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Come superare gli esami di giurisprudenza? L’approccio da seguire

Come superare gli esami di giurisprudenza? Questa è sicuramente una delle domande più comuni tra chi si approccia a questa facoltà per la prima volta. Giurisprudenza ha la “fama” di essere una delle lauree più difficili ed impegnative: proprio per questa sua caratteristica, non è raro che gli studenti si preoccupino molto di come affrontare i primi esami nel modo giusto.

Iniziamo col dirti che, senza dubbio, la laurea in giurisprudenza richiede molto impegno nello studio, ma soprattutto un metodo davvero efficace per studiare in modo profittevole. Questo è esattamente ciò che fa la differenza per avere i risultati che desideri e superare gli esami senza intoppi. In questa guida ti spiegheremo come si superano gli esami di giurisprudenza seguendo un metodo di studio ideale e prestando attenzione a tutti quei fattori che possono incidere sui risultati. Iniziamo subito.

Come studiare per superare gli esami di giurisprudenza

Che siano orali o scritti, i primi esami di giurisprudenza sono uno “scoglio” da superare per tutte le nuove matricole. Se ti sei appena iscritto all’Università e non sai da dove cominciare, continua nella lettura: ecco i migliori consigli per studiare giurisprudenza in modo efficace.

Il metodo di studio per giurisprudenza

La prima cosa da dire in questa guida riguarda il metodo di studio ideale per approcciare alla facoltà di giurisprudenza. Come probabilmente saprai, il metodo di studio è quel complesso di pratiche che ti permette di apprendere al massimo delle tue possibilità. Contrariamente a ciò che si pensa, il metodo di studio non riguarda solo la fase di studio vera e propria: questo, infatti, include tutto ciò che riguarda la tua formazione, dall’ascolto delle lezioni allo svolgimento dell’esame.

Giurisprudenza, così come le altre facoltà, richiede un metodo di studio adatto per collegare molte informazioni fra loro. Le fasi più importanti di questo processo sono:

  1. Ascolto delle lezioni
  2. Appunti
  3. Programmazione dello studio
  4. Studio vero e proprio

Vediamoli nel dettaglio.

Ascolto delle lezioni

Se vuoi capire come superare gli esami di giurisprudenza, il segreto più importante riguarda proprio la fase iniziale del tuo studio, che consiste nel “primo incontro” con la disciplina oggetto della prova. Tipicamente, il primo incontro avviene durante la lezione con il docente. Le lezioni sono il punto di partenza di uno studio di qualità. Seguire le lezioni con attenzione ti sgrava di buona parte dell’organizzazione iniziale delle informazioni e ti consente di comprendere appieno tutto ciò che verrà poi trattato nei libri.

Ascoltare le lezioni ti permette di:

  • Capire alla perfezione tutto quello che dovrai studiare e arrivare più preparato alla fase successiva
  • Chiarirti le idee su concetti meno intuitivi e difficili da capire da solo
  • Fare al docente tutte le domande che desideri sul tema
  • Avere già una prima infarinatura dell’argomento

Per questo il nostro primo consiglio per avere risultati profittevoli a giurisprudenza è quello di ascoltare le lezioni. Se sei iscritto all’Unicusano, puoi seguirle comodamente online, grazie alla nostra metodologia telematica. Con questa metodologia, puoi seguire le lezioni su un’area studente online dedicata, in cui potrai anche rivolgere le tue domande al docente e scaricare il materiale didattico di supporto allo studio.

Appunti

Altro elemento importantissimo per avere successo all’università è prendere appunti efficacemente. La fase degli appunti inizia già durante l’ascolto delle lezioni. Ti consigliamo di procedere procurandoti carta e penna, oppure un supporto digitale. A questo punto, inizia a segnare solamente i concetti più importanti.

Non approcciare agli appunti come se fossero un “dettato”. Piuttosto, segna dei concetti e delle parole chiave e cerca di collegarli tra loro. Una volta presi i primi appunti, avrai una fotografia più chiara del tema da affrontare. Per aiutarti ancora di più a capire, puoi realizzare una mappa concettuale.

Programmazione dello studio

La programmazione dello studio è fondamentale per essere sempre organizzato. Ma cosa significa esattamente programmare lo studio? Studiare all’università è diverso rispetto al liceo. Qui dovrai scegliere gli esami che dovrai sostenere volta per volta e prepararti per ciascun esame. Per poterti preparare al meglio, è utile programmare lo studio e organizzare la tua giornata in funzione di questo.

Noi consigliamo di procedere in questo modo:

  • Dai un’occhiata a tutti gli esami di giurisprudenza da sostenere durante l’anno
  • Dividi gli esami da dare per ogni sessione
  • Datti degli obiettivi macro. Ad esempio, dare due esami entro 3 mesi
  • Datti degli obiettivi micro. Di questo parleremo qui sotto

Gli obiettivi micro, infatti, riguardano l’organizzazione delle tue giornate di studio. Supponiamo che tu voglia sostenere due esami entro tre mesi. Dovrai adesso organizzare gli argomenti da studiare per ogni settimana e, subito dopo, organizzare le tue giornate in base alla parte di programma su cui vorrai concentrarti.

Per prima cosa, analizza il tuo materiale di studio. Dividilo in parti e quantifica realisticamente l’impegno giornaliero che ti richiede lo studio di ogni capitolo. A questo punto, per ogni giornata a disposizione, prepara una tabella simile a questa, in base agli impegni che hai:

  • Dalle 9:00 alle 11:00 >> studio capitoli 1 e 2 del manuale
  • Dalle 11:00 alle 11:15 >> PAUSA
  • Dalle 11:15 alle 12:00 >> Ripasso capitoli 1 e 2
  • Dalle 12:00 alle 13:00 >> studio capitolo 3
  • Dalle 13:00 alle 14:00 >> PAUSA
  • Dalle 14:00 alle 14:30 >> ripasso capitolo 3
  • Dalle 14:30 alle 16:00 >> studio capitolo 4
  • Dalle 16:00 alle 16:15 >> PAUSA
  • Dalle 16:15 alle 17:00 >> ripasso capitolo 4
  • Dalle 17:00 alle 18:00 >> ripasso complessivo capitoli 1,2,3 e 4

ATTENZIONE: è fondamentale organizzare al meglio le giornate calcolando obiettivi di studio realistici e, soprattutto, con margini di errore accettabili. Gli imprevisti possono sempre capitare: per evitare di ritrovarti a studiare tutto insieme a ridosso della prova, calcola sempre margini flessibili.

