questo, tra le professioni legate alla laurea in scienze motorie, possiamo sicuramente citare anche chi gestisce palestre e centri sportivi.

Infine, la laurea offre conoscenze utili anche per occuparsi di informazione sportiva, lavorando per giornali, radio ed emittenti televisive.

Il percorso di studi in scienze motorie

Parlando, nello specifico, di laurea in scienze motorie, l’Università Niccolò Cusano ha all’attivo due percorsi di studi:

  • Corso di Laurea in Scienze Motorie (L-22)
  • Corso di Laurea in Scienza e Tecnica dello Sport (LM-68)

Il primo corso, di durata triennale, è il primo passo per acquisire tutte le competenze di base relative agli aspetti biologici e fisiologici dell’esercizio fisico insieme alle basi psico-pedagogiche e sociali dell’educazione motoria e agli aspetti giuridici relativi.

Le attività formative mirano a fornire quelle conoscenze e competenze che consentano ai laureati di condurre in autonomia programmi di allenamento e di educazione motoria, sia individuali che di gruppo, nei diversi contesti sociali, con particolare attenzione al benessere psico-fisico e sociale e in funzione del genere, dell’età, della condizione fisica e delle altre specifiche caratteristiche dei destinatari.

Per accedere al corso, dovrai possedere almeno un diploma di scuola secondaria di II grado, anche conseguito all’estero, riconosciuto idoneo sulla base dei requisiti curriculari minimi previsti dal corso e verificati al momento dell’accesso. Oltre al titolo, l’ammissione al corso è subordinata al possesso di specifici requisiti curriculari e a una adeguata preparazione personale, testati attraverso lo svolgimento di una prova di ammissione.

Al termine di questo percorso di studi triennale, potrai proseguire la tua formazione con una laurea in Scienza e Tecnica dello Sport, utile per acquisire solide competenze biomediche, psicopedagogiche, sociali e giuridiche unitamente a conoscenze avanzate delle metodologie di allenamento delle principali categorie di sport.

Cosa si studia durante la triennale in scienze motorie

Parlando, nello specifico, di cosa si studia durante la triennale in scienze motorie, abbiamo detto che questo percorso di studio offre una formazione molto completa e variegata. Ecco gli insegnamenti previsti:

PRIMO ANNO:

  • Anatomia e fisiologia umana
  • Biologia umana e biochimica
  • Attività motoria di base
  • Pedagogia generale e speciale
  • Psicologia generale
  • Lingua inglese
  • Informatica
  • Etica e sport

SECONDO ANNO:

  • Medicina ed endocrinologia
  • Attività motoria adattata
  • Basi metodologiche dell’allenamento
  • Psicologia dello sviluppo e dell’educazione
  • Esame a scelta dello studente
  • Economia e contabilità delle aziende sportive
  • Basi della biomeccanica e traumatologia dello sport
  • Marketing dello sport

TERZO ANNO:

  • Igiene e prevenzione negli impianti sportivi
  • Esame a scelta dello studente
  • Tecniche di comunicazione dello sport
  • Psicologia sociale e dello sport
  • Diritto privato dello sport
  • Tirocinio
  • Tesi finale

Cosa si studia durante la magistrale in scienza e tecnica dello sport

Per perfezionare le conoscenze acquisite durante la triennale, puoi proseguire gli studi con una magistrale, che offre competenze avanzate nel settore sportivo. Ecco gli insegnamenti previsti.

PRIMO ANNO:

  • Biochimica e farmacologia
  • Biologia applicata allo sport
  • Teoria e metodologia dell’allenamento delle discipline sportive
  • Preparazione fisica
  • Medicina ed endocrinologia dello sport
  • Biomeccanica e traumatologia dello sport
  • Lingua inglese
  • Materia a scelta

SECONDO ANNO:

  • Psicologia sociale
  • Pedagogia speciale e disabilità
  • Storia dello sport, comunicazione e giornalismo sportivo
  • Coaching sportivo
  • Diritto dell’ordinamento sportivo
  • Stages e tirocinio
  • Prova finale

Metodologia didattica

Ciò che rende davvero unica la formazione Unicusano è la possibilità di fruire delle lezioni comodamente online. Grazie alla metodologia telematica, potrai seguire le lezioni accedendo ad una piattaforma di e-learning, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Potrai affiancare le esperienze pratiche e immersive nel mondo del lavoro, come stage e tirocini, ad una formazione moderna e all’avanguardia, curata dai massimi esperti del settore.

In più, ti verrà assegnato un tutor didattico di riferimento per tutta la durata dei tuoi studi, che ti aiuterà a stabilire il piano di studi e a trovare la modalità di apprendimento migliore per te. Per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Perché laurearsi in scienze della comunicazione? 7 ottimi motivi

La comunicazione è una parte fondamentale – e quotidiana – della nostra vita. Comunichiamo tra di noi in tutti i modi e siamo all’interno di una comunicazione anche quando non parliamo.

Sì, perché la comunicazione non è solo parlare, ma un qualsiasi scambio (anche unilaterale) di informazioni. I cartelloni pubblicitari stanno comunicando un messaggio, così come le storie su Instagram, o una persona che alza le spalle.

Si comunica sempre, si trasmette un messaggio, o almeno, attraverso ciò che facciamo, permettiamo alle persone di dedurre un messaggio.

Scienze della comunicazione è un percorso di studi che permette di conoscere a pieno la comunicazione e i canali comunicativi, permettendo di avere un’adeguata preparazione anche per i nuovi lavori, ma non solo.

Ti stai chiedendo perché studiare scienze della comunicazione? Noi, abbiamo per te 7 validi motivi. Scopriamoli!

Laurearsi in scienze della comunicazione: quali sono i vantaggi?

Perché scegliere di studiare scienze della comunicazione? Quali sono i vantaggi e cosa può offrire questo percorso di laurea? Questa facoltà spesso sottovalutata, offre invece numerosi vantaggi.

Ecco 7 motivi perché scegliere scienze della comunicazione è una buona idea.

#1 Avrai la possibilità di ricevere una formazione trasversale

A scienze della comunicazione si ha l’opportunità di studiare un vasto range di materie, permettendo così agli studenti di ricevere una formazione trasversale. Ciò significa che acquisirai diverse competenze e conoscenze che potrai applicare in diversi ambiti.

Un corso di laurea in scienze della comunicazione, infatti, offre una formazione in diverse aree didattiche, dalla psicologia alla sociologia. Questo è particolarmente utile per poter contare su una preparazione utile per entrare nel mercato del lavoro e approcciarti a diverse professioni.

#2 Avrai di fronte a te molti sbocchi lavorativi

Proprio come abbiamo detto all’inizio, la comunicazione si applica d’ovunque e pertanto, tantissimi sono i lavori che hanno bisogno di un esperto della comunicazione.

