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Film vecchi da vedere assolutamente: la nostra classifica

Quali sono i film vecchi da vedere assolutamente? Questa è una delle domande più comuni tra gli appassionati di cinema, ma anche tra i curiosi che vorrebbero avvicinarsi ai film cult che hanno conquistato tantissime generazioni.

Dopo un lungo pomeriggio di studio, un buon film in compagnia è quello che ci vuole: dal thriller alla commedia all’italiana, ci sono tantissime pellicole vintage da vedere, adatte per ogni occasione.

Curioso di saperne di più? Prendi carta e penna: ecco la lista dei film imperdibili di sempre che dovresti conoscere stilata dall’Università Niccolò Cusano.

I migliori film colossal da non perdere

Quando si parla di film da vedere, la lista che viene in mente a qualunque appassionato è piuttosto lunga. Non importa di che genere si tratti: ecco una lista con 10 titoli del grande schermo da guardare che, a modo loro, hanno segnato la storia del cinema.

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film più belli

Via col vento – 1939

Apriamo la nostra list di film vecchi da vedere assolutamente con un grande classico del cinema statunitense: Via col vento.

Questa pellicola del 1939 rappresenta l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Margaret Mitchell, pubblicato nel 1936.

La storia vede come protagonisti Rossella O’Hara, figlia del proprietario di una piantagione della Georgia, segretamente innamorata di Ashley Wilkes, sposato con sua cugina Melania Hamilton. A fare da cornice agli eventi, gli Stati Uniti della guerra di secessione.

Questo colossal ebbe un grande successo di pubblico e di critica: nel 1940 vinse ben 10 Premi Oscar e rimase il film con il maggior incasso della storia del cinema per più di un quarto di secolo.

I predatori dell’arca perduta – 1981

Facciamo un tuffo in avanti ed arriviamo all’inizio degli anni ’80, con un capolavoro di Steven Spielberg:  I predatori dell’arca perduta.

Il film è il primo della tetralogia di Indiana Jones, il professore di archeologia ideato da George Lucas. Nel film, Indiana Jones è sulle tracce di un antico idolo della fertilità, conservato in un tempio immerso nella giungla. Dopo tante peripezie riuscirà ad impossessarsene, ma la via del successo è ancora lunga di pericoli.

Per scoprirne di più ti lasciamo alla visione di uno dei migliori film di avventura di sempre.

Quarto potere – 1941

Quarto potere è il primo lungometraggio prodotto e interpretato da Orson Welles.

La pellicola, uscita nelle sale nel 1941, è ispirata alla biografia del magnate dell’industria del legno e dell’editoria William Randolph Hearst.

Al centro della trama, dunque, la vita del magnate della stampa Charles Foster Kane , incapace di amare se non “solo alle sue condizioni”, con la conseguenza di creare il vuoto attorno a sé e rimanere solo all’interno della sua gigantesca residenza, dove muore in solitudine.

il protagonista è un personaggio con una personalità complessa e i temi trattati nel film sono molto toccanti. Da vedere assolutamente.

Roma città aperta – 1945

Nella nostra lista film vecchi da vedere inseriamo un classico del cinema italiano: Roma città aperta.

La pellicola, diretta da Rossellini, è una pietra miliare della nostra cultura ed è rappresentativa del filone del Neorealismo.

La storia è ambientata dopo l’armistizio di Cassibile e vede tra i suoi interpreti una favolosa Anna Magnani  e Aldo Fabrizi. Si tratta di un’opera con un forte valore artistico, che ha ispirato tantissimi registi del nostro cinema. Da non perdere per fare un tuffo nella storia.

Casablanca – 1942

Film del 1942, Casablanca può essere considerato come uno dei film belli  e memorabili del cinema americano. Protagonista della storia è l’espatriato statunitense Rick Blaine che gestisce un locale a Casablanca, il Rick’s Café Américain. Il tutto accade durante la Seconda Guerra Mondiale, dove il Marocco era parte della “Francia non occupata” controllato dal governo di Vichy.

Ritorno al futuro – 1985

Ritorno al futuro (Back to the Future) è un film del 1985 diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd.

Questo film rappresenta il primo capitolo di una trilogia che ha fatto la storia della cultura anni ’80. La pellicola ha vinto anche il premio Oscar al miglior montaggio sonoro.

Una curiosità: in occasione della corrispondenza con la data del viaggio verso il futuro dei protagonisti – il 21 ottobre 2015 – il film è stato riproposto nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Pulp Fiction – 1994

Pulp Fiction è tra i film più belli diretti da Quentin Tarantino, che vanta un cast davvero stellare, da Uma Thurman a John Travolta.

Il film è un intreccio di storie che hanno un filo conduttore comune, senza seguire un ordine cronologico.

Uscito il 14 ottobre 1994 negli Stati Uniti, arrivò nelle sale italiane il 16 dicembre dello stesso anno.

Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al novantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Schindler’s List – 1993

Quando parliamo di film vecchi da vedere, non possiamo non menzionare questo capolavoro di Steven Spielberg: Schindler’s List.

La pellicola è ispirata al romanzo “La Lista Di Schindler” di Thomas Keneally che racconta la vera storia di Oskar Schindler.

Il film ha un’ambientazione storica e il protagonista è un industriale tedesco che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si mobiliterà per salvare gli ebrei.

Una delle caratteristiche più originali del film è quella di essere stato girato interamente in bianco e nero, tranne quattro scene:

  • La scena iniziale,  in cui si vedono due candele spegnersi, così come, simbolicamente, la fiammella di altre due candele riacquista colore verso il termine della storia;
  • La seconda e la terza scena in bianco e nero, dove si vede una bambina con un cappotto, solo quest’ultimo colorato di rosso, dapprima durante il rastrellamento del ghetto, poi durante la riesumazione delle vittime;
  • Parte finale della pellicola che vede, ai nostri giorni, la deposizione di sassi sulla tomba del vero Oskar Schindler al cimitero di Gerusalemme.

Star Wars Saga

Nella lista film da vedere assolutamente un posto d’onore è riservato alla trilogia di Guerre Stellari – in originale, “Star Wars” – saga cinematografica di George Lucas di grandissimo successo su scala planetaria.

Star Wars venne concepito come opera in nove atti, che Lucas racchiuse in sei pellicole: i primi tre film furono prodotti dal 1977 al 1983 – la trilogia originale – i successivi tre vennero prodotti dal 1999 al 2005, formando la trilogia prequel. Dal 2012, invece, ha preso il via un’ulteriore trilogia, ovvero la cosiddetta “trilogia sequel”.

Questa grande opera di fantascienza è ambientata in una galassia immaginaria, in un’epoca non precisata. In questo universo convivono umani e diverse altre specie viventi provenienti da tutti gli angoli della galassia. Robot e droidi svolgono una vasta varietà di compiti, mentre astronavi permettono un rapido e comodo spostamento tra i numerosi sistemi e pianeti della galassia.

Al centro della trama l’eterno dualismo tra bene e male, rappresentato dalla contrapposizione dei Jedi e dei Sith.

Cantando sotto la pioggia – 1954

Chiudiamo la nostra (prima) top 10 di film vecchi da vedere con una delle commedie musicali più famose di tutti i tempi: Cantando sotto la pioggia.

Il film è ambientato nel pieno degli anni ’20 e vede come protagonisti Gene Kelly, Donald O’Connor e Debbie Reynolds.

La pellicola è considerata un vero cult e la colonna sonora è famosa in tutto il mondo.

Speciale Italia: top 10 film da vedere

Prima di concludere la nostra guida e lasciarti alla visione dei film che abbiamo selezionato per te, ti facciamo un altro piccolo regalo: la lista dei film italiani vintage che dovresti vedere assolutamente.

Eccoli qui:

  1. Ladri di biciclette
  2. C’era una volta il West
  3. I soliti ignoti
  4. Uccellacci e Uccellini
  5. Mamma Roma
  6. La dolce vita
  7. Scusate il ritardo
  8. Il Gattopardo
  9. Profondo rosso
  10. Amarcord

Ora sei davvero pronto per lanciarti nel mondo dei migliori film vecchi da vedere durante le tue pause studio.

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Come diventare organizzatore di eventi: studi, competenze e opportunità

Sei curioso di scoprire come diventare organizzatore di eventi?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo in che consiste il lavoro di organizzazione eventi, quali sono le caratteristiche della figura professionale deputata e qual è il percorso di studi più adatto per apprendere le competenze necessarie.

Organizzare eventi è un lavoro coinvolgente e dinamico: che si tratti di meeting aziendali, conferenze o eventi personali, l’organizzazione e la cura dei dettagli rappresentano due aspetti fondamentali.

Per muovere i primi passi in questo mondo, continua nella lettura e scopri subito quali sono le cose da sapere su come organizzare eventi.

Quello che devi sapere sull’organizzazione di eventi

Dalla figura dell’organizzatore di eventi alle competenze necessarie per lavorare in questo mondo, ecco una serie di informazioni utili su come diventare event planner.

Chi è l’organizzatrice di eventi

Apriamo la nostra guida su come diventare organizzatore di eventi rispondendo ad una semplice ma fondamentale domanda: chi sono gli organizzatori di eventi?