Studio vero e proprio

Se vuoi superare gli esami di giurisprudenza, dovrai essere sempre molto motivato e prepararti a studiare al meglio. Studiare significa comprendere a fondo un argomento e farlo tuo. L’approccio, in questo caso, potrebbe seguire questi passaggi:

  • Una prima lettura superficiale del capitolo da studiare
  • Un’eventuale integrazione degli appunti con le nuove nozioni apprese dalla tua prima lettura
  • Una seconda lettura più approfondita. Se lo desideri, puoi sottolineare i concetti più rilevanti
  • A questo punto, puoi iniziare a memorizzare le informazioni. Abbiamo parlato in altri articoli di questo blog di come aumentare la concentrazione e memorizzare meglio
  • Ripassa i concetti a fine giornata e ogni volta che termini un capitolo

Secondo molti approcci, il modo migliore per fissare le informazioni è ripetere ad alta voce. Molto dipende dall’individualità di ognuno di noi. Puoi provare un altro approccio più dinamico, che ti permette anche di creare dei collegamenti:

  • Immagina tutte le domande frequenti sull’argomento che stai studiando
  • Segnale su un foglio
  • Chiedi ad un collega di università di rivolgertele e di “simulare” un esame. In alternativa, puoi rivolgerti le domande da solo allo specchio e iniziare a provare la tua preparazione

Quello che possiamo dirti è che, contando su un metodo di studio, sarà molto più facile superare gli esami. Non ti resta che sperimentare e trovare la strada migliore per te.

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6 falsi miti sulla vita universitaria da smascherare

Stai pensando di iscriverti all’Università oppure sei solamente agli inizi del tuo percorso accademico? Se il mondo dello studio universitario è nuovo per te, ci sono sicuramente molti aspetti che dovresti considerare prima di farti l’idea sbagliata. Spesso tendiamo ad associare all’Università un certo immaginario, fatto di sudore e sacrificio. Indubbiamente, lo studio richiede impegno e ci saranno momenti anche molto difficili da gestire.

Tuttavia, l’Università è tutt’altro che un ambiente carico di energia negativa. Studiare è un modo per crescere, per evolverti e per arricchire te stesso.  Circolano molte bugie sull’Università che, in questa guida, vogliamo smascherare definitivamente. Vediamo insieme quali sono i 6 falsi miti più diffusi sugli studenti universitari e sulla vita accademica. Iniziamo subito.

Le 6 bugie sulla vita universitaria da conoscere (e qual è la verità)

Iscriversi all’Università è uno dei passaggi più importanti per un giovane. Dopo la maturità, l’Università è il primo passo per avviarti alla costruzione della tua carriera, intraprendendo un percorso formativo utile a sviluppare tutte le skills che ti serviranno per approcciare alla tua professione dei sogni.

Sicuramente, nel tuo immaginario, l’Università appare quasi come un luogo di tortura. Oppure, al contrario, i telefilm americani hanno veicolato un’altra immagine di questo mondo, fatta di feste e divertimento. Ma quanto c’è di vero nella prima e nella seconda visione? Scopriamolo insieme.

#1 – Studiare prevede l’annullamento della tua vita sociale

Uno dei falsi miti sull’Università più radicati in assoluto è quello secondo cui chi si iscrive ad un Corso di Studi debba necessariamente scegliere fra l’accademia e la propria vita privata. In realtà, lo studio è perfettamente conciliabile con i tuoi interessi, le tue passioni e la tua vita sociale.

Al contrario, eliminare completamente le relazioni umane per dedicarti esclusivamente allo studio rischia, a lungo andare, di farti perdere la motivazione e lo slancio iniziali, poiché tutto ti apparirà come più pesante ed alienante. La soluzione ideale è trovare un bilanciamento ottimale di questi due aspetti: da un lato, dovrai trovare il tempo per rispettare i tuoi impegni accademici; dall’altro, dovrai dedicarti a tutto ciò che ti fa stare bene e che fa parte di te. La produttività e la concentrazione passano anche dai momenti di pausa: usali per fare quello che ti piace e per stare con i tuoi amici.

#2 – Ci sono Facoltà per cui si deve “essere portati”

Molto spesso ci sentiamo dire che, per studiare particolari discipline, ci si deve “essere portati”. In realtà non è così: il focus non è su ciò per cui “siamo portati”, ma su quello che vogliamo ottenere, sui nostri obiettivi e sulla nostra volontà di apprendere.

L’impegno, la determinazione e lo studio possono renderci accessibile qualunque percorso. L’importante è che la tua scelta sia dettata da un interesse reale e sincero e che la tua motivazione resti salda nel tempo.

#3 – Studiare tanto porta sempre risultati migliori

Altro falso mito sulla vita universitaria è quello che ci dice che, studiando di più, avremo sempre migliori risultati. Attenzione: non sono le ore di studio, di per sé, a farci ottenere risultati migliori, bensì la qualità del tuo studio. Uno studio di qualità è sempre preferibile ad uno studio di “quantità”. Rimanere ore e ore seduto sui libri, senza però essere concentrato, non ti condurrà a performance migliori.

Molto meglio studiare meno ore al giorno, mantenendo però saldi i livelli di concentrazione e organizzando un programma di studio. L’organizzazione è la chiave per studiare meno e studiare meglio: pianifica il tuo studio giorno per giorno, dandoti degli obiettivi macro (da raggiungere in settimane e mesi) e degli obiettivi micro (da raggiungere quotidianamente). Ad esempio, un obiettivo macro potrebbe essere quello di sostenere due esami in tre mesi. A livello micro, invece, puoi impostare una to-do list quotidiana con una programmazione di studio. Utilizzare questa tabella di marcia ti aiuterà a apprendere meglio e raggiungere risultati ottimali agli esami.