Per questo motivo, una laurea in scienze della comunicazione ti permette di avere molti sbocchi lavorativi, anche differenti tra loro:

  • ufficio stampa
  • ufficio marketing
  • organizzazione di eventi
  • giornalismo
  • editoria
  • web agency
  • social media manager
  • comunicazione politica

E questi sono solo alcuni degli sbocchi lavorativi per chi sceglie di studiare scienze della comunicazione. A seconda, poi, della specializzazione che vorrai intraprendere, potrai lavorare in tanti contesti diversi: potrai lavorare in azienda, in agenzia, oppure intraprendere una carriera da libero professionista. Le sfaccettature offerte sono tante: la laurea è sicuramente uno strumento capace di darti le competenze che ti servono per intraprendere questa strada.

#3 Acquisirai skills digitali

Secondo le statistiche, l’Italia è tra gli ultimi posti in Europa per alfabetizzazione digitale. Ad oggi, avere conoscenze digitali è un lasciapassare per qualunque tipologia di lavoro, anche per i più “classici”. Qualunque sia la professione che sogni di intraprendere, padroneggiare skills digitali ti aiuterà a muoverti con maggiore agilità nel mercato del lavoro.

Grazie a questo percorso di studio avrai modo di apprendere numerose competenze digitali e strumenti, come ad esempio:

  • Funzionamento di siti web ed eCommerce
  • La SEO, ossia il posizionamento di siti web nei motori di ricerca come Google
  • Strumenti di marketing e analisi dei dati
  • Funzionamento dei social media

#4 Imparerai l’importanza della comunicazione

Imparerai come funziona la comunicazione e i suoi fondamenti, avendo modo di scoprire perché ci influenza così tanto e perché le aziende hanno bisogno di esperti comunicatori efficienti e competenti, per trasmettere il giusto messaggio.

Prendendo per esempio uno dei 5 assiomi della comunicazione, è che comunichiamo con una serie ininterrotta di scambi e ogni persona ha il suo punto di vista all’interno della comunicazione: a seconda di dove si pone l’accento, o la “punteggiatura”, la persona considera alcuni messaggi tralasciando quelli prima.

Un esempio che riportava Watzlawick era quello tra marito e moglie. La moglie reputa il marito di cattivo umore e pertanto si arrabbia, alzando la voce. Il marito invece, è di cattivo umore perché la moglie si arrabbia ed alza la voce. A seconda di come i due interlocutori utilizzano la punteggiatura, la scena cambia.

Ecco come possono nascere gli equivoci o la comunicazione inefficace, poiché si è in un continuo circolo vizioso.

#5 Potrai ricoprire ruoli lavorativi “nuovi”

Ci sono molti lavori che un laureato in scienze della comunicazione può ricoprire, spesso si pensa ad i più noti, come nel campo del giornalismo.

Le figure come il social media manager, il Reputation manager e brand manager, Community manager e moderatori, Web communication manager, digital media manager, web content manager. Questi non sono lavori propriamente “nuovi”, poiché esistono da qualche anno ormai, ma sono i meno conosciuti!

Il mercato del lavoro in questo settore è in continua evoluzione: potrai introdurti in un ecosistema dinamico e trovarti pronto a fronteggiare la “rivoluzione digitale” già in atto.

#6 Capirai il funzionamento dei social media e il mondo del web in generale

Si sente molto parlare di social media e influencer marketing, soprattutto negli ultimi anni. Molti hanno trasformato questo interesse in una professione e il corso di laurea in comunicazione ti aiuta a fare proprio questo, fornendoti le basi di cui hano bisogno.

Proprio perché acquisirai competenze digitali e perché molta della comunicazione oggi avviene su internet, studierai il funzionamento del web e delle piattaforme social.

#7 Imparerai a comunicare meglio

Proprio perché studierai la comunicazione in tutti i suoi aspetti, imparerai anche a metterla in pratica in maniera più efficace.

Per fare degli esempi, il primo assioma della comunicazione dice che è impossibile non comunicare, poiché anche il comportamento è comunicazione, e non si può non avere un comportamento.

Un altro assioma ci insegna che la nostra comunicazione si basa su 3 livelli:

  1. verbale
  2. non verbale
  3. paraverbale

Se nella prima si tratta solamente del parlato, ciò che concerne la parola, la comunicazione non verbale e paraverbale presentano un mondo molto più vasto e complesso.

La comunicazione non verbale è per esempio la postura, i gesti, i modi di fare, l’espressione del volto.

La comunicazione paraverbale invece, ci insegna che non è importante solo ciò che dici, ma anche come lo dici. Una frase detta con un tono piuttosto che un altro, stravolge completamente il significato della frase.

Se tutto ciò ti affascina, allora scienze della comunicazione è il percorso che fa per te!

Laurearsi in scienze della comunicazione con Unicusano

Stai pensando di laurearti in scienze della comunicazione? Unicusano ha all’attivo un percorso di studi triennale e un percorso di studi magistrale per affinare le tue competenze nel settore e acquisire solide basi per lanciarti in una professione in questo ambito. Nello specifico, il corso di laurea triennale in Comunicazione Digitale e Social Media ha lo scopo di formare professionisti del Web capaci di affrontare questo specifico contesto mediale con padronanza e approfondita conoscenza delle dinamiche sociali, culturali, giuridiche, tecnologiche ed economiche ad esso correlate.

La triennale è il primo passo per entrare in questo mondo; durante i tre anni acquisirai una formazione trasversale nell’area delle tecnologie digitali, dei sistemi di informazione e dei diversi settori dell’industria culturale e dei relativi consumi, con riferimento ai media “mainstream” e digitali (editoria, giornali, cinema, radio, televisione, piattaforme web, blog, social), anche con attenzione al campo degli eventi culturali e della comunicazione istituzionale e d’impresa. Al termine di questo percorso, potrai continuare a studiare con una laurea magistrale in Comunicazione Digitale, perfetta per completare la tua formazione e acquisire conoscenze avanzate applicabili nella sfera del digitale.

Entrambi i corsi sono fruibili anche online: potrai seguire le lezioni ovunque desideri, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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I 6 falsi miti di una laurea in sociologia

Hai una passione per la sociologia ma alcuni falsi miti sulla Laurea in Sociologia ti confondono?

Tante sono le false credenze su questa disciplina, e pochi hanno ben chiaro di cosa si occupa esattamente e dove può essere applicata. Insomma, tanta confusione che va, alla fine, a discapito di chi la studia o chi vorrebbe studiarla.

Se sei in procinto di iscriverti alla facoltà di sociologia e sei frenato da dicerie e falsi miti che circolano tra studenti e persone in generale, abbiamo oggi la possibilità di fare chiarezza e farti cambiare idea. O, almeno, sostenere la verità. Smascheriamo insieme i 6 falsi miti e le bugie più comuni sulla laurea in sociologia.

Le bugie sulla laurea in sociologia: ecco a cosa NON devi credere

Abbiamo voluto raccogliere in questa guida tutte le “dicerie”, le bugie, sulla Laurea in Sociologia che spesso sono inculcate nella mente non solo degli studenti, ma anche di tante persone che sono al di fuori del contesto universitario.

Vediamo allora quali sono questi famosi falsi miti sulla laurea in Sociologia.