Nell’immaginario comune, l’organizzatore di eventi è una figura addentrata nella mondanità, che lavora in un universo fatto di location strabilianti, vestiti eleganti e personaggi famosi.

In realtà, il mestiere di organizzatrice di eventi va ben oltre i luoghi comuni e prevede l’acquisizione di abilità molto complesse, da quelle gestionali a quelle comunicative.

Se vogliamo dare una definizione di organizzatore di eventi, possiamo dire che si tratta di quella figura professionale che svolge attività di mediazione tra il sistema artistico e culturale, tra le aziende o gli enti pubblici ed i vari tipi di pubblico che fruiscono delle iniziative organizzate attraverso la conduzione di progetti che comprendono interventi di tipo gestionale, programmatorio, organizzativo e di servizio.

Come vedi, si tratta di un lavoro che ha diverse sfaccettature e può essere molto stressante, visti i ritmi frenetici a cui si presta. Ma vediamo nello specifico quali sono i compiti principali di un event manager.

Competenze e mansioni

Se ti stai chiedendo come diventare organizzatore di eventi, sicuramente vorrai sapere quali sono le principali mansioni deputate a questa figura professionale.

Ne riassumiamo qualcuna in questi punti:

  • Analisi dei bisogni dei committenti, al fine di definire il giusto concept per l’evento;
  • Analisi di fattibilità del progetto e scrittura dello stesso, definendo le varie fasi progettuali e le risorse umane ed economiche necessarie per lo sviluppo;
  • Organizzazione e allestimento dell’evento, gestendo i contatti con i fornitori e coordinando il personale durante tutte le fasi progettuali;
  • Progettazione della campagna promozionale per diffondere l’evento e raccogliere le adesioni;
  • Rendicontazione e analisi dell’andamento dell’evento.

Come abbiamo detto, l’organizzatore di eventi può lavorare in diversi contesti, da quello pubblico a quello privato.

Le conoscenze fondamentali che ogni organizzatore di feste e eventi dovrebbe avere sono:

  • Normative generali sull’organizzazione di eventi su spazi pubblici;
  • Normative sui finanziamenti;
  • Politiche locali per lo sviluppo e la promozione;
  • Nozioni di budgeting ed economia;
  • Nozioni di statistica;
  • Nozioni di marketing e comunicazione;
  • Conoscenza delle lingue straniere.

Accanto a queste conoscenze, gli organizzatori di eventi sono abili comunicatori, sanno lavorare in team e hanno un’ottima resistenza allo stress, fondamentale per fronteggiare ogni imprevisto con lucidità.

LEGGI ANCHE – Competenze relazionali: cosa sono e perché sono importanti nel CV

Parlando di organizzatore di eventi e stipendio, non esiste una quota standard da menzionare. Molto dipende dalla tipologia di lavoro, dalla possibilità di svolgere la professione da freelance e, soprattutto, dal tipo di clienti.

Vediamo ora come diventare organizzatore di eventi sfruttando il Master proposto dall’Università Niccolò Cusano.

Diventare event planner: il Master Unicusano

Se ti stai chiedendo come diventare organizzatore di eventi e matrimoni e apprendere tutte le abilità necessarie per svolgere questo lavoro con professionalità, il Master I Livello in Progettazione e organizzazione di eventi – Event management è la soluzione ideale per te.

Il Master si rivolge sia ad operatori del settore che intendono aggiornare e riqualificare le proprie competenze professionali, sia a laureati o neolaureati fortemente motivati ad intraprendere una carriera professionale nell’ambito del marketing relazionale e nello specifico nell’organizzazione di eventi.

Gli sbocchi lavorativi possibili dopo il conseguimento del diploma di Master sono molteplici. Ad esempio:

  • Event Manager
  • MICE Manager
  • Incentive House Manager
  • PCO Manager
  • Meeting Planner

Il Master ha una durata di 1500 ore, che corrispondono all’erogazione di 60 CFU. Il percorso formativo è fruibile online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Tra le tematiche trattate nel corso del Master, menzioniamo:

  • Elementi di economia aziendale
  • Comunicazione degli eventi
  • Normativa e responsabilità sugli eventi
  • Marketing degli eventi
  • Project Management
  • Organizzazione dell’evento, ruoli e competenze
  • Budgeting degli eventi
  • Chiusura e reporting di gestione
  • Le tipologie di evento pubblico: eventi sportivi, culturali, aziendali, congressuali, musicali
  • Public Relations
  • L’evento privato ed il wedding planning

Al termine del corso è previsto un project work finale, per testare le effettive competenze sviluppate dallo studente.

Su come diventare organizzatore di eventi ti abbiamo detto proprio tutto: per iscriverti a questo corso, scrivici o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Certificazione HACCP: che cos’è, come funziona e a cosa serve

La certificazione HACCP è fondamentale per poter lavorare nell’ambito ristorativo. L’acronimo HACCP sta per Hazard Analysis and Critical Control Points, traducibile in analisi dei pericoli e punti di controllo critici. Si tratta di un insieme di procedure atte a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti.

Come avrai intuito, questo protocollo è di vitale importanza per gli operatori del settore e prevede un iter articolato in sette punti, che scongiurano il processo di deterioramento del cibo evitando problemi di salute ai consumatori.

Ma come funziona, nello specifico, l’attestato HACCP, cosa prevede la normativa e come si fa ad acquisire una formazione sul tema? Te ne parliamo nei prossimi paragrafi di questa guida.

Quello che devi sapere sull’HACCP

Chi rilascia l’attestato HACCP? Quali sono i punti da rispettare per un corretto protocollo? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida.

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HACCP: cos’è?

Come abbiamo detto, la certificazione HACCP è indispensabile per tutti gli operatori del settore alimentare.

Per HACCP intendiamo un metodo di autocontrollo igienico-sanitario che ogni impresa alimentare deve seguire per valutare pericoli e rischi che potrebbero portare alla contaminazione degli alimenti, salvaguardando la salute del consumatore.

Come saprai, al settore alimentare sono correlate una serie di attività che seguono tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione fino alla somministrazione.i.

Tutti i professionisti che entrano in contatto con gli alimenti devono necessariamente conoscere i principi dell’HACCP, padroneggiando le regole principali dell’igiene e della sicurezza alimentari.

sistema haccp

HACCP e normativa

Parliamo ora del sistema HACCP in relazione all’aspetto normativo, specificando leggi e soggetti che concorrono alla messa in pratica degli stessi principi.

Il sistema HACCP venne ideato negli anni sessanta negli Stati Uniti, con l’intento di assicurare che gli alimenti forniti agli astronauti della NASA non avessero alcun effetto negativo sulla salute o potessero mettere a rischio missioni nello spazio.

Il sistema è stato lanciato in Europa negli anni Novanta, grazie alla Direttiva 1993/43/CEE, che prevede l’obbligo di applicazione del protocollo HACCP per tutti gli operatori del settore alimentare. Questa normativa è stata sostituita dal Reg. CE 852/2004 entrato in vigore dal 01/01/2006 e attuato in Italia con il D.Lgs 193/2007, con quale viene inoltre definitivamente abrogato il D.Lgs. 155/1997 e vengono decretate le sanzioni per inadempienza al Reg. CE 852/2004.

Questo attestato ha sostituito il libretto sanitario fornito un tempo dalle ASL.

I 7 principi

La certificazione HACCP e l’intero sistema prevedono un iter composto da 7 fasi, fondamentali per la sicurezza alimentare e la salvaguardia della salute dei consumatori.

Vediamo nel dettaglio i 7 punti:

  1. Individuazione e analisi dei pericoli
  2. Individuazione dei CCP
  3. Definizione dei limiti critici
  4. Definizione delle procedure di monitoraggio
  5. Definizione e pianificazione delle azioni correttive
  6. Definizione delle procedure di verifica
  7. Definizione delle procedure di registrazione

Individuazione e analisi dei pericoli

Secondo questo principio occorre definire i potenziali pericoli associati alla produzione di un alimento in tutte le sue fasi, dalla coltura o allevamento fino al consumo (inclusi i tempi morti), che dovranno essere controllati.

Individuazione dei CCP (punti di controllo critici)

Con l’acronimo CCP (Critical Control Point) intendiamo una fase di controllo tesa ad eliminare, prevenire o ridurre a limiti accettabili un pericolo. Lo strumento utilizzato per identificare le fasi che possono essere controllate è “l’albero delle decisioni”, usato per capire se un passaggio all’interno della produzione di un alimento è un punto di controllo critico o solo un punto di controllo.

Definizione dei limiti critici

In questa fase si fissano i limiti critici che devono essere osservati per assicurare che ogni CCP sia sotto controllo. Per limite critico intendiamo un valore di riferimento che separa l’accettabilità dall’inaccettabilità. Per citare degli esempi, menzioniamo i tempi di lavorazione o la temperatura minima e massima a cui devono essere conservati i cibi degradabili.

Definizione delle procedure di monitoraggio

Qui si mettono a punto una serie di misure per tenere sotto controllo e entro i limiti critici i CCP.