#4 – L’Università è fatta solo di feste

Al contrario del mito #1, anche il mito #4 è piuttosto diffuso nell’immaginario comune, complici i film e le serie TV americane. L’Università è sì un ambiente di socializzazione e di scambio, ma non è fatto solo di questo. Probabilmente conoscerai molte persone nuove e avrai modo di ampliare il tuo giro di amicizie, ma feste e divertimento non sono l’unica cosa a cui dovrai pensare.

L’Università è anche responsabilità: per questo ti consigliamo di bilanciare la parte divertimento e la parte studio, per trovare l’equilibrio migliore.

#5 – All’Università si apprendono solo nozioni

Tra le bugie sull’Università, è piuttosto comune credere che, durante il percorso di studi, ci si limiti ad apprendere solo delle nozioni utili a prepararsi ad una professione. In realtà, l’Università è, anzitutto, un modo per ampliare i tuoi orizzonti: in questo contesto potrai metterti alla prova, sperimentare, avere a che fare con persone nuove e con un cambiamento davvero importante nella tua vita. Imparerai a gestire il tuo tempo, a superare la timidezza dei primi esami, ad allenare le tue doti comunicative durante le prove orali.

Dopo l’Università, avrai appreso tante soft skills come l’organizzazione, la flessibilità, l’abilità comunicativa, che ti saranno utili nel mondo del lavoro.

Inoltre, già dall’Università, potrai misurarti con le prime esperienze professionali: in Unicusano offriamo la possibilità di svolgere stage e tirocini, così da mettere in pratica tutto ciò che apprendi sui libri.

#6 – Lo studio ti impedisce di lavorare o di fare sport

Infine, l’ultimo falso mito sull’Università riguarda la sua presunta inconciliabilità con il lavoro o con lo sport. Come abbiamo già detto per il mito #3, studiare bene prevede una certa organizzazione. Implementare questo modello organizzativo ti consente di coniugare lo studio anche con altre attività, come ad esempio il lavoro o lo sport. Da questo punto di vista, l’Università Niccolò Cusano facilita la tua organizzazione, offrendoti la possibilità di studiare comodamente online con la metodologia telematica.

Grazie a questa metodologia, potrai seguire le lezioni direttamente da casa tua, semplicemente accedendo ad un portale telematico attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Accedendo al portale potrai anche scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

Questo approccio allo studio ti permette di organizzare la giornata con la massima flessibilità, senza orari imposti e senza vincoli di alcun tipo.

Sui falsi miti legati all’Università abbiamo detto proprio tutto per oggi: in quali di questi avevi già creduto?

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Come scegliere l’argomento della tesi di laurea in psicologia?

Ci siamo: finalmente hai concluso tutti gli esami e ti attende la tesi finale. L’indecisione prende il sopravvento e ti ritrovi a cercare “argomento tesi si laurea di psicologia” al pc. Sappiamo bene quanto sia impegnativa la scelta dell’argomento da trattare: se hai frequentato un Corso di Laurea in Psicologia Triennale  o Magistrale, questo momento è uno dei più delicati in assoluto.

Molti studenti arrivano a laurearsi in psicologia (ma non solo in questa facoltà!) e cadere in panico per l’esame finale. È essenziale che la tesi sia un argomento di tuo interesse. Non deve annoiarti, perché in sede d’esame questo si noterebbe. Si nota subito quando qualcuno parla di qualcosa che lo appassiona e quando invece, lo fa forzatamente. In questa guida troverai delle idee per tesi di psicologia, ma non solo: la cosa più importante è capire in che modo scegliere il tema da trattare, dandoti spunti su cui riflettere e partire a fare ricerche. Iniziamo subito.

Guida alla scelta dell’argomento per la tesi in psicologia

Per scegliere il giusto argomento di tesi di laurea in psicologia, occorre fare una ricerca accurata. Parti dalle tue passioni, chiedendo il sostegno e dei consigli al tuo relatore ma anche facendo un esame della bibliografia. Per un aiuto in più, abbiamo selezionato anche delle idee per l’argomento tesi di laurea psicologia. Vediamo tutto quello che dovresti sapere su come scrivere una tesi di laurea in psicologia.

#1 – Parti dalle tue passioni

Scrivere una tesi di laurea psicologia sarà un sentiero tortuoso. Dovrai gestire un carico di lavoro non da poco e, per questo, è fondamentale che l’argomento sia scelto nel modo giusto. L’argomento tesi di laurea psicologia deve rispecchiare le tue passioni. Per cominciare, individua almeno 3 passioni su cui potresti costruire la tua tesi. Come? Prova a rispondere a queste domande:

  • C’è una causa che ho particolarmente a cuore?
  • A cosa mi piacerebbe dedicarmi nel futuro?
  • Di cosa parlerei per ore senza stancarmi?

Ricordati che più l’argomento sarà circoscritto, più per te sarà facile svilupparlo. Dunque, fin da subito scegli un ambito ben specifico, non perderti in cose troppo generiche e dispersive.

#2 – Tesi sperimentale o compilativa?

Una delle scelte più importanti da fare riguarda la tipologia di lavoro che vorresti affrontare: tesi sperimentale o compilativa? Definire questo aspetto è fondamentale per la scelta dell’argomento e ti consente di mettere a fuoco fin da subito le tematiche e gli approcci utili per sviluppare il tuo lavoro.

Ma quali sono le differenze tra le due?