1. Si studia poco

Molti pensano che, iscrivendosi ad un corso di studi come sociologia, si studi poco. Hai davvero la convinzione che dovrai studiare poco?

Non esiste (ancora) una facoltà che non richieda impegno e dedizione. Non esiste una facoltà fatta per chi vuole una laurea in modo semplice, senza studiare. I voti non vengono mai regalati. Uno dei falsi miti della laurea in sociologia è che si ottiene facilmente, senza studiare con diligenza.

Questa facoltà affronta molte discipline che possono anche risultare “ostiche”, e non facili da affrontare se non con grande impegno e motivazione. Perciò è decisamente falso che una laurea in sociologia sia facile da conseguire. Non esistono lauree “facili” o “difficili”: molto dipende dalla dedizione che impiegherai durante il percorso. Come per tutte le cose, vale la seguente equazione: maggiore impegno = maggiore risultato.

2. Offre una preparazione troppo vaga

Un altro falso mito diffusissimo riguarda la preparazione offerta da una laurea in sociologia. In molti “accusan” questo percorso universitario di offrire una preparazione poco specialistica e troppo vaga. In realtà non è così. Nella facoltà di Sociologia, gli ambiti di cui vengono fornite le basi sono:

  • Pedagogia;
  • Storia contemporanea;
  • Principi e fondamenti del servizio sociale;
  • Diritto ed Economia;
  • Psicologia;
  • Analisi empirica della società;
  • alcune branche della Sociologia più specifiche, come istituzioni e principi, economica, della famiglia, della religione, del lavoro ecc.

Tutte queste materie sono utili per rendere le analisi del sociologo più complete e accurate. Il sociologo infatti, studia i fenomeni che accadono basandosi su un campione di persone che analizza nel tempo. Senza una cultura sulla psicologia, sui fatti di storia, sull’evoluzione infantile, non potrebbe considerare i vari contesti e influenze, andando a pregiudicare il risultato della ricerca.

Perciò, pensare che la preparazione sia vaga è sbagliato, perché il sociologo non focalizzerà il suo lavoro su una sola di quelle materie, ma le sfrutterà assieme per altri scopi.

3. Non ha sbocchi lavorativi

In molti pensano che nel mercato del lavoro italiano attuale non ci sia spazio per gli sociologi. Tuttavia, chi afferma questa tesi, ha la convinzione che il sociologo possa fare sola attività di ricerca.

Con una laurea in sociologia, invece, è possibile anche:

  1. Insegnare nelle scuole superiori di sociologia e delle scienze sociali;
  2. Ricoprire ruoli all’interno di organizzazioni volte al sociale: se provi interesse nel settore di politiche sociali, politiche giovanili, educative e politiche di immigrazione, potresti ricoprire ruoli volti al sociale, fornendo servizi di consulenza, di progettazione, di coordinamento e gestione di progetti in cooperative e organizzazioni;
  3. Ricoprire ruoli differenti all’interno di aziende private: con la laurea in sociologia potrai accedere a diversi tipi di ruoli, come il Market Research Analyst, oppure negli uffici di Risorse Umane, giornalismo e redazione.

4. È un “ripiego” di Psicologia

Una delle convinzioni più frequenti sulla laurea in psicologia è che sia un ripiego della laurea in psicologia. Questa bugia nasce dal fatto che, nell’immaginario comune, sociologia e psicologia si occupino entrambe di “persone” e quindi sono sovrapponibili.

Questa convinzione è sbagliatissima, poiché Sociologia si occupa di tutt’altro.

5. È una facoltà puramente teorica

Si studia la teoria ma è prevista anche una parte pratica. Ogni studente di sociologia acquisisce competenze pratiche.  Ad esempio, nel nostro Ateneo sono previsti stage e tirocini in ambiti differenti per poter imparare a inserirsi in contesti lavorativi. Avrai dunque la possibilità di misurarti in un contesto di lavoro, traducendo la teoria appresa sui libri in competenze operative.

6. Avere la magistrale è inutile

Non è affatto così.  Ovviamente potrai concludere il tuo ciclo di studi con la laurea triennale, ma è facendo la magistrale che potrai avere maggiori opportunità.

Il ciclo di studi 3 + 2 (ovvero 3 anni per la laurea di primo livello + 2 anni per la laurea specialistica) ti permetterà di raggiungere il titolo di Dottore magistrale. Questo titolo accademico è necessario qualora volessi partecipare ai vari concorsi pubblici, o continuare gli studi accademici, ad esempio come ricercatore o dottorando. E ancora, ti servirà per poter accedere a determinate posizioni lavorative che richiedono una più approfondita conoscenza delle materie e che dunque non considerano abbastanza la laurea triennale.

Per questo, quando ti iscriverai alla Facoltà di Sociologia, ti consigliamo di tenere in conto di tutto questo, in modo da fare una scelta ben ponderata e consapevole.

Laurearsi in Sociologia con Unicusano

Ora che abbiamo esaminato i falsi miti della facoltà di sociologia, vediamo qual è il modo migliore per iniziare un percorso di formazione in questo settore. L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo diversi Corsi di Laurea triennali e magistrali:

Il primo corso, di durata triennale, ha lo scopo di offrire una solida formazione nel campo della sociologia per consentire una corretta analisi dei fenomeni sociali contemporanei, ponendo la dovuta attenzione sull’aspetto metodologico. Qualora volessi proseguire la formazione, potrai specializzarti con una Magistrale, utile per formare sociologi con un’avanzata competenza nelle discipline sociologiche, unita alla capacità di analisi dei fenomeni sociali in chiave interdisciplinare.

Oltre alla qualità assoluta della didattica, curata dai massimi esperti del settore, Unicusano si distingue per l’innovativa metodologia di erogazione delle lezioni: la metodologia telematica. Cosa significa concretamente? Potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non solo: all’interno della piattaforma potrai anche scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti.

Se vuoi specializzarti in sociologia e andare oltre i falsi miti, iscriviti ora: compila il form e sarai ricontattato.

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I 7 saggi sulla psicanalisi da leggere assolutamente

Quali sono i saggi sulla psicanalisi da leggere per approfondire questa disciplina che studia l’inconscio?

Se hai in mente di iscriverti alla facoltà di Psicologia, o se hai anche solo un interesse verso l’argomento e vuoi approfondire specialmente sulle teorie e ipotesi psicoanalitiche, allora sei nel posto giusto.

La psicanalisi è la disciplina che studia la psiche umana, ovvero la nostra mente, basandosi sulle teorie e relazioni  tra conscio e inconscio, esperienze oniriche ed eventi reali. Il fondatore di questa scienza è Sigmund Freud, un neurologo di origini austriache che condusse numerose ricerche che portarono a scoperte di moltissimi processi psichici, che stanno alla base della psicologia moderna.

In questo articolo infatti, ti consiglieremo 7 saggi sulla psicanalisi che dovresti assolutamente leggere. Iniziamo.

