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Gestione dei conflitti in un’organizzazione: quello che devi sapere

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A cosa facciamo riferimento quando parliamo di gestione dei conflitti in un’organizzazione?

Nonostante le prime cose che ci vengono in mente al riguardo rievocano sensazioni negative, il conflitto nelle aziende e nei luoghi di lavoro può essere gestito in modo positivo e dare vita a nuove opportunità di crescita.

I nuovi approcci alla gestione dei conflitti nei gruppi di lavoro lo confermano: possiamo gestire in modo efficace ogni divergenza e trarne un arricchimento utile per lo sviluppo personale. Ma a cosa stiamo facendo riferimento nello specifico?

Vediamo perché la gestione del conflitto è così importante nell’ambiente aziendale e in che modo questa abilità può essere sviluppata dal management e dai gruppi di lavoro.

Gestione e mediazione di un conflitto: tecniche e consigli

Dalle reazioni ad un conflitto agli esercizi da fare, ecco quello che devi sapere per fronteggiare le divergenze nel lavoro.

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Il conflitto: una definizione

Prima di parlare di gestione dei conflitti e mediazione negli ambienti professionali, cerchiamo di dare una definizione di conflitto e di vedere quali sono stati i cambiamenti nella percezione del fenomeno.

Possiamo definire il conflitto come una divergenza nella quale ciascuno degli attori coinvolti vuole imporre il proprio punto di vista senza fare concessioni all’altro.

Nella concezione del conflitto a cui siamo abituati, c’è sempre un meccanismo di potere che prevede la vittoria dei bisogni di uno nei confronti dell’altro. Tuttavia, i moderni approcci alla gestione del conflitto in psicologia ci insegnano che, grazie ad una comunicazione efficace, i conflitti possono trasformarsi in preziose opportunità.

Vediamo in che modo possiamo classificare u conflitto e quali sono le sue possibili cause.

Cause del conflitto

I conflitti, in qualunque contesto, sono molto frequenti nella vita quotidiana: per questo è necessario individuarli e risolverli perseguendo un approccio positivo.

Il concetto di conflitto all’interno delle organizzazioni è molto cambiato nel corso del tempo, passando da una concezione negativa ad una positiva. Infatti,  il modello organizzativo aziendale diffusosi negli anni Sessanta, prevedeva uno svolgimento routinario delle attività lavorative e considerava negativamente il verificarsi di conflitti.

Con i cambiamenti degli anni a seguire e con il progressivo mutare delle strutture organizzative, il conflitto è stato considerato come un’opportunità di confronto e di chiarimento e la capacità di gestire le situazioni conflittuali come un’importante competenza manageriale.

Possono esserci diverse tipologie di conflitto:

  • Conflitti intrapersonali, ossia conflitti interni al sé;
  • Conflitti interpersonali, cioè conflitti esterni al sé;
  • Conflitti intergruppi, che si verificano nel caso di scontro tra gruppi di diversa appartenenza;
  • Conflitti intragruppi, che si manifestano in caso di problematiche tra soggetti appartenenti allo stesso gruppo.

Ci sono anche diverse cause che possono scatenare questi conflitti. Tra queste, possiamo individuare ad esempio:

  • Conflitto tecnico-organizzativo, che ha a che fare con struttura e procedure da seguire in azienda. Si manifesta quando non vengono assegnati ad uno specifico soggetto un ruolo, delle mansioni e degli obiettivi chiari e precisi;
  • Conflitti relazionali, che sono legati al modo di rapportarsi con le persone con cui si lavora e possono essere causati, ad esempio, da una diversità di vedute ed opinioni a livello personale, da una comunicazione errata e dall’impatto emozionale.

Reazioni ad un conflitto

Ora che abbiamo visto qualcosa in più sull’anatomia di un conflitto, parliamo di gestione dei conflitti e mediazione sul luogo di lavoro, vedendo le possibili reazioni e soluzioni ad un conflitto.

gestione del conflitto

Come abbiamo detto in precedenza, nella nostra concezione del conflitto c’è sempre una parte che vince e una che perde. Ebbene, per trasformare il conflitto in opportunità è necessario liberarsi da questo assunto, seguendo un modello ben diverso.