  • La tesi sperimentale, come lo stesso nome suggerisce, prevede uno studio e un’analisi “sul campo” di un particolare caso, offrendo un lavoro unico basato su una ricerca circoscritta. In questo caso, ci sarà un obiettivo da raggiungere e una serie di azioni da portare avanti per confutare una tesi. Si tratta generalmente di un lavoro più lungo, che richiede l’utilizzo di strumenti come interviste, questionari, stage, osservazione partecipante
  • La tesi compilativa, invece, prevede la rilettura di teorie e concetti già elaborati da altri, facendo riferimento a un gran numero di fonti, che comprendono libri, saggi, articoli, e quant’altro. Non si tratta di un riassunto, ma di offrire una fotografia inedita di un determinato argomento, a partire da fonti pre esistenti

#3 – Chiedi sostegno al tuo relatore

Se scarseggiano le idee, chiedi un sostegno al tuo relatore. Chiedere consiglio al relatore per delle idee tesi di laurea triennale scienze e tecniche psicologiche infatti, è sempre un bene. Potrebbe darti degli spunti validi per sviluppare la tua tesi di laurea psicologia. Non solo: eviterai, quando giunge l’ora della correzione, di ritrovarti a dover fare fin troppi sconvolgimenti.

Il tuo relatore è a tua disposizione proprio per aiutarti in questo percorso: esprimigli i tuoi dubbi e le tue perplessità senza timori. In questo modo potrai trarre spunti utili per iniziare il tuo lavoro, avere qualche traccia bibliografica su cui iniziare a riflettere e immaginare la costruzione della tua tesi.

#4 – Fai un primo esame della bibliografia

La bibliografia è l’insieme di tutte le fonti che hai consultato per poter scrivere la tua tesi di laurea triennale scienze e tecniche psicologiche. Questa non può servirti esclusivamente quando l’argomento per la tesi di laurea in psicologia l’hai già scelto, anzi. Consulta fonti differenti per farti delle idee. Sfoglia i testi che più ti piacciono o più chiari, ordinati, dettagliati. “Partire dalla fine” alle volte può essere di grande aiuto, poiché se già trovi dei testi coinvolgenti, il lavoro che svolgerai dopo sarà anche più agevolato.

Per individuare una bibliografia preliminare di base, ci sono alcuni metodi che potresti applicare:

  • Recati in biblioteca. Consultare gli elenchi digitali della biblioteca e esaminare i testi disponibili su un dato argomento ti aiuterà ad avere una visione panoramica dello stesso e capire quanto è trattato in letteratura. Questo processo è fondamentale soprattutto se desideri svolgere una tesi di tipo compilativo
  • Chiedi al tuo relatore. Come abbiamo detto, il relatore è la tua migliore risorsa. Chiedi il suo aiuto per una prima bibliografia utile
  • Leggi la bibliografia di libri importanti su quell’argomento. Per risalire a fonti interessanti, la cosa migliore da fare è consultare le fonti di chi, prima di te, ha già svolto un lavoro di ricerca e di analisi su un determinato argomento
  • Leggi articoli scientifici. I paper scientifici sono utilissimi per individuare la tua bibliografia. Anche in questo caso, consulta le fonti e inizia a stilare un elenco dei libri che potrebbero esserti utili per il tuo lavoro

Idee di argomenti per la tesi in psicologia

Passiamo ora ad un piccolo elenco di esempi di argomenti tesi di laurea psicologia.

Argomenti per psicologia dello sviluppo

  • Sviluppo e educazione dei “bambini felici di Summerhill”
  • Gli effetti dei videogiochi violenti sul comportamento degli adolescenti
  • Linguaggio del gioco simbolo Piaget Winnicott
  • Sviluppo e educazione dei bambini Huaorani sino ai tre anni di età nella Comunità di Guiyero
  • Una valutazione globale dello sviluppo personale, sociale ed emotivo dei bambini prematuri attraverso le Scale Griffiths III

Argomenti per psicologia del lavoro

  • Career counseling e career coaching: definizioni e attività
  • Differenze di genere relativamente ai ruoli assunti nel mondo del lavoro
  • Stress lavoro-correlato negli agenti di polizia penitenziaria
  • Pregiudizio e discriminazione (omofobia, sessismo, razzismo) durante il lavoro

Su come scegliere l’argomento della tesi in psicologia abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi saperne di più sulla Facoltà di Psicologia a Roma Unicusano, consulta il sito web o compila il form per ricevere informazioni personalizzate.

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I 7 vip laureati in giurisprudenza

Sapevi che tra i personaggi più famosi dello sport, del cinema e dello spettacolo si nascondono tantissimi laureati in giurisprudenza? Sì, la passione per la legge ha coinvolto diverse personalità, anche le più “insospettabili”.

Studiare giurisprudenza è un percorso lungo e impegnativo, ma anche molto affascinante: è attraverso lo studio di questa materia che apprendi come funziona la legge e come viene disciplinata la giustizia. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche le star hanno scelto di avventurarsi in questo cammino: molte di esse, infatti, hanno svolto altre professioni prima di arrivare al successo.

In questa guida abbiamo raccolto i 7 vip che hanno una laurea in giurisprudenza: non ci resta che augurarti buona lettura!

Personaggi famosi laureati in giurisprudenza

Curioso di scoprire quali sono i volti noti dello spettacolo che hanno una laurea in giurisprudenza? Ecco i 7 che non ti aspetti.

#1 – Massimo Giletti

Uno dei volti più noti della nostra TV, Massimo Giletti, si è laureato in Giurisprudenza con 110 e lode all’Università degli Studi di Torino. Conduttore de L’Arena, Giletti fa parte ormai della nostra quotidianità in TV con una carriera più che ventennale. Ha esordito come giornalista nel 1988 nella redazione di Mixer e come conduttore televisivo negli anni 90 presentando i contenitori di Rai 2 Mattina in famiglia, Mezzogiorno in famiglia e I fatti vostri.

Negli anni la sua carriera di giornalista lo ha visto protagonista in diversi canali TV. Nel 2017, dopo la cancellazione de L’Arena, lascia la Rai e passa a LA7 dove conduce il talk Non è L’Arena.

#2 – Maria De Filippi

Anche la regina dei reality e talk show Maria De Filippi ha una laurea in giurisprudenza. Presente sul piccolo schermo dal 1992, ha rafforzato la sua notorietà negli anni successivi presentando e producendo diversi format divenuti poi programmi televisivi di punta di Mediaset come Uomini e donne, C’è posta per te, Temptation Island, Tú sí que vales e Amici di Maria De Filippi.