Libri sulla psicanalisi da leggere

Sei pronto ad entrare nel vivo di questa disciplina e scoprirne di più? Sicuramente, suscita molto interesse tentare di scoprire i lati oscuri della nostra mente. Ecco che abbiamo per te selezionato 7 saggi sulla psicanalisi: vediamo quali sono.

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1. Introduzione alla psicoanalisi – Sigmund Freud

Come non iniziare a scoprire questa disciplina, se non con questo libro scritto da Freud proprio per introdurre le persone a questa scienza?

In questo saggio del padre della psicanalisi, troviamo le lezioni tenute da lui stesso a inizio ‘900.

Il saggio è diviso in tre parti:

  1. Atti mancati
  2. Il sogno
  3. Teoria generale delle nevrosi

Nonché gli argomenti principali del campo psicoanalitico, dando una panoramica esauriente della disciplina. Un vero classico, da leggere per avvicinarsi alla psicanalisi e comprenderne la genesi.

2. Introduzione alla psicoanalisi contemporanea – Massimo Recalcati

La psicanalisi di Freud appartiene all’era moderna, e su molti aspetti è stata rivisitata proprio perché gli studi sulla mente sono in continuo aggiornamento.

Autore di questo saggio è Massimo Recalcati della figure contemporanee più autorevoli in Italia dell’epoca contemporanea. Il saggio affronta lo sviluppo della disciplina dal dopo Freud.

3. Fuga dalla libertà – Erich Fromm

“Fuga dalla libertà” contiene le riflessioni di Fromm sulla condizione psichica della società: il concetto di base è che l’uomo non sfrutta il progresso (dato dall’introduzione della tecnologia) per avere una vita migliore, ma anzi ne resta intrappolato, isolandosi.

L’uomo odierno non riesce a realizzarsi, a trovare soddisfazione, nonostante abbia molti più strumenti a disposizione.

Inoltre, si analizza il concetto di libertà. L’essere umano è alla continua ricerca di essa, della sensazione di essere privo di limitazioni imposte dalla società. Tuttavia, dopo averla raggiunta, non riesce a gestirla, spaventandosi.

Perciò Fromm analizza qual è la componente psicologica che porta l’uomo a ricercare la libertà per poi fuggire da essa.

4. L’interpretazione dei sogni – Sigmund Freud

Torniamo con un altro libro di Freud che approfondisce una delle tematiche della psicoanalisi, ovvero l’attività onirica. Secondo Freud infatti, i sogni sono un riflesso dei nostri desideri latenti, quelli che temiamo di esprimere per paura del giudizio della società. Interpretando i sogni, scoprendo quali sono i desideri repressi, si può capire quale sia il problema del paziente.

5. Psicologia dell’inconscio – Carl Gustav Jung

Jung è stato uno studente di Freud, ma che con il tempo si è discostato dalle sue teorie, per creare una corrente di pensiero tutta sua: la psicoanalisi Junghiana. Egli infatti, a differenza di Freud, non pone al centro dell’attenzione la sessualità ma all’evoluzione della specie.

“Psicologia dell’inconscio” di Carl Gustav Jung dunque, esplora le principali tematiche della psicoanalisi Junghiana, ovvero: l’inconscio, l’inconscio collettivo e gli archetipi.

6. Psicopatologia della vita quotidiana – Sigmund Freud

“Psicopatologia della vita quotidiana” è tra i saggi più famosi di Freud dopo “l’interpretazione dei sogni”.

Infatti, anche quest’opera è considerato fondamentale per capire al meglio la psicoanalisi freudiana. Nel libro troviamo spiegato l’inconscio, ovvero l’attività mentale “profonda” che può interferire con quella l’attività cosciente. Questa interferenze sbucano fuori sotto forma di pensieri, desideri e fantasie.

Questo saggio illustra meglio queste interferenze, che si presentano come una serie di deviazioni che accadono spontaneamente durante la vita quotidiana.

Un esempio è il dimenticare i nomi, oppure compiere un movimento non intenzionale che richiama l’attenzione su di noi (come lo spandere un bicchiere pieno d’acqua).

Questo “sintomi” prendono il nome di “lapsus freudiani”.

Si concentra dunque sulla psicopatologia che crea questi errori nella vita di tutti i giorni.

7. La psicoanalisi contemporanea – Anthony Bateman, Jeremy Holmes

Ritorniamo ai saggi sulla psicanalisi contemporanea.

Questo saggio lo consigliamo particolarmente poiché illustra le differenze tra le varie correnti di pensiero.

“La psicoanalisi contemporanea” osserva le varie scuole di pensiero che si sono succedute e l’apporto che esse hanno apportato nel tempo. Si analizzano similitudini e differenze: freudiani, kleiniani, lacaniani, psicologi del Sé, delle relazioni oggettuali.

Questo saggio è perfetto per gli studenti di psicologia clinica e dinamica, psicoanalisi e psicoterapia psicoanalitica, ma non solo, può essere di grande spunto per i vari professionisti della salute mentale.

Studiare psicologia a Roma con Unicusano

Abbiamo visto i 7 saggi sulla psicanalisi da leggere per avvicinarti a questa disciplina. Ma quali studi intraprendere per lavorare in questo settore e sapere davvero tutto sull’argomento?

L’Università Niccolò Cusano ha all’attivo ben tre Corsi di Laurea, afferenti alla Facoltà di Psicologia. Ecco quali sono:

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche psicologiche (L-24)
  • Laurea Magistrale in Psicologia Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia clinica e della Riabilitazione
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni

Il primo corso di laurea, di durata triennale, rappresenta il punto d’inizio di questo percorso. Il corso fornisce solide competenze metodologiche nello studio dei processi psicologici e delle scienze umane. Al termine di questo corso, potrai proseguire gli studi con una magistrale, scegliendo l’indirizzo più vicino alle tue ambizioni professionali.

Oltre ad una didattica di estrema qualità, curata dai massimi esperti del settore, Unicusano si distingue per l’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai laurearti in psicologia e seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. All’interno della tua area studente potrai guardare le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

Per iscriverti e iniziare il tuo percorso di formazione nel campo della psicologia, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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I 7 luoghi segreti di Roma che dovresti assolutamente vedere

La città eterna è tra le più visitate (e amate) al mondo: i luoghi turistici, è impossibile non notarli e trovarli in ogni mappa. Ma ci sono tantissime attrazioni non turistiche e poco conosciute che meritano una visita. Se stai cercando dei luoghi segreti a Roma e vivere al massimo la tua esperienza da studente in città, sei nel posto giusto.

In questa guida abbiamo raccolto 7 incredibili, imperdibili luoghi insoliti di Roma.

I luoghi turistici infatti, sono sicuramente da apprezzare: raccontano la storia di questa grande e storica città. Dal Colosseo a Fontana di Trevi, passando per Piazza Venezia e Piazza di Spagna, questi luoghi sono emblematici della Capitale e sono conosciuti davvero da tutti.

Ma facendo un po’ di ricerche, si scopre che c’è un mondo da esplorare. Tante zone sono sottovalutate e non rientrano nei percorsi più battuti, ma ciò non vuol dire che siano meno suggestivi.