La fase di monitoraggio consiste in una serie di interventi che possono essere, ad esempio:

  • Controllo dei fornitori;
  • Controllo dello stato di conservazione dei prodotti;
  • Controllo delle temperature di conservazione;
  • Controllo delle condizioni igieniche.

Definizione e pianificazione delle azioni correttive

Occorre stabilire preventivamente le azioni da attuare quando il monitoraggio indica che un particolare CCP non è più sotto controllo e si trova, dunque, fuori dai limiti critici.

Il sistema deve essere basato sulla tempestività, risolvendo il problema in un arco temporale quanto più ristretto possibile.

Nelle azioni correttive sono incluse:

  • Correzioni;
  • Verifica che il CCP sia di nuovo sotto controllo;
  • Registrazione del fatto e delle misure adottate;
  • Individuazione di processi preventivi più performanti.

Definizione delle procedure di verifica

La certificazione HACCP prevede una definizione delle procedure di verifica, atte a confermare l’effettivo funzionamento del sistema.

Si tratta di una verifica sul campo di ciò che è stato stabilito, per testane l’efficacia reale.

Definizione delle procedure di registrazione

Il sistema HACCP prevede la produzione di documenti e registrazioni che dimostrano l’effettiva applicazione di quanto descritto finora.

La documentazione deve essere firmata dal responsabile del piano di autocontrollo. Questa fase è estremamente importante perché, in caso di controlli, è questa a fare fede.

Corso HACCP all’Università Niccolò Cusano

Ora che abbiamo visto che cos’è la certificazione HACCP e a cosa serve, rispondiamo ad un’altra domanda fondamentale: come ci si forma sull’argomento e quali sono le basi da acquisire?

Per la tua formazione, il Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Consulente per le aziende alimentari e metodo HACCP dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione ideale.

Il nostro corso HACCP, prodotto in convenzione con l’Università Popolare A.I.Nu.C, prevede una formazione di 1500 ore, con l’acquisizione relativa di 60 CFU.

Grazie a questo corso, potrai acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno sul tema, diventando un perfetto consulente aziendale in ambito HACCP.

Il consulente è una figura di riferimento preziosa nell’organico delle aziende alimentari. Grazie ad esso, è possibile controllare la produzione ed evitare ogni rischio per la salute del consumatore.

Le aziende potenzialmente interessate alla figura del consulente sono tantissime, proprio come è ampia l’applicazione del protocollo HACCP: parliamo, ad esempio, di pub, yogurterie, piadinerie, gelaterie, farmacie, venditori ambulanti, fruttivendoli, autotrasportatori.

Il Corso HACCP si svolgerà in modalità e-learning, grazie ad piattaforma attiva H24. Sono previsti:

  • Video lezioni e materiale FAD;
  • Ore destinate all’apprendimento in itinere;
  • Eventuali verifiche intermedie.

Al termine del corso è previsto lo svolgimento di un esame, propedeutico all’ottenimento di un certificato.

Nell’offerta formativa sono inclusi insegnamenti afferenti a:

  • Fondamenti di biologia;
  • Nutrizione umana;
  • Microbiologia;
  • Tossinfezioni alimentari;
  • Immunologia;
  • Legislazione;
  • Metodo HACCP (teoria e pratica);
  • Produzioni alimentari;
  • Tecnologie alimentari;
  • Merceologia;
  • Etichettatura;
  • MOCA;
  • Rintracciabilità;
  • Alimenti tipici;
  • Formazione;
  • Quadro sanzionatorio.

I materiali del corso sono adatti sia a chi ha già una conoscenza di base degli argomenti, sia a chi non si è mai approcciato a questo mondo.

Hai le idee più chiare sulla certificazione HACCP e sulle possibilità offerte dal nostro corso di formazione?

Per iscriverti, compila il nostro form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Obiettivi da raggiungere: ecco come definirli e ottenere risultati

Avere degli obiettivi da raggiungere è un fattore di primaria importanza sia nel lavoro che nello studio. Identificare delle mete da perseguire, darsi dei tempi e analizzare i risultati è fondamentale per capire se ti stai muovendo nel modo giusto e quali sono gli elementi da migliorare.

Non sai da dove cominciare? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Roma parleremo di come definire degli obiettivi reali e concreti, sia che si tratti di obiettivi professionali, sia che si tratti di obiettivi di formazione.

Un fattore che accomuna tutti gli uomini di successo è proprio il fatto che questi, per arrivare a certi livelli, si sono posti degli obiettivi. Avere un traguardo da raggiungere ti aiuterà a capire come farlo e a mantenere la determinazione che ti serve per affrontare ogni sfida.

Per scoprire come porsi degli obiettivi e raggiungerli, continua nella lettura e prendi appunti.

Ecco come porsi degli obiettivi e raggiungerli in pochi passi

Come fare per capire quali sono gli obiettivi da raggiungere nella vita (e non solo)? Rispondiamo a questa e molte altre domande nei prossimi paragrafi di questa guida.

Per iniziare: come definire un obiettivo SMART

Apriamo la nostra guida sugli obiettivi da raggiungere nel lavoro o nello studio rispondendo ad una domanda fondamentale: come fare per definire e individuare i traguardi da raggiungere?

Molto spesso, infatti, può succedere che tu abbia ben chiaro il tuo macro obiettivo finale, ignorando i micro obiettivi che ti condurranno alla sua realizzazione. Ogni percorso è fatto di tappe: capire quali sono queste tappe, che impegno comportano per raggiungerle e in quanto tempo è fondamentale per giungere al punto d’arrivo.

Come definire un obiettivo senza rischiare di sbagliare punto di vista? Potresti scegliere il tuo obiettivo da perseguire seguendo il modello SMART, acronimo che sta per:

  • Specifico: ogni obiettivo è univoco e deve essere ben definito per essere raggiunto;
  • Misurabile: devi poter verificare sei hai raggiunto l’obiettivo e poterne misurare i risultati dal punto di vista qualitativo o quantitativo a seconda dell’obiettivo. Per fare degli esempi di obiettivi da raggiungere che siano misurabili, possiamo inserire dei numeri come ad esempio “aumentare del 25% gli introiti economici nei prossimi 60 giorni”;
  • Attuabile: quando definisci un obiettivo, è bene restare con i piedi per terra e scegliere obiettivi perseguibili sulla base delle tue risorse attuali;
  • Rilevante: assicurati che gli obiettivi scelti siano effettivamente importanti e funzionali al tuo macro obiettivo. Spesso diamo troppa importanza a cose che, in realtà, non sono così importanti e potrebbero farci perdere tempo e denaro;
  • Temporalmente definiti: in questo caso intendiamo che gli obiettivi devono avere un tempo per la realizzazione, dandosi quindi delle scadenze per portare a termine ogni compito.

I tuoi obiettivi nero su bianco

Ora che abbiamo visto quali sono i 5 criteri per scegliere i tuoi obiettivi da raggiungere nella vita, passiamo al prossimo step per formulare i tuoi traguardi. I passaggi da seguire sono questi:

  1. Prendi carta e penna e scrivi tutti gli obiettivi che ti piacerebbe raggiungere. Scrivere ti aiuterà a fissare nella mente i tuoi obiettivi e a renderli più credibili anche ai tuoi occhi. Ti consigliamo di scrivere il tutto su un’agenda o un quaderno, per evitare di perdere la tua lista di obiettivi da raggiungere;
  2. Aggiungi una data e un periodo temporale definito per ogni obiettivo: come abbiamo detto, è fondamentale definire il tempo da dedicare al raggiungimento di un obiettivo. Scrivi quando vorresti veder realizzati i tuoi obiettivi: in una settimana, in un giorno, in un anno. Ci sono obiettivi di grandezze diverse, realizzabili in tempi diversi. Il sistema degli obiettivi è ottimo da adottare anche giornalmente, ad esempio scrivendo sul tuo blocco tutte le cose da fare per lavoro o i capitoli da studiare;
  3. Scrivi sempre ogni obiettivo usando una forma positiva: non usare mai la negazione davanti ai tuoi obiettivi. L’approccio positivo è fondamentale e sono le piccole cose a fare la differenza. Se il tuo problema è rimandare sempre lo studio, non scrivere “Non devo procrastinare”, ma piuttosto scrivi “Voglio studiare tre capitoli del libro ogni giorno dal lunedì al venerdì”;
  4. Effettua una valutazione degli obiettivi da raggiungere: monitora costantemente i tuoi progressi e definisci eventuali modifiche. Dimostrati flessibile e sii aperto al cambiamento e agli imprevisti, da accettare con positività anche quando modificano la tua tabella di marcia.

Frasi sugli obiettivi

Chiudiamo la nostra guida sugli obiettivi da raggiungere con 3 frasi sul raggiungere un obiettivo, che ti saranno utili per trovare la motivazione che ti serve:

  • “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” – Lucio Anneo Seneca
  • “Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte; questa forza lo rende sereno; questa serenità assicura la pace interiore; solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo.” – Lao Tse
  • “Se vuoi essere felice, stabilisci degli obiettivi che governino i tuoi pensieri, liberino la tua energia, ed ispirino le tue speranze.” – Andrew Carnegie

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Giurisprudenza a Roma: percorso formativo e sbocchi occupazionali

Studiare giurisprudenza a Roma è il tuo sogno?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo perché scegliere la facoltà di giurisprudenza, illustrandoti il percorso di studi, le competenze che acquisirai e gli sbocchi occupazionali più importanti.