Oggi la De Filippi è diventata un’icona della nostra TV, ma nel suo passato vanta una laurea con lode in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia, con specializzazione in Scienza delle Finanze e con un tentativo di ingresso in Magistratura.

#3 – Checco Zalone

Uno dei vip con una laurea in giurisprudenza più “improbabili” è Checco Zalone. Il comico pugliese, all’anagrafe Luca Pasquale Medici, ha alle spalle un diploma al liceo scientifico Sante Simone di Conversano e una laurea in giurisprudenza all’Università di Bari “Aldo Moro”. Zalone ha anche provato a superare qualche concorso pubblico, come quello da vice ispettore di Polizia e all’Inail a Rimini, ma senza successo.

Attualmente Checco Zalone è uno degli attori più amati in Italia: al 2020, i suoi film sono campioni d’incasso con oltre 220 milioni di euro al botteghino e compaiono nella lista dei 10 film di maggior successo della storia del cinema italiano.

#4 – Barack Obama

Dall’Italia passiamo oltreoceano, menzionando uno degli uomini più influenti e famosi della storia: Barack Obama. L’ex Presidente USA si è laureato in scienze politiche alla Columbia University (1983) e in giurisprudenza alla Harvard Law School nel 1991.

Prima di concludere gli studi in legge, Obama ha ricoperto il ruolo di «community organizer» a Chicago; successivamente ha lavorato come avvocato nel campo della difesa dei diritti civili, insegnando inoltre diritto costituzionale presso la Law School dell’Università di Chicago dal 1992 al 2004.

#5 – Gerard Butler

Tornando ora al mondo del cinema, tra gli attori laureati in giurisprudenza figura anche Gerard Butler. Noto per aver interpretato il re spartano Leonida nel film “300”, Butler è stato anche un talentuoso studente universitario, conseguendo la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Glasgow.

#6 – Antonella Clerici

Anche Antonella Clerici, uno dei volti degli spettacoli TV RAI, ha una laurea in giurisprudenza. Prima di diventare la signora della Prova del cuoco, la Clerici si è diplomata al Liceo Classico “Galileo Galilei” di Legnano (MI) e ha poi conseguito una laurea in giurisprudenza all’Università di Milano con 110 e lode.

Prima di entrare nel mondo della TV, la Clerici stava studiando per diventare magistrato.

#7 – Guglielmo Stendardo

Concludiamo la nostra top seven con i vip laureati in giurisprudenza con uno sportivo, il calciatore Guglielmo Stendardo. Cresciuto nel Napoli, insieme al fratello Mariano, ha esordito in Serie A nella partita Napoli-Bari 2-2 il 16 maggio 1998 ed è stato il più giovane esordiente del Napoli della storia.

Dopo essere passato ad altri club, dalla Lazio al Pescara, Stendardo ha abbandonato il calcio giocato nel 2018. Non tutti sanno, però, che il calciatore si è laureato in giurisprudenza alla Link Campus University of Malta e nel dicembre del 2012 ha sostenuto l’esame di stato per diventare avvocato. Attualmente svolge l’attività di avvocato, insegnando anche alla LUISS, è opinionista sui canali Rai per le partite di Coppa Italia ed è spesso ospite a Sportitalia.

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Le 10 cose che non ti aspetti dalla facoltà di psicologia

Sei in procinto di iscriverti all’Università e stai valutando la facoltà di psicologia? Beh, sappiamo quanto il momento della scelta della facoltà ideale sia impegnativo: probabilmente ti starai chiedendo se questa via è quella giusta per il tuo futuro o se vale la pena prendere in considerazione altre opportunità.

Studiare psicologia è un viaggio davvero affascinante: puoi apprendere moltissimo già dalle prime lezioni, puoi crescere personalmente e professionalmente avvicinandoti a ciò che rappresenta la massima comprensione della psiche umana. In altre parole, gli studi di psicologia ti consentono di acquisire una serie di competenze diverse, dall’analisi del comportamento  alla fisiologia del cervello. Lo scopo è comprendere meglio il funzionamento della mente umana, delle nostre relazioni, del rapporto con noi stessi.

Se sei ancora indeciso sul percorso da intraprendere e stai cercando qualche informazione in più sulla facoltà di psicologia, abbiamo raccolto in questa guida le 10 cose che potresti non sapere sullo studio di questa disciplina all’Università. Ecco quali sono.

10 cose da sapere prima di iscriverti a psicologia

Psicologia è una delle materie più complesse e affascinanti in assoluto. Vediamo insieme le 10 cose da sapere prima di diventare ufficialmente uno studente di questa facoltà.

#1 – Capirai come funziona la mente umana

La psicologia è esattamente quella scienza che si occupa dello studio della mente e del comportamento umano. Approcciando a questa facoltà, entrerai ufficialmente a contatto con questa disciplina, che si collega con tante altre come filosofia, sociologia, antropologia, pedagogia, biologia.

Questo perché la psicologia ha diversi ambiti di analisi, dal singolo ai gruppi, dal bambino all’anziano, dalla vita personale al lavoro. Capirai finalmente come funziona la mente umana, cosa determina i nostri comportamenti, perché preferiamo determinate scelte rispetto ad altre, come approcciamo agli altri. La psicologia fa luce sullo sviluppo della vita del bambino, dai primi passi alle prime parole. Conoscerai meglio i modelli di interazione tra gruppi e il fluire delle emozioni. Tutto questo ti farà crescere molto e non solo professionalmente.

#2 – Dovrai studiare molto

Uno dei “falsi miti” che circolano più spesso sulla facoltà di psicologia è che si studi poco. Niente di più falso: questa facoltà, come tutte le altre, richiede un impegno costante in termini di studio e di attenzione. Ci sono degli aspetti anche piuttosto complessi, che richiederanno qualche ora di studio extra. In generale, se vuoi ottenere buoni risultati, dovrai allenare la tua concentrazione e impegnarti sempre a dare il massimo.

#3 – Ci sono diversi sbocchi lavorativi

Un’altra credenza comune è che psicologia conduca solamente alla professione di psicologo. In realtà ci sono diversi sbocchi lavorativi che potresti considerare, dai più classici a quelli più innovativi. Lo studio della psicologia si è evoluto nel tempo, così come il mercato del lavoro: potrai lavorare come psicologo e psicoterapeuta, ma anche nelle risorse umane, nel settore dell’istruzione e della formazione o in quello della consulenza.