Dunque, che dici, partiamo?

7 luoghi segreti a Roma da non perdere

Quali sono i luoghi segreti di Roma? Noi ne abbiamo trovati 7 che ti lasceranno a bocca aperta!

Tra quartieri bizzarri e posti incredibili, durante il tuo soggiorno nella città eterna avrai occasione di vedere luoghi impossibili da dimenticare.

#1 La Casa dei Mostri

Palazzo Zuccari, conosciuto anche come La Casa dei Mostri, è un luogo sicuramente ottimo se vuoi farti una foto memorabile.

Perché si chiama proprio così? Perché ciò che noterai fin da subito sono le porta singolari. Delle immense bocche demoniache spalancate fungono da entrata a…una biblioteca!

Questa casa infatti ospita la Biblioteca Hertziana, con 160 mila volumi…insomma, non poi troppo un luogo infernali se sei amante della cultura!

Ci puoi arrivare salendo la scalinata di Trinità dei Monti, tra via Sistina e via Gregoriana.

#2 Galleria Prospettica del Borromini

Siamo nel cortile di Palazzo Spada, dove puoi visitare la Galleria Spada (la quale ospita opere del XVI e XVII secolo), ma in pochi si soffermano sull’opera di Borromini.

Parliamo della Galleria Prospettica, risalente al 1653. Perché questo nome? Basti pensare che è lunga appena 9 metri, ma grazie alle regole prospettiche utilizzate alla con sapienza, ci da l’illusione di apparire lunga 38 metri!

Un’attrazione da vedere per credere: sconvolgerà  davvero la tua percezione.

#3 La passeggiata del Gelsomino

La passeggiata del Gelsomino non è altro che l’antico binario della Ferrovia Vaticana che congiunge l’Italia allo Stato della Città del Vaticano.

In pratica, dalla Stazione San Pietro, si arriva fino a Città del Vaticano, costeggiando i tetti delle abitazioni.

Una passeggiata da non perdere per vedere un luogo insolito di Roma e da un’altra prospettiva.

#4 Il santuario dei gatti

Il santuario dei gatti è uno dei luoghi segreti a Roma che in pochi conoscono. Si tratta di una vera e propria colonia di teneri felini, la più grande presente in città.

Dove si trova? Beh, in un sito archeologico! Qui troviamo infatti delle rovine storiche riscoperte negli scavi del 1927, e prendono il nome di Largo Argentina.

Troverai ben quattro templi risalenti al 300-400 aC, e il sito comprende l’antico teatro di Pompeo, nonché luogo dove Giulio Cesare fu assassinato nel 44 aC.

Se cerchi un luogo storico importante e non puoi fare a meno dei gatti, questo posto è per te: la colonia ospita dal 1993 oltre 150 felini.

Luogo insolito, ma davvero affascinante.

#5 Porta Alchemica in Piazza Vittorio Emanuele II

La magia ti affascina? Allora questo è un dei luoghi segreti a Roma che ti lascerà a bocca aperta.

In piazza Vittorio Emanuele II, nei giardini, è presente la porta alchemica. La leggenda narra che l’alchimista Francesco Giuseppe Borri e il suo circolo tentò con vari esperimenti a trasformare la materia in oro.

Un giorno però, scomparve nella porta lasciando dietro di sé pepite d’oro e un foglio con enigmi e simboli magici contenente il segreto della pietra filosofale. Quegli enigmi sono riportati sulla porta, con la speranza che qualcuno possa decifrarli.

#6 Cripta dei Cappuccini

Uno dei luoghi segreti di Roma prende il nome di Cripta dei Cappuccini, nella Chiesa di Santa Maria Immacolata in Via Veneto.

Si tratta di un luogo spettrale, che ospita le ossa di 4.000 frati. Se sei facilmente impressionabile, la frase d’effetto in entrata fa sicuramente pensare: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete.”

L’intera cripta è ricoperta di ossa avvolte dai tipici sai, e la puoi visitare tutti i giorni dalle 9 alle 19, acquistando un ticket per l’ingresso.

#7 Quartiere Coppedè

Questo quartiere è completamente fuori dagli schemi. Non c’entra nulla con il resto della città, ed è per questo che sembra di essere in un altro mondo.

Qui troverai, vicinissimo al centro storico, un complesso di 26 palazzine e 17 villini, con fate, personaggi mitologici e case fiabesche.

Situato tra la Salaria e la Nomentana, questo luogo si presenta come un mix di stili architettonici: Liberty, Art Decò, arte greca, gotica, barocca e addirittura medievale, si fondono per affascinare i passanti strabiliati.

Tre cose da sapere per vivere Roma da studente

Ora che abbiamo visto i 7 luoghi segreti di Roma, ecco i tre consigli dell’Università Niccolò Cusano per viverti al massimo questa città sfruttando tutti i benefici dell’essere studente:

  • Usufruisci degli sconti studente. Ci sono davvero moltissime strutture a Roma che mettono a disposizione condizioni particolari per gli studenti. Musei, attrazioni e mezzi di trasporto offrono condizioni agevolate per gli studenti universitari: verifica sempre sui relativi canali di informazione per avere maggiori dettagli
  • Approfitta delle biblioteche per studiare. Oltre ai luoghi segreti da visitare, Roma è ricca di biblioteche, alcune molto affascinanti. Puoi, ad esempio, dedicarti ad un pomeriggio di studio alla Biblioteca Nazionale, alla Biblioteca di Storia Contemporanea, ma anche a quella della Camera dei Deputati
  • Sperimenta lo studio all’aperto. Roma è la città dei giardini. Puoi studiare anche all’aperto, per lasciarti ispirare dalla bellezza della città. Qualche luogo perfetto per lo studio all’aria aperta? Il giardino degli aranci, Villa Borghese, Villa Sciarra, Villa Torlonia, il laghetto dell’EUR.

Non ti resta che scoprire tutte le bellezze e gli angoli nascosti della città!

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Come superare gli esami di giurisprudenza? L’approccio da seguire

Come superare gli esami di giurisprudenza? Questa è sicuramente una delle domande più comuni tra chi si approccia a questa facoltà per la prima volta. Giurisprudenza ha la “fama” di essere una delle lauree più difficili ed impegnative: proprio per questa sua caratteristica, non è raro che gli studenti si preoccupino molto di come affrontare i primi esami nel modo giusto.

Iniziamo col dirti che, senza dubbio, la laurea in giurisprudenza richiede molto impegno nello studio, ma soprattutto un metodo davvero efficace per studiare in modo profittevole. Questo è esattamente ciò che fa la differenza per avere i risultati che desideri e superare gli esami senza intoppi. In questa guida ti spiegheremo come si superano gli esami di giurisprudenza seguendo un metodo di studio ideale e prestando attenzione a tutti quei fattori che possono incidere sui risultati. Iniziamo subito.