Questo modello può essere, ad esempio, il modello senza perdenti elaborato da Gordon per la gestione efficace del conflitto. Il modello si articola in sei fasi:

  1. Identifica il conflitto e ascolta attivamente le parole dell’altro per comprendere le sue necessità;
  2. Lascia emergere le diverse soluzioni al conflitto, ad esempio attraverso un brainstorming;
  3. Valuta insieme all’altro le soluzioni emerse;
  4. Scegli la soluzione più accettabile per entrambi. Occorre scegliere una soluzione win-win, dove non c’è un perdente;
  5. Metti in atto la decisione programmando tempi, ruoli ed obiettivi;
  6. Rivedi la decisione presa e, se non porta i frutti sperati, rinegoziala.

Questo processo è molto utile nelle organizzazioni, dalle aziende private alla Pubblica Amministrazione, perché stimola dialogo, ascolto attivo e problem solving, alla base della gestione dei conflitti.

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Studi: i corsi di perfezionamento Unicusano per la PA

Per apprendere le basi della comunicazione assertiva e della gestione del conflitto in modo efficace, l’Università Niccolò Cusano ha lanciato una serie di percorsi di aggiornamento dedicati al personale delle Pubbliche Amministrazioni.

Nello specifico, i corsi di perfezionamento che trattano tematiche legate alla gestione dei conflitti sono:

Vediamo ora, nello specifico, obiettivi formativi e argomenti trattati nei due corsi.

Corso di formazione in La gestione dei conflitti nelle organizzazioni

Questo corso di formazione si rivolge al Personale Amministrativo Dipendente Delle Pubbliche Amministrazioni, Iscritto Alla Gestione Unitaria Delle Prestazioni Creditizie E Sociali.

Il corso di formazione ha come obiettivo quello di fornire ai partecipanti strumenti e competenze utili per analizzare ed gestire situazioni conflittuali complesse nelle organizzazioni, in ottica preventiva, al fine di identificare metodologie e tecniche costruttive per la gestione sana del conflitto in ambito organizzativo.

Inoltre, il corso si propone di favorire l’acquisizione di competenze e consapevolezza per migliorare la capacità di negoziazione e ottenere risultati “win-win” in cui non ci sono vincitori e sconfitti, contrastando “l’escalation” di aggressività e competizione che possono crearsi all’interno di un gruppo di lavoro.

Il corso dura 10 settimane ed è prevista una sola lezione a settimana di 6 ore, per un ammontare di 60 ore di formazione frontale complessiva.

Gli argomenti trattati partono dalla definizione di un contesto organizzativo fino ad arrivare alle soluzioni e alle strategie per gestire situazioni conflittuali.

Corso di formazione in Promozione e sviluppo dell’intelligenza emotiva – educazione al pensiero divergente nel processo formativo

Questo corso si rivolge al Personale Direttivo, Docente, Educativo, Amministrativo, Tecnico, Ausiliario Della Scuola, Iscritto Alla Gestione Unitaria Delle Prestazioni Creditizie E Sociali.

Il corso è pensato  per i docenti della nuova scuola del 2000, allo scopo di aumentare la loro professionalità e la loro competenza psicologica e pedagogica mettendoli in condizione di intervenire con più efficacia sul gruppo classe e sulla personalità degli alunni.

Il fine ultimo è quello di guidarli nella scoperta e nello sviluppo del proprio potenziale, così come guidarli all’individuazione e utilizzo di quei messaggi comunicativi che possono rendere più semplice ed efficace il lavoro del corpo docente.

I temi affrontati nel corso spaziano dalla definizione di apprendimento ai principi dell’intelligenza emotiva, ossia quel concetto teorizzato da Daniel Goleman che fa riferimento alla “capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse ed utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

Per iscriverti ai nostri corsi di perfezionamento a Roma rivolti alla PA, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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