#4 – Potrai accedere all’iter per diventare psicologo

Tuttavia, uno dei motivi principali che spingono alla scelta di questa facoltà è quello di intraprendere la professione di psicologo. Per poter diventare psicologo, dovrai anzitutto ottenere una laurea magistrale in psicologia. Dopodiché dovrai svolgere un tirocinio professionalizzante di un anno presso una struttura convenzionata, che ti consentirà di acquisire una serie di competenze utili per trasformare le tue conoscenze in abilità concrete. Dovrai poi superare un Esame di stato per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione. L’Esame si compone di quattro prove (tre prove scritte, una orale); una volta superato, potrai effettuare l’iscrizione alla sezione A dell’Albo professionale.

#5 – Allenerai il tuo pensiero critico

Uno dei più grandi vantaggi che derivano dallo studio della psicologia fa riferimento allo sviluppo del tuo pensiero critico. Le teorie con cui ti approccerai e gli autori che studierai ti aiuteranno inevitabilmente ad allenare la tua capacità di pensare: questo è utile nel lavoro ma anche e soprattutto nella vita.

#6 – Ci sono diverse specialità

Come abbiamo detto, la psicologia è una disciplina molto complessa, che indaga diversi fenomeni. A seconda dei tuoi interessi, potrai scegliere tra diverse specialità, come ad esempio:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia dell’orientamento
  • Psicologia della formazione
  • Psicologia delle organizzazioni
  • Psicologia dello sport
  • Psicologia della religione
  • Psicologia della salute
  • Psicologia dello sviluppo
  • Psicologia forense
  • Psicologia della pubblicità
  • Psicologia infantile

#7 – Imparerai i migliori metodi di ricerca

La psicologia è una scienza: durante il tuo percorso formativo imparerai i migliori metodi di ricerca che ti consentiranno di capire fino in fondo il comportamento e le interazioni umane. Per poter giungere ad un obiettivo, è necessario spesso un lavoro faticoso, obiettivo e paziente, basato sempre su specifici metodi di ricerca che orientano la professione.

#8 – Diventerai un buon comunicatore

Un altro piacevole “effetto collaterale” della laurea in psicologia è quello di migliorare la tua comunicazione. In che modo? L’acquisizione di competenze di gestione emotiva o di comprensione del linguaggio corporeo facilita il miglioramento della comunicazione interpersonale. Sarai molto più sicuro di te, comunicherai meglio con le persone e imparerai a parlare in pubblico. Sarà più semplice per te capire la comunicazione non verbale e interpretare il tono di voce e le espressioni delle persone che hai davanti.

#9 – Svilupperai maggiore empatia

La comprensione della psicologia e, soprattutto, l’approccio alle malattie mentali, ti aiuteranno ad acquisire nuove consapevolezze e ad allenare la tua empatia. Avere maggiore empatia significa capire meglio le persone, comprendere i loro stati d’animo, riuscire a creare connessioni più profonde.

#10 – Puoi scegliere di studiare online

L’ultima cosa che puoi non sapere della facoltà di psicologia è che con Unicusano puoi studiare online. Il nostro Ateneo ha all’attivo una metodologia formativa all’avanguardia, che ti permette di studiare “a distanza” in qualunque luogo e in qualunque momento: la modalità telematica. In altre parole, potrai connetterti ad un portale online attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per guardare le videolezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso.

Sarai tu, in piena autonomia, a decidere quanto tempo dedicare allo studio: potrai organizzare liberamente la tua giornata, coniugando gli impegni accademici con eventuali impegni professionali o personali. In alternativa, qualora volessi iscriverti alla facoltà di psicologia in presenza, puoi farlo seguendo le lezioni direttamente nel Campus Unicusano di Roma.

Per iscriverti e iniziare a studiare psicologia a Roma, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come scegliere un libro da leggere? 3 consigli da seguire

Sei un appassionato di libri e vorresti capire come individuare il libro adatto per te? Leggere è una delle attività più amate dagli studenti nel tempo libero. Immergersi nella lettura di un libro interessante significa non solo trascorrere una pausa dallo studio di qualità, ma anche trasformare questo momento in una grande opportunità di crescita.

Scegliere il libro giusto è fondamentale per goderti appieno questo momento: molto spesso tendiamo a leggere libri definiti come “classici” o bestseller, anche se non sono propriamente di nostro interesse. Il risultato è che perdiamo motivazione e rischiamo di procrastinare il momento della lettura, fino a rimuoverlo del tutto dalla nostra agenda. Vogliamo darti tre consigli utili per scegliere il libro migliore da leggere per te e i criteri da considerare nella scelta. Iniziamo subito.

Scegliere il libro giusto per te: tre passaggi da ricordare

Pronto per trovare i libri migliori da leggere? Ecco qualche spunto utile per migliorare la qualità del tuo momento di lettura.

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Chiediti cosa vuoi ottenere

Che cosa stai cercando in un libro? Questa è una delle domande che possono aiutarti a scegliere quello più adatto per te. Cosa ti aspetti di ottenere da questa lettura?

Un libro può essere uno strumento di crescita, ma anche di intrattenimento. Chiediti cosa vuoi ottenere e, sulla base di quello, fai una prima “qualifica” del tuo libro ideale. Se cerchi un libro che ti insegni qualcosa, probabilmente dovrai orientarti sulla saggistica. Al contrario, se cerchi un intrattenimento o una bella storia, potrai puntare su un romanzo.

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Non giudicare il libro dalla copertina

La copertina del libro e il contenuto sono due entità diverse. Si, la copertina può comunicare un’immagine del libro che in realtà non rispecchia il suo contenuto. Possono esserci libri che non sono coinvolgenti a prima vista, ma che sono ricchi di contenuto. Il consiglio, prima di valutare un libro, è quello di fare una piccola ricerca online per approfondire la trama e capire meglio le caratteristiche dell’autore. La sola copertina, a volte, può portare fuori strada nel giudizio.