Come studiare per superare gli esami di giurisprudenza

Che siano orali o scritti, i primi esami di giurisprudenza sono uno “scoglio” da superare per tutte le nuove matricole. Se ti sei appena iscritto all’Università e non sai da dove cominciare, continua nella lettura: ecco i migliori consigli per studiare giurisprudenza in modo efficace.

Il metodo di studio per giurisprudenza

La prima cosa da dire in questa guida riguarda il metodo di studio ideale per approcciare alla facoltà di giurisprudenza. Come probabilmente saprai, il metodo di studio è quel complesso di pratiche che ti permette di apprendere al massimo delle tue possibilità. Contrariamente a ciò che si pensa, il metodo di studio non riguarda solo la fase di studio vera e propria: questo, infatti, include tutto ciò che riguarda la tua formazione, dall’ascolto delle lezioni allo svolgimento dell’esame.

Giurisprudenza, così come le altre facoltà, richiede un metodo di studio adatto per collegare molte informazioni fra loro. Le fasi più importanti di questo processo sono:

  1. Ascolto delle lezioni
  2. Appunti
  3. Programmazione dello studio
  4. Studio vero e proprio

Vediamoli nel dettaglio.

Ascolto delle lezioni

Se vuoi capire come superare gli esami di giurisprudenza, il segreto più importante riguarda proprio la fase iniziale del tuo studio, che consiste nel “primo incontro” con la disciplina oggetto della prova. Tipicamente, il primo incontro avviene durante la lezione con il docente. Le lezioni sono il punto di partenza di uno studio di qualità. Seguire le lezioni con attenzione ti sgrava di buona parte dell’organizzazione iniziale delle informazioni e ti consente di comprendere appieno tutto ciò che verrà poi trattato nei libri.

Ascoltare le lezioni ti permette di:

  • Capire alla perfezione tutto quello che dovrai studiare e arrivare più preparato alla fase successiva
  • Chiarirti le idee su concetti meno intuitivi e difficili da capire da solo
  • Fare al docente tutte le domande che desideri sul tema
  • Avere già una prima infarinatura dell’argomento

Per questo il nostro primo consiglio per avere risultati profittevoli a giurisprudenza è quello di ascoltare le lezioni. Se sei iscritto all’Unicusano, puoi seguirle comodamente online, grazie alla nostra metodologia telematica. Con questa metodologia, puoi seguire le lezioni su un’area studente online dedicata, in cui potrai anche rivolgere le tue domande al docente e scaricare il materiale didattico di supporto allo studio.

Appunti

Altro elemento importantissimo per avere successo all’università è prendere appunti efficacemente. La fase degli appunti inizia già durante l’ascolto delle lezioni. Ti consigliamo di procedere procurandoti carta e penna, oppure un supporto digitale. A questo punto, inizia a segnare solamente i concetti più importanti.

Non approcciare agli appunti come se fossero un “dettato”. Piuttosto, segna dei concetti e delle parole chiave e cerca di collegarli tra loro. Una volta presi i primi appunti, avrai una fotografia più chiara del tema da affrontare. Per aiutarti ancora di più a capire, puoi realizzare una mappa concettuale.

Programmazione dello studio

La programmazione dello studio è fondamentale per essere sempre organizzato. Ma cosa significa esattamente programmare lo studio? Studiare all’università è diverso rispetto al liceo. Qui dovrai scegliere gli esami che dovrai sostenere volta per volta e prepararti per ciascun esame. Per poterti preparare al meglio, è utile programmare lo studio e organizzare la tua giornata in funzione di questo.

Noi consigliamo di procedere in questo modo:

  • Dai un’occhiata a tutti gli esami di giurisprudenza da sostenere durante l’anno
  • Dividi gli esami da dare per ogni sessione
  • Datti degli obiettivi macro. Ad esempio, dare due esami entro 3 mesi
  • Datti degli obiettivi micro. Di questo parleremo qui sotto

Gli obiettivi micro, infatti, riguardano l’organizzazione delle tue giornate di studio. Supponiamo che tu voglia sostenere due esami entro tre mesi. Dovrai adesso organizzare gli argomenti da studiare per ogni settimana e, subito dopo, organizzare le tue giornate in base alla parte di programma su cui vorrai concentrarti.

Per prima cosa, analizza il tuo materiale di studio. Dividilo in parti e quantifica realisticamente l’impegno giornaliero che ti richiede lo studio di ogni capitolo. A questo punto, per ogni giornata a disposizione, prepara una tabella simile a questa, in base agli impegni che hai:

  • Dalle 9:00 alle 11:00 >> studio capitoli 1 e 2 del manuale
  • Dalle 11:00 alle 11:15 >> PAUSA
  • Dalle 11:15 alle 12:00 >> Ripasso capitoli 1 e 2
  • Dalle 12:00 alle 13:00 >> studio capitolo 3
  • Dalle 13:00 alle 14:00 >> PAUSA
  • Dalle 14:00 alle 14:30 >> ripasso capitolo 3
  • Dalle 14:30 alle 16:00 >> studio capitolo 4
  • Dalle 16:00 alle 16:15 >> PAUSA
  • Dalle 16:15 alle 17:00 >> ripasso capitolo 4
  • Dalle 17:00 alle 18:00 >> ripasso complessivo capitoli 1,2,3 e 4

ATTENZIONE: è fondamentale organizzare al meglio le giornate calcolando obiettivi di studio realistici e, soprattutto, con margini di errore accettabili. Gli imprevisti possono sempre capitare: per evitare di ritrovarti a studiare tutto insieme a ridosso della prova, calcola sempre margini flessibili.

Studio vero e proprio

Se vuoi superare gli esami di giurisprudenza, dovrai essere sempre molto motivato e prepararti a studiare al meglio. Studiare significa comprendere a fondo un argomento e farlo tuo. L’approccio, in questo caso, potrebbe seguire questi passaggi:

  • Una prima lettura superficiale del capitolo da studiare
  • Un’eventuale integrazione degli appunti con le nuove nozioni apprese dalla tua prima lettura
  • Una seconda lettura più approfondita. Se lo desideri, puoi sottolineare i concetti più rilevanti
  • A questo punto, puoi iniziare a memorizzare le informazioni. Abbiamo parlato in altri articoli di questo blog di come aumentare la concentrazione e memorizzare meglio
  • Ripassa i concetti a fine giornata e ogni volta che termini un capitolo

Secondo molti approcci, il modo migliore per fissare le informazioni è ripetere ad alta voce. Molto dipende dall’individualità di ognuno di noi. Puoi provare un altro approccio più dinamico, che ti permette anche di creare dei collegamenti:

  • Immagina tutte le domande frequenti sull’argomento che stai studiando
  • Segnale su un foglio
  • Chiedi ad un collega di università di rivolgertele e di “simulare” un esame. In alternativa, puoi rivolgerti le domande da solo allo specchio e iniziare a provare la tua preparazione

Quello che possiamo dirti è che, contando su un metodo di studio, sarà molto più facile superare gli esami. Non ti resta che sperimentare e trovare la strada migliore per te.