Lo studio della legge affascina ogni anno centinaia di studenti. Che tu voglia diventare avvocato o giudice, il corso di laurea in giurisprudenza è l’unica scelta in grado di aiutarti a realizzare le tue ambizioni professionali.

Molte volte ti sarai chiesto: “quanto è difficile giurisprudenza?”, ma questa guida ti aiuterà proprio in questo, rispondendo alle tue domande e indirizzandoti nelle tue scelte prima di iniziare una nuova avventura.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Informazioni e consigli per (futuri) studenti di giurisprudenza a Roma

Si può studiare giurisprudenza e lavorare? Quali sono gli sbocchi lavorativi di una laurea in giurisprudenza? Se questa e molte altre domande ti attanagliano, continua nella lettura: ti raccontiamo perché i corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano possono aiutarti a realizzare le tue ambizioni.

Perché iscriversi a giurisprudenza?

Ha ancora un senso pratico iscriversi ad una facoltà di Giurisprudenza a Roma?

Assolutamente si, se decidi di iscriverti all’Università Niccolò Cusano. Grazie alle nuove tecnologie, il nostro ateneo ha messo a punto modalità di formazione davvero uniche, capaci di adattarsi alla società che cambia.

In questa realtà avrai accesso alla FIP – formazione in presenza, presso lo splendido campus romano di via Don Carlo Gnocchi, ma anche alla FAD – formazione a distanza, presso la piattaforma di eLearning attiva H24.

Tornando alla scelta di giurisprudenza a Roma, ci sono tantissimi validi motivi per iscriverti a questa facoltà. Per fare degli esempi:

  • Ami studiare il diritto e vuoi comprenderne a fondo storia ed evoluzione;
  • Ti interessa il mondo della giurisprudenza in tutte le sue declinazioni;
  • Sogni di diventare magistrato, avvocato o di intraprendere una professione legata alla giurisprudenza.

Vediamo ora il percorso formativo di questo corso di laurea e quali sono gli esami di giurisprudenza che dovrai affrontare.

Come funziona il corso di laurea in giurisprudenza?

Il corso di laurea in giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano ha durata quinquennale e può essere fruito sia online, sia in presenza nel nostro Campus universitario di Roma.

Gli obiettivi formativi che il nostro corso si pone possono essere riassunti in questi punti:

  • Acquisizione di una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione ed alla valutazione di principi ed istituti di diritto positivo moderno e contemporaneo;
  • Approfondimento di conoscenze storiche che consentano di valutare gli istituti del diritto positivo moderno anche nella prospettiva dell’evoluzione storica degli stessi;
  • Acquisizione di capacità di progettazione e stesura di testi giuridici (normativi, negoziali e processuali).

Sulla base di questo, vediamo quali sono gli esami di giurisprudenza a Roma che dovrai affrontare e quali sono le discipline contenute nel piano formativo.

Esami di giurisprudenza

esami giurisprudenza

Gli esami di giurisprudenza che dovrai affrontare hanno a che fare con tutte le varie declinazioni di questa disciplina, in modo da fornirti delle solide conoscenze nel campo.

Per farti degli esempi concreti, troverai nel percorso formativo Unicusano insegnamenti di:

  • Filosofia del diritto;
  • Diritto pubblico;
  • Diritto privato;
  • Diritto commerciale;
  • Diritto costituzionale;
  • Diritto amministrativo;
  • Diritto penale;
  • Diritto ecclesiastico;
  • Diritto tributario;
  • Diritto internazionale.

Sbocchi professionali di giurisprudenza

Una domanda che ti sarai sicuramente posto prima di studiare giurisprudenza a Roma è: “quali sono gli sbocchi lavorativi di giurisprudenza?

Conoscere gli sbocchi lavorativi di una laurea in Giurisprudenza nel nuovo millennio è davvero un’ottima partenza per il tuo futuro.

Le strade che puoi seguire sono molte: oltre a quelle più classiche come l’avvocatura, ce ne sono molte, che hanno a che fare con la possibilità di fare carriera nell’ufficio del personale che sempre più spesso cerca figure interne per avere a che fare con contrattualistica dei dipendenti, eventuali vertenze coi lavoratori e impostazioni legali dei documenti ufficiali.

Il corso di laurea in giurisprudenza prepara alle professioni di:

  • Avvocati;
  • Esperti legali in imprese;
  • Esperi legali in enti pubblici;
  • Notai;
  • Magistrati.

Diventare avvocato nel nuovo millennio

Se la tua ambizione è diventare avvocato a Roma, sappi che Unicusano vanta il primato di organizzare corsi per accessi a titoli di stato per i suoi studenti.

Puoi trovare informazioni sul corso per l’esame di stato in Avvocato sull’apposita scheda, ma se hai bisogno di ulteriori informazioni, non esitare a contattarci.

Sicuramente il vantaggio di prepararsi a diventare avvocato online è che tutti i libri e i materiali didattici ce li avete a portata di click e inclusi nel prezzo e che le lezioni potrete rivederle tutte le volte che vorrai senza limiti di views finché non sarai convinto di aver acquisito l’argomento.

Studiare giurisprudenza e lavorare: ecco come è possibile

Se hai deciso di studiare giurisprudenza a 30 anni (o anche più) e contemporaneamente lavorare, sappi che non sussiste alcun impedimento. Grazie all’integrazione delle nuove tecnologie, il nostro ateneo eroga lezioni in modalità e-learning, sfruttando la FAD.

Grazie alla formazione a distanza, potrai:

  • Studiare e lavorare contemporaneamente, perché sei tu a decidere quando studiare;
  • Rivedere le lezioni quando lo desideri e pianificare efficacemente il tuo studio;
  • Avere a disposizione materiale didattico sempre aggiornato e all’avanguardia, prodotto da grandi esperti del settore.

L’integrazione della tecnologia nella vita dell’avvocato

Se un tempo il computer era lontano anni luce dagli avvocati, ora il senso di marcia in tal senso si è invertito.

L’uso della tecnologia in Giurisprudenza è ormai prassi e gli strumenti a disposizione sono molti.

Un esempio che sta avendo molto successo di recente è l’app iContenzioso. Perché? Perché va a risolvere un problema importante: la gestione, l’archiviazione e il monitoraggio del contenzioso tributario.

Una mole di lavoro complesso ed onerosa che farà piacere evitare ai liberi professionisti, commercialisti, avvocati, società di consulenza, Enti Locali e Agenzia delle Entrate.

Esperienze all’estero come avvocato

Ogni nazione ha il suo sistema giudiziario. Sarebbe davvero interessante, dopo una laurea in Giurisprudenza a Roma, fare esperienza di quelli di altri importanti paesi d’Europa e non solo.

Se sogni di lavorare in uno studio legale all’estero, il servizio di “Stage & Job Opportunities“che Unicusano offre potrà esserti di grande aiuto.

Consultando periodicamente l’Area Riservata Agli Studenti e Laureati della sezione Stage e Job Placement della Unicusano, potrai monitorare le nuove offerte di stage e di lavoro direttamente da casa tua.

Per candidarti ad un’offerta di stage o di lavoro, ti basterà inviare il tuo CV utilizzando il form predisposto nella relativa sezione.

Sulla facoltà di giurisprudenza a Roma ti abbiamo detto proprio tutto. Per iscriverti al nostro corso di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

Se vuoi dare un’occhiata a tutte le figure professionali che il nostro corso di laurea prepara, leggi anche:

Commenti disabilitati su Giurisprudenza a Roma: percorso formativo e sbocchi occupazionali Studiare a Roma

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Economia e Commercio a Roma con Unicusano

Vorresti iscriverti alla facoltà di economia e commercio a Roma?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo perché scegliere questa facoltà, quali sono gli esami da affrontare e le caratteristiche dei corsi di laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano.

Studiare economia a Roma è una delle possibilità più ricercate dai giovani che desiderano immettersi nel mercato del lavoro. Si tratta di una delle facoltà più antiche di sempre, ma nel tempo ha saputo rinnovarsi e adattarsi all’odierno mondo del lavoro, plasmando figure professionali tradizionali e innovative.

Per dare nuovo respiro alla facoltà, il corso di laurea in Economia e Commercio a Roma di Unicusano ha portato avanti molte innovazioni nella didattica, per preparare al meglio i professionisti di domani.

Se hai dimestichezza con i numeri e sei un’amante delle materie tecniche legate ad economia, finanza e statistica, la scelta di questo corso di studi è sicuramente quella più adatta a te.

Ma quali sono i vantaggi offerti dai corsi di laurea dell’area economica dell’Unicusano? Esami, specializzazioni, master e sbocchi professionali precisi… tante sono le domande a cui rispondere su questo macro-argomento, le cui risposte sono contenute in questa guida.