Chiedi consiglio, ma non temere il cambiamento

Uno dei modi migliori per assicurarsi un buon libro è chiedere consiglio. Come? Beh, si può chiedere consiglio online, nei gruppi di discussione dedicati, nei forum, sui social media. Se non vuoi “scomodare” la rete, puoi chiedere consiglio ad amici lettori, familiari, colleghi di università, ma anche gruppi di lettura. Anche il libraio può essere un valido consigliere.

Tuttavia, spesso tendiamo a scegliere i libri che sono sempre più vicini alla nostra “zona di comfort”. Chiedendo consiglio a chi ci conosce bene, probabilmente otterremo un libro vicino al nostro genere. A volte cambiare fa bene: non aver paura di osare e leggi qualcosa di diverso dal tuo ordinario. Potrebbe davvero sorprenderti e aprire ancora di più i tuoi orizzonti.

Ora non ci resta che augurarti buona lettura!

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Trovare lavoro come psicologo: 3 consigli da seguire

Se hai già una laurea in psicologia a Roma e hai superato l’Esame di Stato per diventare psicologo, ti starai sicuramente chiedendo come fare per trovare un’occupazione stabile.

La professione di psicologo è tra le più amate e ambite in assoluto: per accedervi, come saprai, è necessario un titolo di studio magistrale e l’aderenza ad un iter ben definito, che passa per l’iscrizione all’Albo e al conseguente superamento di un Esame di Stato.

Dopo tutto questo percorso, trovare lavoro come psicologo può essere, per molti, una sfida impegnativa. Dagli enti pubblici a quelli privati, dalle associazioni alle aziende, le opportunità di impiego possono essere molteplici e molto dipenderà dalla tua specializzazione e dalle tue ambizioni. Tuttavia, ci sono tre consigli validi sempre per poter trovare lavoro più facilmente in questo settore. Ecco quali sono.

Lavorare come psicologo: tre consigli da seguire

Stai iniziando ad affacciarti nel mondo del lavoro e cerchi un’occupazione come psicologo? Ecco tre cose da tenere sempre a mente per facilitare la ricerca.

Scrivi un buon CV

Anche se sembra un consiglio banale, tutto parte dalla scrittura di un buon CV. Inserisci all’interno del tuo curriculum vitae le tue esperienze professionali più significative, la tua specializzazione, il tuo approccio metodologico e tutto ciò che ritieni utile a mostrare le tue abilità.

Ricorda sempre di accompagnare una lettera motivazionale al tuo CV, che spieghi in che modo la tua professionalità può aiutare a raggiungere gli obiettivi.

Distinguiti su Linkedin

Un buon approccio per cercare lavoro è…attrarlo. Un social media come Linkedin può aiutarti ad attrarre a te potenziali datori di lavoro e professionisti, costruendo un network di valore in cui condividere le tue conoscenze. Inizia creando il tuo profilo personale: allarga gradualmente il tuo network e condividi post e articoli che mostrano le tue abilità e la tua filosofia di lavoro.

Usa il web

Trovare annunci di lavoro può essere davvero semplice usando il web. Tieniti sempre aggiornato nei portali che parlano di concorsi, qualora ambissi ad una posizione pubblica. In alternativa, puoi sempre seguire i portali di lavoro che condividono annunci per posizioni di ogni tipo e segnarti quelle che potrebbero essere in linea con le tue ambizioni.

Non ti resta che iniziare la ricerca e dedicarti finalmente alla professione dei tuoi sogni.

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Cosa piantare in balcone? 3 idee utili

Cosa piantare in balcone? Beh, se sei uno studente che vive da solo, coltivare un piccolo spazio verde in giardino può diventare un ottimo hobby. I fiori e le piante verdi hanno il potere unico di farci tornare il buonumore: avere un balcone o una veranda ricca di colore può aiutarti a costruire un ambiente perfetto in cui studiare e in cui rafforzare la tua concentrazione.

Secondo gli esperti, infatti, la natura rappresenta un valido supporto per abbattere lo stress, aumentare la creatività e ritrovare il benessere psico-fisico. Quale miglior occasione della primavera per allenare il tuo pollice verde?

Anche se non hai mai gestito delle piante domestiche, ecco i consigli dell’Università telematica di Roma Niccolò Cusano per iniziare a dedicarti al giardinaggio e piantare fiori sul balcone.

I fiori da piantare in balcone

L’idea di avere un balcone fiorito ti mette subito di buonumore? Ecco la soluzione perfetta per te: dedica un pomeriggio allo sviluppo del tuo pollice verde e scopri le tre piante perfette per vivere in balcone.

Geranio

Tra le piante perenni da balcone più amate in assoluto, non possiamo non citare il geranio. Questo fiore resiste bene anche alla stagione fredda ed è estremamente semplice da curare. I gerani amano la luce del sole e vivono bene in temperature superiori ai 15 gradi. Possono davvero dare il meglio sul tuo balcone: prova ad osservare la loro fioritura e lasciati trascinare dai profumi che emanano.

Ciclamino

Proseguiamo il nostro approfondimento sulle piante per i balconi con un grande classico: il ciclamino. Questo coloratissimo fiore, molto semplice da curare, resiste anche alle temperature più basse e può mantenere il suo vigore tutto l’anno. Durante l’inverno non ha bisogno di molta acqua: dovrai solamente assicurarti che il suo terreno sia umido. Per il resto, è una pianta davvero resistente e capace di dare grandi soddisfazioni.

Piante aromatiche

Se sei un appassionato di cucina, probabilmente dedicare un angolo del balcone alle piante aromatiche potrebbe essere una soluzione. Sì, non sono fiori, ma hanno un profumo coinvolgente e colori vivaci che possono dare nuova luce al tuo balcone. Quali piantare? Dai più classici basilico, salvia e rosmarino alla menta, passando per il timo, l’origano e l’alloro.

Ti abbiamo dato qualche spunto per ravvivare la tua casa: non ti resta che dedicarti al giardinaggio!

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Cosa furono i massacri delle foibe?