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6 falsi miti sulla vita universitaria da smascherare

Stai pensando di iscriverti all’Università oppure sei solamente agli inizi del tuo percorso accademico? Se il mondo dello studio universitario è nuovo per te, ci sono sicuramente molti aspetti che dovresti considerare prima di farti l’idea sbagliata. Spesso tendiamo ad associare all’Università un certo immaginario, fatto di sudore e sacrificio. Indubbiamente, lo studio richiede impegno e ci saranno momenti anche molto difficili da gestire.

Tuttavia, l’Università è tutt’altro che un ambiente carico di energia negativa. Studiare è un modo per crescere, per evolverti e per arricchire te stesso.  Circolano molte bugie sull’Università che, in questa guida, vogliamo smascherare definitivamente. Vediamo insieme quali sono i 6 falsi miti più diffusi sugli studenti universitari e sulla vita accademica. Iniziamo subito.

Le 6 bugie sulla vita universitaria da conoscere (e qual è la verità)

Iscriversi all’Università è uno dei passaggi più importanti per un giovane. Dopo la maturità, l’Università è il primo passo per avviarti alla costruzione della tua carriera, intraprendendo un percorso formativo utile a sviluppare tutte le skills che ti serviranno per approcciare alla tua professione dei sogni.

Sicuramente, nel tuo immaginario, l’Università appare quasi come un luogo di tortura. Oppure, al contrario, i telefilm americani hanno veicolato un’altra immagine di questo mondo, fatta di feste e divertimento. Ma quanto c’è di vero nella prima e nella seconda visione? Scopriamolo insieme.

#1 – Studiare prevede l’annullamento della tua vita sociale

Uno dei falsi miti sull’Università più radicati in assoluto è quello secondo cui chi si iscrive ad un Corso di Studi debba necessariamente scegliere fra l’accademia e la propria vita privata. In realtà, lo studio è perfettamente conciliabile con i tuoi interessi, le tue passioni e la tua vita sociale.

Al contrario, eliminare completamente le relazioni umane per dedicarti esclusivamente allo studio rischia, a lungo andare, di farti perdere la motivazione e lo slancio iniziali, poiché tutto ti apparirà come più pesante ed alienante. La soluzione ideale è trovare un bilanciamento ottimale di questi due aspetti: da un lato, dovrai trovare il tempo per rispettare i tuoi impegni accademici; dall’altro, dovrai dedicarti a tutto ciò che ti fa stare bene e che fa parte di te. La produttività e la concentrazione passano anche dai momenti di pausa: usali per fare quello che ti piace e per stare con i tuoi amici.

#2 – Ci sono Facoltà per cui si deve “essere portati”

Molto spesso ci sentiamo dire che, per studiare particolari discipline, ci si deve “essere portati”. In realtà non è così: il focus non è su ciò per cui “siamo portati”, ma su quello che vogliamo ottenere, sui nostri obiettivi e sulla nostra volontà di apprendere.

L’impegno, la determinazione e lo studio possono renderci accessibile qualunque percorso. L’importante è che la tua scelta sia dettata da un interesse reale e sincero e che la tua motivazione resti salda nel tempo.

#3 – Studiare tanto porta sempre risultati migliori

Altro falso mito sulla vita universitaria è quello che ci dice che, studiando di più, avremo sempre migliori risultati. Attenzione: non sono le ore di studio, di per sé, a farci ottenere risultati migliori, bensì la qualità del tuo studio. Uno studio di qualità è sempre preferibile ad uno studio di “quantità”. Rimanere ore e ore seduto sui libri, senza però essere concentrato, non ti condurrà a performance migliori.

Molto meglio studiare meno ore al giorno, mantenendo però saldi i livelli di concentrazione e organizzando un programma di studio. L’organizzazione è la chiave per studiare meno e studiare meglio: pianifica il tuo studio giorno per giorno, dandoti degli obiettivi macro (da raggiungere in settimane e mesi) e degli obiettivi micro (da raggiungere quotidianamente). Ad esempio, un obiettivo macro potrebbe essere quello di sostenere due esami in tre mesi. A livello micro, invece, puoi impostare una to-do list quotidiana con una programmazione di studio. Utilizzare questa tabella di marcia ti aiuterà a apprendere meglio e raggiungere risultati ottimali agli esami.

#4 – L’Università è fatta solo di feste

Al contrario del mito #1, anche il mito #4 è piuttosto diffuso nell’immaginario comune, complici i film e le serie TV americane. L’Università è sì un ambiente di socializzazione e di scambio, ma non è fatto solo di questo. Probabilmente conoscerai molte persone nuove e avrai modo di ampliare il tuo giro di amicizie, ma feste e divertimento non sono l’unica cosa a cui dovrai pensare.

L’Università è anche responsabilità: per questo ti consigliamo di bilanciare la parte divertimento e la parte studio, per trovare l’equilibrio migliore.

#5 – All’Università si apprendono solo nozioni

Tra le bugie sull’Università, è piuttosto comune credere che, durante il percorso di studi, ci si limiti ad apprendere solo delle nozioni utili a prepararsi ad una professione. In realtà, l’Università è, anzitutto, un modo per ampliare i tuoi orizzonti: in questo contesto potrai metterti alla prova, sperimentare, avere a che fare con persone nuove e con un cambiamento davvero importante nella tua vita. Imparerai a gestire il tuo tempo, a superare la timidezza dei primi esami, ad allenare le tue doti comunicative durante le prove orali.

Dopo l’Università, avrai appreso tante soft skills come l’organizzazione, la flessibilità, l’abilità comunicativa, che ti saranno utili nel mondo del lavoro.

Inoltre, già dall’Università, potrai misurarti con le prime esperienze professionali: in Unicusano offriamo la possibilità di svolgere stage e tirocini, così da mettere in pratica tutto ciò che apprendi sui libri.

#6 – Lo studio ti impedisce di lavorare o di fare sport

Infine, l’ultimo falso mito sull’Università riguarda la sua presunta inconciliabilità con il lavoro o con lo sport. Come abbiamo già detto per il mito #3, studiare bene prevede una certa organizzazione. Implementare questo modello organizzativo ti consente di coniugare lo studio anche con altre attività, come ad esempio il lavoro o lo sport. Da questo punto di vista, l’Università Niccolò Cusano facilita la tua organizzazione, offrendoti la possibilità di studiare comodamente online con la metodologia telematica.

Grazie a questa metodologia, potrai seguire le lezioni direttamente da casa tua, semplicemente accedendo ad un portale telematico attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Accedendo al portale potrai anche scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

Questo approccio allo studio ti permette di organizzare la giornata con la massima flessibilità, senza orari imposti e senza vincoli di alcun tipo.

Sui falsi miti legati all’Università abbiamo detto proprio tutto per oggi: in quali di questi avevi già creduto?

Commenti disabilitati su 6 falsi miti sulla vita universitaria da smascherare Studiare a Roma

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Come scegliere l’argomento della tesi di laurea in psicologia?