Pronto per scoprire tutto sui nostri corsi di laurea? Iniziamo subito.

Specializzarsi in Economia Aziendale a Roma

Cosa significa voler frequentare Economia e Commercio a Roma oggi? Quali sono gli sbocchi professionali della laurea in economia e in che modo gli esami affrontati possono aiutarti per il tuo futuro lavorativo?

Rispondiamo subito a tutte le tue domande nei prossimi paragrafi di questa guida.

Perché studiare economia a Roma?

La prima domanda a cui vogliamo rispondere è: perché scegliere di studiare economia e commercio nella Capitale?

Dare una risposta sintetica e univoca a questa domanda così importante non è semplice, ma procediamo per step:

  • I corsi di laurea economici offrono una formazione completa su discipline legate all’economia, finanza, matematica e statistica. Oltre a questo, non mancano nozioni di diritto ed informatica. Da questa varietà di materie di studio puoi facilmente comprendere quanto ciò che apprenderai nei nostri corsi sia estremamente versatile nel mondo del lavoro;
  • La laurea in scienze economiche è una delle più richieste nel mondo del lavoro;
  • Gli sbocchi lavorativi di economia a Roma sono diversi e si adattano a tutti i mutamenti e le innovazioni del mercato del lavoro. Grazie agli studi in economia, si può diventare commercialista, ma anche addetto marketing e innovazione, a seconda delle tue attitudini.

Quali sono gli sbocchi lavorativi di economia a Roma?

La peculiarità di questi studi economici di Unicusano è l’immediato indirizzo fornito ai nostri ragazzi: crediamo molto nella specializzazione e nella formazione continua e di qualità.

Economia e Commercio a Roma vuol dire tutto e nulla. La differenza la fai tu, se affronterai questo corso prendendo dai libri tutte le basi, ma andando subito ad applicarle in strade reali e concrete.

Le competenze di Economia Aziendale che apprenderai frequentando i nostri corsi ti preparano a professioni legate a:

  • Amministrazione, contabilità e controllo nelle imprese private e pubbliche;
  • Gestione delle risorse umane;
  • Management nelle imprese e nelle diverse funzioni aziendali;
  • Consulenza aziendale nelle diverse forme e nei differenti settori dell’area aziendale e dei mercati finanziari;
  • Supporto e consulenza alla clientela in riferimento ai servizi finanziari e commerciali svolta prevalentemente alle dipendenze di istituti bancari, assicurativi e finanziari;
  • Gestione, elaborazione, monitoraggio e analisi di dati statistici utili a fini previsionali nei diversi settori economici delle imprese.

Quali sono i corsi di laurea dell’area economica a Roma?

Se vuoi studiare economia e commercio a Roma, i corsi di laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano sono:

Il primo corso, di durata triennale, ha come obiettivo quello di fornirti delle prime basi nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Nel secondo corso, di durata biennale, lo studente acquisisce competenze di elevata specializzazione, ampliando quanto appreso durante la triennale.

I due corsi, ovviamente, non sono mutualmente esclusivi, ma il primo è indispensabile per accedere al secondo.

Quali sono gli obiettivi della facoltà di economia?

studiare economia a roma

Gli obiettivi formativi a cui i corsi di laurea economici Unicusano fanno riferimento sono legati sia a capacità tecniche, sia a capacità relazionali e comunicative.

In generale, l’obiettivo principale del percorso accademico è quello di fornire agli studenti le necessarie competenze per poter operare in maniera consapevole nelle differenti aziende e aree aziendali.

Le conoscenze che acquisirai riguardano discipline strettamente aziendali, ma anche quelle economiche, matematico-statistiche e giuridiche.

Tutto ciò è propedeutico ad un’interazione tra gli obiettivi formativi e il mondo del lavoro con la finalità di fornire adeguate conoscenze teoriche e pratiche che possano offrire agli studenti diverse prospettive occupazionali in ambiti differenti.

Quali sono gli esami di economia e commercio a Roma?

Una delle domande più gettonate degli aspiranti studenti delle facoltà economiche di Roma è: quali sono gli esami di economia e commercio che dovrò affrontare?

Come abbiamo detto, le materie di economia presenti nel percorso formativo toccano diverse aree. Tra gli insegnamenti previsti, ci sono discipline come:

  • Economia aziendale;
  • Economia politica;
  • Storia economica;
  • Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie;
  • Diritto privato  e pubblico

Come scegliere un master dopo una laurea in Economia?

Se, dopo la tua laurea in economia nella Capitale, stai cercando un nuovo percorso di studi per specializzarti, master e corsi post laurea dell’Università Niccolò Cusano sono la scelta migliore per te.

Noi proponiamo corsi di specializzazione post laurea in Economia e Commercio sia di primo che di secondo livello, adatti ad ogni esigenza.

La nostra idea è quella di dare allo studente un posto preciso nel mercato del lavoro, concentrandoci su delle skills molto specifiche e, soprattutto, attuali.

Ecco perché la nostra offerta formativa si arricchisce costantemente di nuovi corsi molto spesso, per cavalcare l’onda di quel che accade nel mondo.

Alcuni esempi di master in Economia attuali del nostro Ateneo fanno capire tutto: potreste studiare da “Manager in Export Wine” o per diventare esperti in “Protezione del Patrimonio“.

La laurea per diventare commercialista a Roma

Se il tuo sogno è diventare commercialista a Roma e lavorare su questo sbocco professionale agli studi in Economia guadagnando una buona posizione sociale nella capitale, devi essere felice. Perchè?

Noi siamo la prima università a proporre corsi di preparazione all’esame di stato per l’abilitazione ad una professione. Perché crediamo che la vera esigenza madre di uno studente sia arrivare al completamento reale della sua formazione che avviene solo quando è davvero in grado di mantenersi da solo.

Non solo: se desideri lavorare con i numeri, puoi studiare con noi anche per diventare “Esperto paghe e contributi”.

La new economy in italia: occasioni di lavoro e studi

Gli sbocchi lavorativi della laurea in economia e commercio a Roma non sono solamente quelli tradizionali. Ci sono ampie possibilità anche nel contesto della new economy italiana.

Ma di cosa stiamo parlando nello specifico? Iniziamo dalla definizione di new economy, che consiste in quel preciso periodo storico connesso alla crescita esponenziale  e alla diffusione delle tecnologie informatiche e digitali inerenti Internet, telefoni cellulari, personal computer e vari prodotti informatici e digitali. Iniziò nella fine del secolo scorso negli Stai Uniti ma è giunto fino alla nostra Penisola.

Se vuoi lavorare nella nuove economia italiana, devi sapere che ci sono molte opportunità legate, per lo più, ai temi più attuali come l’ambiente, con la Green Economy, e l’alimentazione, con la Sicurezza Alimentare.

La nostra realtà è il posto ideale per farlo perché siete connessi alla tecnologia da subito, con FAD – formazione a distanza e eLeraning e perché c’è grande attenzione a legare sempre gli studi ai temi più caldi del momento.

Resta chiaro che la vastità di una facoltà come Economia e Commercio, per di più declinata su una città altrettanto vasta come Roma, meriti non uno ma molteplici approfondimenti sul tema.

Lo puoi  fare leggendo tutte le informazioni e gli approfondimenti che pubblichiamo sul blog universitario della città di Roma, oppure puoi rivolgerci tutte le domande che desideri attraverso l’apposito form.

Per iscriverti ai nostri corsi di laurea in economia e commercio a Roma, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Storia della psicologia dalle origini a oggi

La storia della psicologia attraversa diverse fasi, ognuna delle quali rappresenta un passaggio cruciale per lo sviluppo della disciplina.

Curioso di conoscere qualcosa in più? In questa guida affronteremo, passo dopo passo, il tema della nascita della psicologia fino ad arrivare alla sua evoluzione nel corso del tempo.

La psicologia è una scienza molto affascinante, dalle mille sfumature. Sin da tempi antichissimi c’è stato l’interesse di indagare fenomeni e comportamenti umani: pensatori come Socrate e Platone si sono posti molti interrogativi sul funzionamento della mente.

Negli anni la disciplina si è sviluppata attraverso il lavoro dei suoi esponenti principali, dando vita ad una scienza che ha attraversato diversi momenti. Ripercorriamo ora la storia della disciplina dalle origini ai nostri giorni.

Dalla nascita della psicologia alla sua moderna evoluzione

La psicologia è una scienza? Quante branche della psicologia esistono? Rispondiamo a tutte queste domande nella nostra guida.

LEGGI ANCHE – Come diventare psicologo clinico con Unicusano

Prima di iniziare: che cos’è la psicologia?

Prima di addentrarci nella nostra guida e analizzare la grande biblioteca della psicologia, cerchiamo di dare una definizione sintetica di questa disciplina.

Per psicologia intendiamo quella disciplina che studia il comportamento e la mente, attraverso lo studio dei processi psichici, mentali e cognitivi nelle loro componenti consce e inconsce, attraverso l’impiego del metodo scientifico e/o appoggiandosi ad una prospettiva soggettiva intrapersonale.

Sono oggetto di studio della psicologia i processi cognitivi e intrapsichici dell’individuo, il comportamento umano individuale e di gruppo, e i rapporti tra il soggetto e l’ambiente.

