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Aforismi di Nietzsche: ecco i più belli da conoscere

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Curioso di scoprire quali sono gli aforismi di Nietzsche più belli?

Sei nel posto giusto: in questa guida troverai le citazioni famose di Friedrich Nietzsche, filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco che, con il suo pensiero, ha rivoluzionato il mondo occidentale del XX secolo.

Se sei un appassionato di filosofia e psicologia, avrai sicuramente avuto a che fare con Nietzsche: il suo approccio, in parte riconducibile al filone delle filosofie della vita e all’irrazionalismo, è considerato da alcuni uno spartiacque fra la filosofia tradizionale e un nuovo modello di riflessione, informale e provocatorio.

Vediamo ora le frasi filosofiche più profonde che racchiudono il pensiero di Nietzsche.

Citazioni famose di Friedrich Nietzsche

Dalla morale alla religione, dalla scienza alla politica, Nietzsche ha avuto un impatto molto forte sulla cultura del mondo occidentale del XX secolo. Ecco gli aforismi di Nietzsche più significativi e rappresentativi del suo pensiero.

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Il pensiero di Nietzsche

Prima di iniziare la nostra raccolta di frasi di Nietzsche, facciamo un passo indietro e cerchiamo di descrivere questo importante filosofo tedesco e il suo pensiero.

Riassumere il pensiero di Nietzsche non è affatto semplice, data la sua complessità e le varie fasi che lo contraddistinguono.

In generale, possiamo dire che il pensiero di Nietzsche rappresenta una distruzione programmatica delle certezze del passato, che mette capo alla delineazione di un nuovo tipo di umanità: il superuomo. Da ciò deriva il carattere positivo della filosofia nietzschiana.

Lo stile dei suoi scritti varia nel corso della sua vita:  negli scritti giovanili è ancora legato alla forma del saggio e del trattato; a partire da Umano, troppo umano, opta per l’aforisma (illuminazione istantanea finalizzata a cogliere le cose al volo, che, per essere capita, esige un’arte dell’interpretazione); con Così parlò Zarathustra segue il modello della poesia in prosa, ricca di simboli e allegorie; negli ultimi scritti prevalgono l’esposizione auto-biografica e l’invettiva polemica.

Per comprendere Nietzsche non esiste un solo filone interpretativo, ma solo tracce o ipotesi di lettura.

Frasi di Nietzsche

Entriamo ora nel vivo della nostra raccolta di aforismi di Nietzsche, che raccontano il suo pensiero più profondo. Ogni gruppo di aforismi è associato ad un’opera dello scrittore, così da mettere in evidenza la filosofia nietzschiana in relazione a diverse tematiche, dalla scienza alla religione. Iniziamo subito.

Umano, troppo umano

  • La vita consiste in rari momenti singoli di altissimo significato e in innumerevoli intervalli in cui nel miglior caso ci si aggirano intorno le ombre di quei momenti. L’amore, la primavera, ogni bella melodia, la montagna, la luna, il mare – tutto parla una sola volta veramente al cuore: seppure giunge mai a parlare. Giacché molti uomini non hanno affatto quei momenti e sono essi stessi intervalli e pause nella sinfonia della vita reale
  • Noi lavoriamo continuamente a questo inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decantate l'”obliar se stessi nell’amore”, lo “sciogliersi dell’io nell’altra persona”, che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un’altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell’altra persona
  • Tutti gli uomini si distinguono, come in ogni tempo anche oggi, in schiavi e liberi; poiché chi non ha per sé due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa poi: uomo di Stato, commerciante, funzionario, dotto
  • Nessuna religione ha mai finora contenuto, né direttamente né indirettamente, né come dogma né come allegoria, una verità. Poiché ciascuna è nata dalla paura e dal bisogno e si è insinuata nell’esistenza fondandosi su errori della ragione
  • In realtà fra la religione e la vera scienza non esiste parentele, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi

Così parlò Zarathustra

  • Questo santo vegliardo non ha ancora sentito dire nella sua foresta che: Dio è morto
  • Chi scrive in sangue e sentenze, non vuol essere letto ma imparato a mente
  • Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. E quando ho visto il mio demonio, l’ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne: era lo spirito di gravità, grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide. Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo
  • Matrimonio: ecco come chiamo la volontà di creare in due quell’uno che sarà qualcosa di più dei suoi due procreatori
  • Due cose vuole l’uomo autentico: pericolo e giuoco. Perciò egli vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso. L’uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il ristoro del guerriero: tutto il resto è sciocchezza. Al guerriero non piacciono frutti troppo dolci. Perciò gli piace la donna; anche la donna più dolce è amara

Al di là del bene e del male

  • Ogni persona squisita tende istintivamente alla sua rocca e alla sua intimità, dove trovare la liberazione dalla massa, dai molti, dal maggior numero, dove è possibile dimenticare la regola «uomo», in quanto sua eccezione: – salvo l’unico caso, che da un istinto ancor più forte costui venga ricacciato direttamente su questa regola, come uomo della conoscenza nel suo grande ed eccezionale significato
  • L’atteggiamento di venerazione e di disprezzo negli anni giovanili è ancora privo di quell’arte della nuance che costituisce il miglior profitto della vita, e bisogna pagare un prezzo giustamente duro per avere in tal modo aggredito uomini e cose con un sì e un no. Tutto è disposto in modo che il peggiore di tutti i gusti, il gusto dell’assoluto, venga crudelmente alimentato e sia sottoposto ad abuso, finché l’uomo non impari a riporre una qualche arte nei suoi sentimenti e preferisca arrischiarsi anche nel tentativo dell’artificioso: così fanno i veri artisti della vita
  • Occorre dare a se stessi le prove che si è destinati all’indipendenza e al comando, e ciò a tempo giusto. Non bisogna sfuggire a queste prove, sebbene esse siano forse il gioco più pericoloso che si possa giocare, e siano infine soltanto prove che vengono fornite dinanzi a noi stessi, come testimoni, e a nessun altro giudice
  • Le nostre conoscenze più elevate risuonano inevitabilmente – e anzi deve essere così – come follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all’orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte
  • Non è forse la vita cento volte troppo breve per annoiarvisi?
  • L’uomo nobile separa da sé quegli individui nei quali si esprime il contrario di tali stati di elevatezza e di fierezza – egli li disprezza. […] È disprezzato il vile, il pauroso, il meschino, colui che pensa alla sua angusta utilità; similmente lo sfiduciato, col suo sguardo servile, colui che si rende abbietto, la specie canina degli uomini che si lascia maltrattare, l’elemosinante adulatore e soprattutto il mentitore
  • Un filosofo: un uomo, cioè, che costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell’ordinario; che vien còlto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall’alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è suo proprio; e forse è egli stesso una procella che si avanza gravida di nuovi fulmini; un uomo fatale, intorno al quale c’è sempre un brontolio e un rovinio, qualcosa che si cretta e sinistramente accade. Un filosofo: ahimè, un essere che spesso sfugge a se stesso, spesso ha timore di sé – tuttavia è troppo curioso per non “tornare” sempre di nuovo “a sé”

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