Nel mese di febbraio si celebra la “Giornata del ricordo”, la ricorrenza dedicata alle vittime dei massacri delle foibe. Questo evento storico è considerato come uno dei più drammatici del secondo Dopoguerra, che ha visto la morte di militari e civili italiani della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia. In particolare, si parla di foibe per rievocare le profonde insenature carsiche in cui venivano gettati i corpi.

Secondo gli storici Pupo e Spazzali, persero la vita nel massacro 3000-5000 persone, mentre alcune fonti fanno salire questo numero ad oltre 10.000. Al massacro seguì l’esodo giuliano-dalmata, ossia l’emigrazione della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia, territori prima occupati dall’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito e poi annessi dalla Jugoslavia.

L’esodo giuliano dalmata e le foibe

L’esodo degli italiani e l’eccidio delle foibe rappresentano due pagine drammatiche della nostra storia. Per conoscerne nel dettaglio gli aspetti storici, Unicusano ha istituito il Master I Livello in Esodo giuliano-dalmata e foibe: un patrimonio storico-culturale da non dimenticare. Ecco di cosa si parla.

Il periodo storico

Gli eccidi delle foibe e il successivo esodo rappresentano l’epilogo di una lotta storica per il predominio sull’Adriatico orientale, che fu conteso da popolazioni italiane e slave per anni. C’è ancora molta confusione nell’opinione pubblica tra i fatti delle foibe: proprio per questo, Unicusano ha organizzato un Master ad hoc.

L’argomento delle foibe è storico ma anche geografico, sociale, giuridico, economico, psicologico, politico, di relazioni internazionali: se vuoi saperne di più sul periodo storico, il Master può offrirti un punto di vista diverso e inedito sugli eventi.

Il Master

Il Master si rivolge ad operatori, appassionati ed esperti del tema e ha come obiettivo quello di offrire una nuova panoramica dei fatti. In particolare, nel contesto del Master, verranno affrontate tematiche come:

  • La Repubblica di Venezia sulla costa Adriatica orientale e i popoli vicini
  • Ascesa austriaca e declino veneziano i porti di Trieste e di Fiume
  • L’Irredentismo
  • La nascita del regno di Jugoslavia
  • La Prima Guerra Mondiale: scoppio del conflitto e la neutralità italiana
  • Interventismo, entrata in guerra dell’Italia e i rapporti italo-slavi (Serbi, Croati, Sloveni)
  • La questione di Fiume e i nuovi confini orientali italiani dal congresso di Parigi all’impresa di d’Annunzio
  • Seconda Guerra Mondiale
  • Le foibe del 1943
  • Le foibe del 1945
  • Il Trattato di Pace di Parigi 10 febbraio 1947: diplomazia equilibri politici clima di terrore
  • Memoria esodo e foibe: arte e monumenti celebrativi. Una proposta Esodo giuliano dalmata: fonti orali e testimonianze
  • Trattato di Osimo 1975 tra Italia e Jugoslavia
  • Le comunità degli italiani a Fiume origini e sviluppo

Il percorso formativo dura circa 1500 ore e viene erogato completamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. 

Per iscriverti, compila il form e verrai ricontattato.

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Quali sono le mansioni dell’ingegnere biomedico?

L’ingegneria biomedica è un ramo dell’ingegneria in continua innovazione. Questa specializzazione fonde i principi della fisica, chimica, biologia, scienza dei materiali con la progettazione di sistemi e soluzioni applicati alle scienze biomediche.

Operare in questo settore richiede una preparazione molto approfondita in ambito meccanico, fisico, chimico ed elettronico, che consente di operare nello sviluppo e progettazione dell’attrezzatura biomedica.

Attualmente sono sempre più gli studenti che scelgono questa specializzazione e che vorrebbero diventare ingegneri biomedici. Ecco chi è questo professionista e quali sono le sue mansioni.

Diventare ingegnere biomedico: chi è e cosa fa

Insieme all’ingegnere meccanico, l’ingegnere biomedico è una delle professioni più ambite dagli studenti di ingegneria. Se stai pensando di iscriverti alla Facoltà di Ingegneria e vorresti capire meglio le mansioni dell’ingegnere biomedico, ecco una panoramica completa.

Cosa fa l’ingegnere biomedico

Il lavoro dell’ingegnere biomedico consiste nella creazione e nella progettazione di sistemi innovativi per il settore medicale. In particolare, questo professionista si occupa di:

  • Analizzare sistemi biologici complessi e semplificarli utilizzando le sue conoscenze e la sua abilità analitica
  • Progettare e sviluppare nuove apparecchiature medicali utili per prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione
  • Progettare e sviluppare protesi e organi artificiali, impiegando nuovi materiali
  • Produrre nuovi protocolli metodologici per impiegare la tecnologia nel mondo sanitario, accompagnando gli studi con documentazione e report
  • Collaborare con altre figure professionali, dai chimici ai fisici, dai medici al personale sanitario, per creare innovazioni tecnologiche, ottimizzare gli strumenti e manutenerli
  • Formare e divulgare le conoscenze nella comunità scientifica

Dove lavora l’ingegnere biomedico?

L’ingegnere biomedico può lavorare sia all’interno di strutture sanitarie (laboratori, ospedali), sia in centri di formazione e sviluppo (R&D, Università). Questo professionista può lavorare anche in aziende che producono apparecchiature medicali e strumenti diagnostici, oppure società farmaceutiche.

Può lavorare in clinica o in ufficio e può talvolta dover viaggiare o spostarsi. L’impiego può essere sia con accordo da dipendente, sia come libero professionista per più compagnie.

Diventare ingegnere biomedico: laurea Unicusano

L’ingegneria biomedica ti appassiona? Inizia a specializzarti nel campo con il Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Biomedica Unicusano.

Questo percorso di studi si propone proprio di fornire reali competenze nel campo della realizzazione di impianti e sistemi biomedicali. Ciò che contraddistingue la formazione Unicusano risiede nell’innovativa metodologia di erogazione delle lezioni: la metodologia telematica.

Potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per saperne di più, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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