Esistono diverse branche della psicologia, dalla psicologia dei gruppi a quella del lavoro, che analizzano fenomeni propri di quei contesti.

Vediamo ora un riassunto della storia della psicologia, per capire come siamo arrivati a parlare della psicologia così come la conosciamo oggi.

LEGGI ANCHE – Gestione dei conflitti in un’organizzazione: quello che devi sapere

Le origini

Lo studio della mente e dei comportamenti umani è stato d’interesse per i grandi pensatori fin da tempi remotissimi.

Quando nasce la filosofia, questa inizia a porsi attraverso i suoi esponenti molti interrogativi sulla mente umana e sul suo funzionamento. Ti basti pensare a Socrate e Platone, che si sono chiesti a lungo quali fossero i dispositivi regolatori delle scelte e delle esperienze dell’uomo.

In generale, possiamo dire che, fin dagli albori, le conoscenze psicologiche sono state fondamentali per la società, la politica e la cultura.

La nascita del termine psicologia può essere fatta risalire al XVI secolo, con il tedesco Filippo Melantone, latinista e grecista.

Ma come nasce la psicologia scientifica moderna e quando abbiamo iniziato a concepire la psicologia come scienza?

Psicologia scientifica: nascita e sviluppo

La storia della psicologia come scienza viene generalmente ricondotta alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’indagine psicologica si apre alle metodologie delle scienze naturali.

Tra il 1850 e il 1870, infatti,  fisici e medici si occupano dello studio della psiche. Gli scienziati applicarono allo studio della mente le tecniche che già applicavano alle scienze naturali, senza capire che stavano creando una nuova scienza: la moderna psicologia scientifica.

branche della psicologia

In quegli anni furono diverse le pubblicazioni importanti che segnano lo sviluppo della disciplina, tra cui contributi di Charles Darwin, che nel suo L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali descrisse per la prima volta le somiglianze che dimostrano come uomini e animali comunichino sensazioni e manifestino emozioni mediante il comportamento e il movimento di parti del corpo.

Il padre della psicologia come disciplina accademica è il tedesco Wilhelm Wundt. Inizialmente, infatti, il centro della psicologia scientifica fu proprio la Germania: grazie a Wundt, nacque a Lipsia il primo laboratorio psicologico moderno.

In quegli anni nacquero molte scuole e laboratori. Tra queste, la scuola di Würzburg che introdusse il metodo di introspezione, consistente nell’osservazione delle nostre esperienze personali e interiori.

Il Novecento e la psicologia

All’inizio del Novecento nascono tantissime diramazioni all’interno della psicologia e la disciplina inizia ad affermarsi sempre più fuori dai confini tedeschi.

Verso l’inizio del secolo, gli Stati Uniti iniziano ad introdurre la psicologia nelle università come importante materia di studio.

Negli anni Trenta era divisa in correnti o scuole antagonistiche: tra queste, ricordiamo soprattutto il funzionalismo, il comportamentismo e la Gestalt.

Vediamo velocemente in che consistono queste tre correnti di pensiero, tra le più rilevanti se si parla di principali correnti psicologiche dall’800 ad oggi: 

  • Il funzionalismo è una corrente di pensiero che vede i fenomeni psichici non come elementi disgiunti fra loro, ma come funzioni attraverso cui l’organismo si adatta all’ambiente sociale e fisico;
  • Il comportamentismo si proponeva di indagare il comportamento umano in prospettiva di “comportamenti osservabili”, secondo un paradigma “stimolo-risposta”. La sua nascita coincide con la pubblicazione del “Manifesto” di Watson nel 1913;
  • Il gestaltismo è una corrente di pensiero nata in Germania che pone il suo studio sui temi della percezione e dell’esperienza.

Negli anni successivi queste scuole hanno sempre più attenuato la loro contrapposizione o addirittura si sono sciolte, come già era accaduto ai primi del Novecento nel caso dell’introspezionismo, la prima scuola della storia della psicologia.

Anche in Russia iniziano a svilupparsi diverse scuole: la più importante corrente russa è la riflessologia, nata dagli studi di Pavlov, che afferma che i processi psichici sono riducibili a riflessi, cioè a processi puramente fisiologici ed elementari.

La psicologia in Italia

La storia della psicologia vede tra i suoi attori anche l’Italia, che assiste all’affermazione della disciplina attraverso tre eventi fondamentali:

  • La nascita del periodico scientifico Rivista di Psicologia di Giulio Cesare Ferrari nel 1905;
  • Il V Congresso Internazionale di Psicologia a Roma;
  • Il bando per l’assegnazione delle prime tre cattedre di discipline psicologiche nelle Università.

Tuttavia, la vera nascita della psicologia nel nostro Paese è da ricondurre alla S.I.P., Società Italiana di Psicologia, che nasce a Ginevra nel 1909 , durante il VI Congresso Internazionale di Psicologia, per costituire una rappresentanza scientifica per l’Italia.

Studiare la psicologia: laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto una sintesi della storia della psicologia attraverso le sue tappe fondamentali, è il momento di passare ad una parte importante della nostra guida: lo studio della disciplina.

Se la psicologia è la tua passione più grande, i corsi dell’area psicologica dell’Università Niccolò Cusano sono la scelta migliore per il tuo futuro.

I corsi di laurea dell’area psicologica sono:

I nostri corsi puntano a fornire allo studente le conoscenze necessarie per lavorare nel mondo della psicologia e indagare i fenomeni cognitivi e comportamentali che caratterizzano la mente umana.

Nello specifico, il primo passo da fare è l’iscrizione al corso di laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche, un ottimo punto di partenza per acquisire le basi della disciplina, dalla storia della psicologia fino allo studio di tecniche e metodologie pratico-operative.

Dopo la laurea triennale, lo studente potrà proseguire gli studi con una laurea magistrale; sono disponibili due indirizzi, a seconda delle aspirazioni e degli obiettivi professionali che si vogliono raggiungere.

Per iscriverti ai nostri corsi e diventare un professionista in questo campo, scrivici o chiama il numero verde 800.98.73.73

 

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Tecniche per parlare in pubblico: quello che devi sapere

Sei alla ricerca di consigli sulle migliori tecniche per parlare in pubblico?

Sei nel posto giusto: in questa guida troverai le dritte su come parlare in pubblico superando il panico da microfono e acquisendo un metodo efficace in tutti i contesti.

Non riuscire a parlare davanti ad una platea è un fenomeno piuttosto comune: il battito accelerato e la sudorazione a freddo sono chiari segnali di imbarazzo che il tuo corpo ti trasmette quando ti cimenti nel public speaking.

Che fare, dunque, per risolvere questo problema e superare la paura? Vediamo subito tutto quello che devi sapere per padroneggiare l’arte oratoria.

Consigli e metodi per superare la paura di parlare in pubblico

Dalle cause della paura agli esercizi per parlare in pubblico, ecco quello che devi fare per diventare un esperto di public speaking.

LEGGI ANCHE – Competenze relazionali: cosa sono e perché sono importanti nel CV

Ansia da public speaking: le cause

Prima di parlare di esercizi e tecniche per parlare in pubblico, cerchiamo di capire quali possono essere le cause della paura e perché hanno un impatto emotivo così forte.

Nonostante associamo il concetto di public speaking a qualcosa di contemporaneo, l‘ars oratoria vede la sua nascita moltissimi secoli fa. Ti basti pensare che uno dei massimi esperti in questo campo è stato Cicerone, vissuto nell’Antica Roma, i cui consigli sono ancora attualissimi.

panico da microfono

Uno degli elementi bloccanti per chi vuole parlare in pubblico è proprio l’ansia. Questa ansia innesca un circolo vizioso da cui può essere difficile uscirne. “Non riesco a parlare in pubblico“, è questo che ti ripeti ogni volta che questo fenomeno si ripresenta.

In realtà è importante capire quali aspetti di questa esperienza ti fanno veramente paura, tornando alle cause. Le cause del tuo blocco possono essere:

  • Scarsa autostima: tutte le cause che vedremo dopo questa derivano da un’unica grande matrice: la mancanza di autostima. Una scarsa autostima e una bassa considerazione di te stesso e delle tue capacità ti portano a sviluppare una mancanza di sicurezza, che si ripercuote in tutti gli ambiti della tua vita;
  • Paura di sbagliare: il terrore di fare male e di dire qualcosa di sbagliato ti blocca e ti impedisce di preparare un discorso e di parlare a braccio;
  • Paura del giudizio degli altri: una delle cose che abbiamo più a cuore è apparire bene agli occhi degli altri. Il giudizio negativo e la paura di fare brutta figura hanno un peso molto elevato nella tua propensione al parlare pubblicamente.

Un mix di queste cause possono generarti ansia, panico da microfono, sudorazione e balbettio, che difficilmente puoi controllare se non agisci direttamente sul fenomeno.

Vediamo ora quali tecniche per parlare in pubblico puoi mettere in atto per superare, una volta per tutte, la tua ansia.