Ci siamo: finalmente hai concluso tutti gli esami e ti attende la tesi finale. L’indecisione prende il sopravvento e ti ritrovi a cercare “argomento tesi si laurea di psicologia” al pc. Sappiamo bene quanto sia impegnativa la scelta dell’argomento da trattare: se hai frequentato un Corso di Laurea in Psicologia Triennale  o Magistrale, questo momento è uno dei più delicati in assoluto.

Molti studenti arrivano a laurearsi in psicologia (ma non solo in questa facoltà!) e cadere in panico per l’esame finale. È essenziale che la tesi sia un argomento di tuo interesse. Non deve annoiarti, perché in sede d’esame questo si noterebbe. Si nota subito quando qualcuno parla di qualcosa che lo appassiona e quando invece, lo fa forzatamente. In questa guida troverai delle idee per tesi di psicologia, ma non solo: la cosa più importante è capire in che modo scegliere il tema da trattare, dandoti spunti su cui riflettere e partire a fare ricerche. Iniziamo subito.

Guida alla scelta dell’argomento per la tesi in psicologia

Per scegliere il giusto argomento di tesi di laurea in psicologia, occorre fare una ricerca accurata. Parti dalle tue passioni, chiedendo il sostegno e dei consigli al tuo relatore ma anche facendo un esame della bibliografia. Per un aiuto in più, abbiamo selezionato anche delle idee per l’argomento tesi di laurea psicologia. Vediamo tutto quello che dovresti sapere su come scrivere una tesi di laurea in psicologia.

#1 – Parti dalle tue passioni

Scrivere una tesi di laurea psicologia sarà un sentiero tortuoso. Dovrai gestire un carico di lavoro non da poco e, per questo, è fondamentale che l’argomento sia scelto nel modo giusto. L’argomento tesi di laurea psicologia deve rispecchiare le tue passioni. Per cominciare, individua almeno 3 passioni su cui potresti costruire la tua tesi. Come? Prova a rispondere a queste domande:

  • C’è una causa che ho particolarmente a cuore?
  • A cosa mi piacerebbe dedicarmi nel futuro?
  • Di cosa parlerei per ore senza stancarmi?

Ricordati che più l’argomento sarà circoscritto, più per te sarà facile svilupparlo. Dunque, fin da subito scegli un ambito ben specifico, non perderti in cose troppo generiche e dispersive.

#2 – Tesi sperimentale o compilativa?

Una delle scelte più importanti da fare riguarda la tipologia di lavoro che vorresti affrontare: tesi sperimentale o compilativa? Definire questo aspetto è fondamentale per la scelta dell’argomento e ti consente di mettere a fuoco fin da subito le tematiche e gli approcci utili per sviluppare il tuo lavoro.

Ma quali sono le differenze tra le due?

  • La tesi sperimentale, come lo stesso nome suggerisce, prevede uno studio e un’analisi “sul campo” di un particolare caso, offrendo un lavoro unico basato su una ricerca circoscritta. In questo caso, ci sarà un obiettivo da raggiungere e una serie di azioni da portare avanti per confutare una tesi. Si tratta generalmente di un lavoro più lungo, che richiede l’utilizzo di strumenti come interviste, questionari, stage, osservazione partecipante
  • La tesi compilativa, invece, prevede la rilettura di teorie e concetti già elaborati da altri, facendo riferimento a un gran numero di fonti, che comprendono libri, saggi, articoli, e quant’altro. Non si tratta di un riassunto, ma di offrire una fotografia inedita di un determinato argomento, a partire da fonti pre esistenti

#3 – Chiedi sostegno al tuo relatore

Se scarseggiano le idee, chiedi un sostegno al tuo relatore. Chiedere consiglio al relatore per delle idee tesi di laurea triennale scienze e tecniche psicologiche infatti, è sempre un bene. Potrebbe darti degli spunti validi per sviluppare la tua tesi di laurea psicologia. Non solo: eviterai, quando giunge l’ora della correzione, di ritrovarti a dover fare fin troppi sconvolgimenti.

Il tuo relatore è a tua disposizione proprio per aiutarti in questo percorso: esprimigli i tuoi dubbi e le tue perplessità senza timori. In questo modo potrai trarre spunti utili per iniziare il tuo lavoro, avere qualche traccia bibliografica su cui iniziare a riflettere e immaginare la costruzione della tua tesi.

#4 – Fai un primo esame della bibliografia

La bibliografia è l’insieme di tutte le fonti che hai consultato per poter scrivere la tua tesi di laurea triennale scienze e tecniche psicologiche. Questa non può servirti esclusivamente quando l’argomento per la tesi di laurea in psicologia l’hai già scelto, anzi. Consulta fonti differenti per farti delle idee. Sfoglia i testi che più ti piacciono o più chiari, ordinati, dettagliati. “Partire dalla fine” alle volte può essere di grande aiuto, poiché se già trovi dei testi coinvolgenti, il lavoro che svolgerai dopo sarà anche più agevolato.

Per individuare una bibliografia preliminare di base, ci sono alcuni metodi che potresti applicare:

  • Recati in biblioteca. Consultare gli elenchi digitali della biblioteca e esaminare i testi disponibili su un dato argomento ti aiuterà ad avere una visione panoramica dello stesso e capire quanto è trattato in letteratura. Questo processo è fondamentale soprattutto se desideri svolgere una tesi di tipo compilativo
  • Chiedi al tuo relatore. Come abbiamo detto, il relatore è la tua migliore risorsa. Chiedi il suo aiuto per una prima bibliografia utile
  • Leggi la bibliografia di libri importanti su quell’argomento. Per risalire a fonti interessanti, la cosa migliore da fare è consultare le fonti di chi, prima di te, ha già svolto un lavoro di ricerca e di analisi su un determinato argomento
  • Leggi articoli scientifici. I paper scientifici sono utilissimi per individuare la tua bibliografia. Anche in questo caso, consulta le fonti e inizia a stilare un elenco dei libri che potrebbero esserti utili per il tuo lavoro

Idee di argomenti per la tesi in psicologia

Passiamo ora ad un piccolo elenco di esempi di argomenti tesi di laurea psicologia.

Argomenti per psicologia dello sviluppo

  • Sviluppo e educazione dei “bambini felici di Summerhill”
  • Gli effetti dei videogiochi violenti sul comportamento degli adolescenti
  • Linguaggio del gioco simbolo Piaget Winnicott
  • Sviluppo e educazione dei bambini Huaorani sino ai tre anni di età nella Comunità di Guiyero
  • Una valutazione globale dello sviluppo personale, sociale ed emotivo dei bambini prematuri attraverso le Scale Griffiths III

Argomenti per psicologia del lavoro

  • Career counseling e career coaching: definizioni e attività
  • Differenze di genere relativamente ai ruoli assunti nel mondo del lavoro
  • Stress lavoro-correlato negli agenti di polizia penitenziaria
  • Pregiudizio e discriminazione (omofobia, sessismo, razzismo) durante il lavoro

Su come scegliere l’argomento della tesi in psicologia abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi saperne di più sulla Facoltà di Psicologia a Roma Unicusano, consulta il sito web o compila il form per ricevere informazioni personalizzate.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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