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Viviamo un periodo di forti movimenti migratori, un momento storico in cui in particolare tutte le culture che vivono lungo l’area mediterranea sembrano cercarsi tra di loro, realizzando integrazioni non sempre facili da gestire.

In quest’ambito è fondamentale che la politica, le istituzioni internazionali ma anche quella miriade di associazioni ed ONG che operano a supporto di tali fenomeni migratori, oltre che dalla “buona volontà”, si facciano assistere da professionisti preparati a gestire proprio situazioni di questo tipo, professionisti come quelli che l’Università Niccolò Cusano forma all’interno del suo Master in Mediazione Interculturale a Roma.

Il percorso di studi è stato infatti immaginato per fornire al professionista di domani un ampio spettro di conoscenze che potrà utilizzare nelle diverse situazioni (e annesse problematiche) in cui lui o lei potrà essere chiamato ad operare nel futuro.

Per questo non ci si deve stupire se, andando ad analizzare le diverse tematiche affrontate dal Master ci si rende conto che spesso si tratta di ambiti molto distanti tra loro; sono infatti oggetto di studi la pedagogia intesa in senso generale ma anche nella sua accezione più rivolta all’aspetto dell’integrazione sociale, così come si affrontano tematiche relative alla psicologia, l’educazione ed addirittura anche l’antropologia.

Ma non è tutto. Come anticipato, nel pratico, il Mediatore Interculturale viene chiamato a risolvere spesso situazioni complicate e per questo sono oggetto di studi anche la risoluzione dei conflitti nonché il diritto italiano ed internazionale, la comunicazione, la capacità di interagire con i media e le lingue straniere.

Quest’ultime rappresentano un tassello importante del bagaglio formativo di ogni Mediatore Interculturale visto che, come detto all’inizio, il grosso della sua azione si va ad esplicare nell’ambito dei flussi migratori, all’interno dei quali ci si trova di fronte uomini e donne provenienti praticamente di ogni parte del mondo e che parlano quindi lingue diverse.