LEGGI ANCHE – Programmi per slide: i migliori da provare (anche gratis)

10 trucchi per parlare bene

Ora che abbiamo visto le ragioni principali dell’ansia di parlare in pubblico, vediamo quali sono le 10 cose da fare per superare questo blocco e diventare degli oratori provetti.

Familiarizza con il tuo pubblico

La prima domanda che devi porti è: a chi si rivolge il tuo discorso? Conoscere bene la tua audience ti permetterà di capire cosa si aspettano da te e in che modo puoi stupirli con le tue parole.

Padroneggia l’argomento

Uno dei principi più importanti per il buon oratore è quello di conoscere a fondo l’argomento di cui parla. Si tratta di uno degli aspetti cardine anche per Cicerone, che mette al centro di tutto la profonda sapienza dell’oratore.

Padroneggiare l’argomento ti servirà per:

  • Acquisire sicurezza in te stesso e in ciò che dici
  • Argomentare e uscire fuori dal tracciato nel caso in cui tu perda il filo del discorso
  • Rispondere a tutte le domande poste dalla platea

Esercitati molto

Fare esercizio è alla base di tutte le tecniche per parlare in pubblico. Infatti, è solo con tanta pratica che riuscirai ad acquisire un livello di sicurezza tale da permetterti di essere sciolto davanti alla tua platea.

Parlare a braccio non è una buona idea: occorre una grande preparazione del tuo discorso, curata in ogni particolare. Il modo migliore per preparare un discorso eccellente è scriverlo e memorizzarlo, senza però imparare a memoria.

Ripeti più volte ad alta voce il tuo discorso davanti allo specchio, facendo attenzione al tono di voce, alla mimica facciale e alla gestualità.

Arriva sul posto un’ora prima

Arriva sempre con largo anticipo sul posto in cui dovrai tenere il tuo speech. Ciò ti permetterà di familiarizzare con l’ambiente, di osservare la posizione del palco e di fare dei test audio.

Importantissimo fare un check di tutte le attrezzature audiovisive. Verifica che il microfono funzioni e, se hai delle slide e un tuo PC, assicurati che siano ben proiettate e che tutto funzioni nel modo giusto.

Parla con il tuo pubblico

Tra le tecniche per parlare in pubblico e rompere il ghiaccio, c’è sicuramente quella di comunicare con la platea prima di iniziare la tua presentazione.

Familiarizza, ad esempio, con le persone sedute in prima fila: questo ti aiuterà ad accorciare le distanze e ad essere più tranquillo e disinvolto.

Fissa un punto nella platea

Ci siamo: finalmente sei sul palco. Per superare l’imbarazzo, prova a fissare un punto nella platea e concentra lì il tuo sguardo.

Procedi con lentezza

Non farti prendere dall’ansia e organizza il tuo discorso procedendo con lentezza: scandisci bene le parole e prenditi le giuste pause.

Dai degli spunti di riflessione al tuo pubblico, osserva le reazioni e non aver fretta di concludere: l’importante è che rispetti i tempi massimi dati dall’organizzazione.

Fai attenzione a tono e volume della voce

La voce è oggetto di tantissime tecniche per parlare in pubblico. Si tratta di un elemento fondamentale e capace di veicolare emozioni e sentimenti alla tua platea.

Non utilizzare una voce piatta durante il tuo discorso: cerca di regolare tono e volume a seconda di ciò che stai comunicando e delle sensazioni che vuoi trasmettere.

Utilizzare un volume troppo basso di voce rischia di trasmettere dubbio e insicurezza.

Non essere noioso

Il pubblico ha bisogno di divertirsi, di entrare in empatia con l’oratore. Come fare? Usa il senso dell‘umorismo. Non aver paura di fare una battuta durante il tuo discorso, ma assicurati che non possa essere fraintesa in nessun modo e che tutti possano capirla.

Se ti senti agitato, dillo al pubblico e cerca di esorcizzare la paura, in modo che questa non ti blocchi. La sincerità è un’arma empatica potente, non temere di usarla.

Inizia bene il discorso

L’incipit di un discorso è forse la parte più importante. Grazie ad una buona apertura, riuscirai subito a catalizzare l’attenzione su di te e a renderti interessante agli occhi della platea.

Si, ma quali sono le tecniche per parlare in pubblico e iniziare con grinta uno speech? Ecco come potresti aprire la tua performance:

  • Fai delle domande retoriche: la domanda retorica è molto utilizzata per aprire un discorso. Questa innesca curiosità nel pubblico, che vorrà capire qual è la tua risposta;
  • Narrazione e storytelling: raccontare storie è un’arte che un buon oratore deve possedere. Racconta una storia per entrare in sintonia con il pubblico e coltivare l’empatia;
  • Frase ad effetto: colpisci la platea con una frase che non si aspetta, quasi provocatoria.

Hai le idee più chiare sulle tecniche per parlare in pubblico?

Siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, capirai come  parlare bene in pubblico, abbandonando la paura e conquistando gli applausi della platea.

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Mercatini di Natale a Roma: quali sono e dove trovarli

I mercatini di Natale a Roma sono una vera e propria istituzione del periodo invernale. Le festività natalizie nella Capitale sono animate da mercatini e fiere di articoli vintage e artigianato, perfetti per i tuoi regali di Natale e per trascorrere un pomeriggio alternativo.

La corsa al regalo perfetto è uno degli aspetti che più caratterizza il periodo precedente al Natale: dai primissimi giorni di dicembre, la città si anima e le vie del centro e della periferia si riempiono di mercatini e bancarelle ricche di pensieri originali.

Vuoi scoprire quali sono i mercatini di Natale a Roma del 2017 da non perdere assolutamente? Vediamo insieme i migliori consigli per la tua passeggiata di Natale a Roma e gli eventi da non perdere in questo periodo di festa.

Eventi, feste e mercatini di Natale da non perdere in città

Dai mercatini alle idee regalo per Natale, ecco gli appuntamenti da non perdere della stagione natalizia della Capitale.

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Simboli del Natale in città

Il Natale a Roma è una delle festività più celebrate e attese. L’atmosfera della città cambia radicalmente già i primi giorni di dicembre, dove iniziano gli allestimenti delle piazze, dei negozi e delle strade principali.

Luci, addobbi natalizi e alberi di Natale arricchiscono la Capitale, facendo da cornice per residenti e turisti.

Come sai, uno dei simboli del Natale in città è l’albero di Natale in Piazza Venezia, che con la sua maestosità abbellisce una delle piazze principali della città. A Piazza Venezia, infatti, sorge il Vittoriano, il monumento simbolo della Patria che ospita anche mostre ed eventi.

Le vie dello shopping si riempiono di luci e addobbi, compresi quelli più spettacolari a cura di grandi brand e maison di moda.

Per i cattolici, non è Natale in città senza assistere ai concerti: ce ne sono molti in programma, in diverse Chiese di Roma. Nello stesso luogo, puoi visitare anche i presepi, spesso fatti a mano.

A tal riguardo, ti segnaliamo la Rassegna “100 presepi“, che si svolge nella Basilica di Santa Maria del Popolo a Piazza del Popolo. Puoi visitarla fino al 7 gennaio 2018, tutti i giorni compresi i festivi dalle 10:00 alle 20:00.

Mercatini e feste

Parlando di mercatini di Natale a Roma, la prima location “storica” è Piazza Navona: da anni, infatti, questa centralissima piazza della Capitale ospita un grande mercato, ricco di stand enogastronomici e prodotti artigianali.

Si tratta di una tappa davvero imperdibile per scoprire le tradizioni natalizie di Roma, oltre ad un’ottima opportunità per acquistare i regali di Natale.

Vediamo ora una breve rassegna dei mercatini di Natale a Roma da non perdere per quest’anno:

  • Mercatino di Piazza Risorgimento, nei pressi di San Pietro: anche questo è tra i mercatini di Roma storici, situato proprio alle porte del Vaticano;
  • Spazio al Natale, un mercatino situato al Parco Jonio (Via Scarpanto), aperto dall’8 dicembre al 7 gennaio. Qui puoi trovare pezzi di artigianato, antiquariato e prodotti tipici locali;
  • Xmas in Wonderland: evento previsto per sabato 16 e domenica 17 dicembre, dalle 15:30 alle 22:00, in Via Cassia 1284. In questa manifestazione ci sarà non solo un mercatino a tema, a anche spettacoli e degustazioni culinarie. Anche la casa di Babbo Natale Roma aspetta i più piccoli in questo evento;
  • Natale a Cinecittà, giunto alla sua sedicesima edizione, aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00 dall’8 al 24 dicembre. L’appuntamento è a Piazza Cinecittà 11 e potrai trovare un regalo unico e originale grazie alle artigiane che cureranno la mostra;
  • Weekend before Christmas, dal 16 al 18 dicembre al Palacavicchi di Roma;
  • ExpoNoi, mercatino a Roma Capannelle, dal 16 dicembre al 7 gennaio.

Spesso quartieri e municipi organizzano dei mercatini locali, per incentivare le attività locali: ti consigliamo di controllare i siti ufficiali del Municipio di tua appartenenza per verificare la presenza di eventi nella tua zona.

Anche nei paesi vicino Roma il Natale è molto sentito: puoi dare un’occhiata ai mercatini di Natale di Roma e provincia sui siti ufficiali dei Comuni dei dintorni, da quelli dei Castelli Romani (ad esempio Tivoli e Frascati) a quelli del litorale nord e sud (ad esempio Ladispoli, Ostia e Nettuno).

Consigli per scegliere i regali perfetti

Ora che abbiamo visto i mercatini di Natale a Roma da non perdere, vediamo qualche consiglio per scegliere i regali perfetti per un tuo amico, parente o collega di corso:

  1. Scegli un regalo personalizzato: optare per qualcosa di personalizzato e di confezionato su misura per il destinatario ne accrescerà il valore;
  2. Gioca d’anticipo, pensando ai regali già dai primi giorni di dicembre. Se ti riduci agli ultimi giorni, le possibilità di trovare il dono perfetto saranno inferiori;
  3. Opta per l’equo-solidale: grazie a questa formula, potrai acquistare pensieri per i tuoi amici donando, allo stesso tempo, una parte del ricavato in beneficenza.

Hai già scelto i mercatini di Natale a Roma che visiterai nel 2017?

Siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, troverai i regali di Natale perfetti per ogni occasione nelle fiere più belle della Capitale.

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Gestione dei conflitti in un’organizzazione: quello che devi sapere

A cosa facciamo riferimento quando parliamo di gestione dei conflitti in un’organizzazione?

Nonostante le prime cose che ci vengono in mente al riguardo rievocano sensazioni negative, il conflitto nelle aziende e nei luoghi di lavoro può essere gestito in modo positivo e dare vita a nuove opportunità di crescita.

I nuovi approcci alla gestione dei conflitti nei gruppi di lavoro lo confermano: possiamo gestire in modo efficace ogni divergenza e trarne un arricchimento utile per lo sviluppo personale. Ma a cosa stiamo facendo riferimento nello specifico?

Vediamo perché la gestione del conflitto è così importante nell’ambiente aziendale e in che modo questa abilità può essere sviluppata dal management e dai gruppi di lavoro.

Gestione e mediazione di un conflitto: tecniche e consigli

Dalle reazioni ad un conflitto agli esercizi da fare, ecco quello che devi sapere per fronteggiare le divergenze nel lavoro.

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Il conflitto: una definizione

Prima di parlare di gestione dei conflitti e mediazione negli ambienti professionali, cerchiamo di dare una definizione di conflitto e di vedere quali sono stati i cambiamenti nella percezione del fenomeno.

Possiamo definire il conflitto come una divergenza nella quale ciascuno degli attori coinvolti vuole imporre il proprio punto di vista senza fare concessioni all’altro.

Nella concezione del conflitto a cui siamo abituati, c’è sempre un meccanismo di potere che prevede la vittoria dei bisogni di uno nei confronti dell’altro. Tuttavia, i moderni approcci alla gestione del conflitto in psicologia ci insegnano che, grazie ad una comunicazione efficace, i conflitti possono trasformarsi in preziose opportunità.

Vediamo in che modo possiamo classificare u conflitto e quali sono le sue possibili cause.

Cause del conflitto

I conflitti, in qualunque contesto, sono molto frequenti nella vita quotidiana: per questo è necessario individuarli e risolverli perseguendo un approccio positivo.

Il concetto di conflitto all’interno delle organizzazioni è molto cambiato nel corso del tempo, passando da una concezione negativa ad una positiva. Infatti,  il modello organizzativo aziendale diffusosi negli anni Sessanta, prevedeva uno svolgimento routinario delle attività lavorative e considerava negativamente il verificarsi di conflitti.

Con i cambiamenti degli anni a seguire e con il progressivo mutare delle strutture organizzative, il conflitto è stato considerato come un’opportunità di confronto e di chiarimento e la capacità di gestire le situazioni conflittuali come un’importante competenza manageriale.

Possono esserci diverse tipologie di conflitto:

  • Conflitti intrapersonali, ossia conflitti interni al sé;
  • Conflitti interpersonali, cioè conflitti esterni al sé;
  • Conflitti intergruppi, che si verificano nel caso di scontro tra gruppi di diversa appartenenza;
  • Conflitti intragruppi, che si manifestano in caso di problematiche tra soggetti appartenenti allo stesso gruppo.

Ci sono anche diverse cause che possono scatenare questi conflitti. Tra queste, possiamo individuare ad esempio:

  • Conflitto tecnico-organizzativo, che ha a che fare con struttura e procedure da seguire in azienda. Si manifesta quando non vengono assegnati ad uno specifico soggetto un ruolo, delle mansioni e degli obiettivi chiari e precisi;
  • Conflitti relazionali, che sono legati al modo di rapportarsi con le persone con cui si lavora e possono essere causati, ad esempio, da una diversità di vedute ed opinioni a livello personale, da una comunicazione errata e dall’impatto emozionale.

Reazioni ad un conflitto

Ora che abbiamo visto qualcosa in più sull’anatomia di un conflitto, parliamo di gestione dei conflitti e mediazione sul luogo di lavoro, vedendo le possibili reazioni e soluzioni ad un conflitto.

gestione del conflitto

Come abbiamo detto in precedenza, nella nostra concezione del conflitto c’è sempre una parte che vince e una che perde. Ebbene, per trasformare il conflitto in opportunità è necessario liberarsi da questo assunto, seguendo un modello ben diverso.

Questo modello può essere, ad esempio, il modello senza perdenti elaborato da Gordon per la gestione efficace del conflitto. Il modello si articola in sei fasi:

  1. Identifica il conflitto e ascolta attivamente le parole dell’altro per comprendere le sue necessità;
  2. Lascia emergere le diverse soluzioni al conflitto, ad esempio attraverso un brainstorming;
  3. Valuta insieme all’altro le soluzioni emerse;
  4. Scegli la soluzione più accettabile per entrambi. Occorre scegliere una soluzione win-win, dove non c’è un perdente;
  5. Metti in atto la decisione programmando tempi, ruoli ed obiettivi;
  6. Rivedi la decisione presa e, se non porta i frutti sperati, rinegoziala.

Questo processo è molto utile nelle organizzazioni, dalle aziende private alla Pubblica Amministrazione, perché stimola dialogo, ascolto attivo e problem solving, alla base della gestione dei conflitti.

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Studi: i corsi di perfezionamento Unicusano per la PA

Per apprendere le basi della comunicazione assertiva e della gestione del conflitto in modo efficace, l’Università Niccolò Cusano ha lanciato una serie di percorsi di aggiornamento dedicati al personale delle Pubbliche Amministrazioni.

Nello specifico, i corsi di perfezionamento che trattano tematiche legate alla gestione dei conflitti sono:

Vediamo ora, nello specifico, obiettivi formativi e argomenti trattati nei due corsi.

Corso di formazione in La gestione dei conflitti nelle organizzazioni

Questo corso di formazione si rivolge al Personale Amministrativo Dipendente Delle Pubbliche Amministrazioni, Iscritto Alla Gestione Unitaria Delle Prestazioni Creditizie E Sociali.

Il corso di formazione ha come obiettivo quello di fornire ai partecipanti strumenti e competenze utili per analizzare ed gestire situazioni conflittuali complesse nelle organizzazioni, in ottica preventiva, al fine di identificare metodologie e tecniche costruttive per la gestione sana del conflitto in ambito organizzativo.

Inoltre, il corso si propone di favorire l’acquisizione di competenze e consapevolezza per migliorare la capacità di negoziazione e ottenere risultati “win-win” in cui non ci sono vincitori e sconfitti, contrastando “l’escalation” di aggressività e competizione che possono crearsi all’interno di un gruppo di lavoro.

Il corso dura 10 settimane ed è prevista una sola lezione a settimana di 6 ore, per un ammontare di 60 ore di formazione frontale complessiva.

Gli argomenti trattati partono dalla definizione di un contesto organizzativo fino ad arrivare alle soluzioni e alle strategie per gestire situazioni conflittuali.

Corso di formazione in Promozione e sviluppo dell’intelligenza emotiva – educazione al pensiero divergente nel processo formativo

Questo corso si rivolge al Personale Direttivo, Docente, Educativo, Amministrativo, Tecnico, Ausiliario Della Scuola, Iscritto Alla Gestione Unitaria Delle Prestazioni Creditizie E Sociali.

Il corso è pensato  per i docenti della nuova scuola del 2000, allo scopo di aumentare la loro professionalità e la loro competenza psicologica e pedagogica mettendoli in condizione di intervenire con più efficacia sul gruppo classe e sulla personalità degli alunni.

Il fine ultimo è quello di guidarli nella scoperta e nello sviluppo del proprio potenziale, così come guidarli all’individuazione e utilizzo di quei messaggi comunicativi che possono rendere più semplice ed efficace il lavoro del corpo docente.

I temi affrontati nel corso spaziano dalla definizione di apprendimento ai principi dell’intelligenza emotiva, ossia quel concetto teorizzato da Daniel Goleman che fa riferimento alla “capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse ed utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

Per iscriverti ai nostri corsi di perfezionamento a Roma rivolti alla PA, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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